Parliamo seriamente dei giocatori del Barcellona che scendono la scaletta dell’aereo a Parigi, uno dopo l’altro, in un’uniforme che di uniforme ha poco. Somiglia di più a un look da sfilata: bomber in pelle color vino, camicia bianca a righine, cravatta bordeaux, pantaloni gessati grigi. Uno di loro porta anche una mascherina a specchio avvolgente, di quelle che negli anni Duemila si vedevano solo nei videoclip, e regge la scena come pochi. Ma a che livello è arrivato lo stile del Barça? La risposta breve è che ormai è altissimo. Per quella lunga bisogna partire dal campo. Una squadra può vestirsi da Hollywood solo se in campo regge il confronto, altrimenti diventa un meme. Il Barcellona di Hansi Flick regge eccome. Arriva da due campionati vinti di fila, e quest’anno ha segnato 48 gol nelle prime 11 partite ufficiali, il miglior avvio offensivo di sempre per una squadra spagnola. Stasera al Parc des Princes, per la terza giornata di Champions, cerca la dodicesima vittoria su dodici contro i campioni d’Europa in carica. In Spagna fa paura e in Europa sta tornando a farne. Le foto sulla scaletta dell’aereo sono, in un certo senso, il primo atto della partita: arrivi vestito così quando sai di poterlo fare.
L’inizio della storia: l’era Thom Browne
Il Barça non ha scoperto lo stile ieri. Il primo capitolo serio è del 2019, quando Thom Browne diventa il fornitore dell’abbigliamento formale della squadra per le trasferte di Liga e Champions. Era un’estetica molto newyorkese e molto rigorosa: giacche e pantaloni in flanella grigia fatti su misura e interamente intelati, con bottoni in corno, abbinati a scarpe long wing e pochette in cotone. Insomma, il Barça vestito da avvocato di Manhattan. A novembre di quello stesso anno arriva la seconda collezione, più giocosa. Si ispirava alle divise dei college americani: chino, Oxford bianca, cardigan grigio in cashmere, cravatta blu-rossa-gialla e una varsity jacket grigia con maniche bianche, più una linea di occhiali aviator con lenti marroni. Era elegante e ironica, ma restava un’eleganza da campus, molto educata.
Il salto: AMIRI
Le cose cambiano davvero a novembre 2025, quando AMIRI diventa Formalwear Partner ufficiale del club per cinque anni, fino al 2029/30, con abiti su misura per prima squadra maschile e femminile da indossare nelle trasferte europee e nelle finali. AMIRI è la maison californiana di Mike Amiri, nata cucendo costumi di scena per musicisti e diventata uno dei nomi del lusso più seguiti da rapper, cestisti e star di Los Angeles. Per il marchio è la prima partnership di questo tipo, e l’idea che la regge è dichiarata: per AMIRI i calciatori sono l’equivalente sportivo degli idoli di Hollywood a cui la casa si è sempre ispirata. La prima collezione, l’inverno scorso, giocava sul blu notte: cappotti in lana a sei bottoni, giacche doppiopetto per gli uomini e monopetto per le donne, pantaloni leggermente svasati in gessato bianco su blu, camicie in popeline gessata, cravatta a righe blaugrana e fermacravatta dorato. Per l’estate c’era già il pezzo che oggi esplode, un blouson classico con collo a camicia, stile di origine sportiva tradotto nel formale e qui riportato allo sport.
La nuova collezione: il granata prende la scena
Ieri, 19 ottobre, è uscita la seconda collezione, quella che si vede nelle foto di Parigi. La base è un abito di sartoria italiana in lana grigia a righe multiple, richiamo diretto alle strisce della maglia. La giacca è un doppiopetto a due bottoni con spilla MA in nickel sul revers a lancia, abbinato a pantaloni leggermente svasati, con camicia Oxford a righe e cravatta in twill di seta granata. Il pezzo che ha fatto girare le foto, però, è il bomber. È un blouson con collo a camicia in pelle d’agnello granata, con lo stemma del Barça impresso a rilievo su petto e schiena; ogni sezione omaggia club, città e Catalogna con la croce di San Giorgio, la Senyera e un pallone vintage. In pratica è un giubbotto da aviatore anni Settanta che è passato per Rodeo Drive ed è tornato catalano. Il collo largo, la vestibilità morbida e il colore vino lo rendono il capo più AMIRI di tutta la collezione. Arriva anche nel momento giusto: il bordeaux in pelle è stato la scommessa principale dell’autunno-inverno 2026. Il Barça non ha seguito la tendenza, l’ha portata in tv. Per gli accessori, ci sono pezzi in pelle grigia con il monogramma MA Quad: borsone da viaggio, beauty case e cintura con il monogramma come fibbia. La cravatta granata la portano anche i dirigenti, ed è il dettaglio che tiene insieme squadra e consiglio d’amministrazione.
Quanto costa?
Questo è lusso vero. La sartoria AMIRI per il Barça è esclusiva del club e non andrà in vendita. Quel bomber non si compra. Per farsi un’idea del livello di prezzo, i capi più vicini che si trovano in negozio sono un overshirt AMIRI in pelle leggera a 1.775 dollari, il beauty case MA Quad in pelle a 890 dollari e le sneaker basse in pelle a 570 dollari. Un blouson in pelle d’agnello su misura, con stemma lavorato a rilievo, starebbe con buona probabilità ben oltre la prima cifra. Ma è un’ipotesi: il prezzo reale non esiste, infatti, non esiste.