Ormai ci sembra chiaro: la scena pubblica italiana soffre di un cronico deficit di personalità e di ossigeno. Questo accade perché ci si sintonizza su un dibattito politico e ci si ritrova immersi in una marea di giacche grigie, toni felpati che parlano il burocratese sempre con la stessa espressione plastica. Ma quando nell’inquadratura compare Alessia Ambrosi, piaccia o no, il ritmo del racconto cambia registro. C’è uno sguardo magnetico e un portamento disinvolto che cattura l’obiettivo, unito a una parlantina spigliata che la deputata trentina di Fratelli d’Italia usa per muoversi a Montecitorio con la sicurezza di chi sa di non passare inosservata. Del resto, sdoganare l'idea che l'estetica possa coesistere con il ruolo istituzionale è una bandiera che la destra politica sventola da tempo, con fortune alterne. Dall’altra parte dello schieramento ci prova a suo modo anche Silvia Salis, sebbene con codici espressivi differenti.
Insomma, nella politica italiana mancano un sacco di cose, ma di donne che potremmo tranquillamente immaginarci su un calendario appeso nelle officine dei meccanici, non ce ne mancano. Senza sessismi vari e senza offesa, anzi. A fine legislatura, la Ambrosi è quella che, da questo punto di vista, si lascia notare non poco.
Ma chi è Alessia Ambrosi? Classe 1982, nata a Negrar di Valpolicella e cresciuta politicamente nel Trentino-Alto Adige, la Ambrosi vanta un diploma di liceo scientifico e un solido background professionale come dipendente di azienda bancaria (nella Cassa Rurale Vallagarina), oltre a un'esperienza iniziale nel settore pubblico locale come dipendente del Comune di Sant'Ambrogio di Valpolicella. Il suo percorso politico affonda le radici nel territorio: prima l'elezione in Consiglio provinciale a Trento nel 2018 con la Lega, poi lo strappo consumato nel 2021 - motivato dal dissenso verso le alleanze di governo nazionali del Carroccio - e il passaggio a Fratelli d’Italia, partito con cui è approdata alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2022.
In un ambiente che storicamente impone l'omologazione o la neutralizzazione della femminilità per apparire autorevoli, Alessia gioca una partita tutta sua, puntando forte sul connubio tra immagine e presenza scenica. Tra i banchi di Montecitorio, l'attività della parlamentare si è mossa all'interno di diverse commissioni parlamentari chiave: è stata componente della XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea e della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, oltre a entrare nella commissione sulla transizione demografica. Sul fronte legislativo, tra le iniziative che l'hanno vista tra i proponenti figurano testi in materia di lavoro agile, tutele per i caregiver familiari e disposizioni sulle quote generazionali negli organi di amministrazione societaria. Nel 2024 ha inoltre tentato il salto alle elezioni europee nella circoscrizione nord-orientale.
Nei dibattiti televisivi, la Ambrosi gestisce i tempi con sangue freddo e una propensione alla provocazione calcolata, muovendosi sul crinale sottile tra l'essere battagliera e il risultare sopra le righe. Che la si consideri una salutare boccata d'aria fresca fuori dagli schemi o l'ennesimo sintomo di una politica ridotta a talk show, una cosa è certa. E a fine legislatura, tirando le somme, possiamo confermarlo: la più figa di tutte è lei.