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Bye bye Ferragni,
è Khaby Lame
il nuovo boss di Instagram.
Klaus Davi:
“Ora non deve
commercializzarsi troppo”

  • di Matteo Cassol Matteo Cassol

22 giugno 2021

Bye bye Ferragni, è Khaby Lame il nuovo boss di Instagram. Klaus Davi: “Ora non deve commercializzarsi troppo”
Il ventunenne senegalese di Chivasso, già star di TikTok (dove ha 76 milioni di follower), è diventato l’italiano (italiano di fatto, non avendo ancora la cittadinanza) più seguito anche su Instagram, superando quota 24 milioni di seguaci. Klaus Davi: “Ha saputo trovare una nuova formula di comicità che ha attecchito dopo la pandemia. Adesso inizia il difficile. Deve dimostrare di saper durare, come ha fatto finora la Ferragni”. E, a proposito di Chiara, “rimane fortissima, ma ormai è entrata nelle aziende, non punta più solo sul web. Ormai lei è establishment, non è più nerd”.

di Matteo Cassol Matteo Cassol

Khaby Lame, già star assoluta di TikTok (dove ha 76 milioni di seguaci), è diventato anche l’italiano più seguito anche su Instagram (italiano “de facto”, non avendo ancora la cittadinanza). In poco tempo, riproducendo almeno in parte la crescita impressionante evidenziata sul social cinese, il ventunenne di Chivasso (arrivato all’età di un anno dal Senegal con la famiglia) ha raggiunto e superato colei che sembrava inarrivabile, Chiara Ferragni (23,9 milioni di follower), sfondando quota 24 milioni e viaggiando spedito verso i 25. Un fenomeno di cui abbiamo chiesto una chiave di lettura al massmediologo Klaus Davi.

Klaus, come si spiega questo successo?
“Con il suo genere di intrattenimento scherzoso ha interpretato un bisogno del pubblico afflitto dalla pandemia. Un pubblico che ha voglia di tornare a divertirsi: uscita da un periodo come quello che abbiamo vissuto la gente vuole distrarsi, vuole sorridere, c’è poco da fare. Questo ragazzo evidentemente ha saputo trovare una formula nuova di comicità che ha attecchito in questo particolare contesto. Ed è esploso, grazie anche la scelta di fare degli sketch muti e quindi adoperando un linguaggio universale, alla mister Bean, che gli permette di avere follower in tutto il mondo”.

Al momento però, nonostante i numeri, Lame non sembra aver ancora cominciato a monetizzare massicciamente. Come si spiega?
“È ancora un dadaista, un po’ naif. Il web è veloce, è comandato dalle mode, vede continui cambi di generazione. Lui è arrivato al top, ma ora deve capire come monetizzare e come stabilizzarsi. Potrebbe legarsi a chissà quante aziende. Ma si può dire che il difficile comincia ora, perché al successo ci si può anche arrivare, ma poi bisogna durare. Per esempio la Ferragni è durata”.

A proposito di Ferragni, come va interpretato il sorpasso nei suoi confronti?
“La Ferragni rimane un elemento fortissimo. Va detto che si è in parte già sganciata dal web, con il fatto di essere entrata nei Consigli di amministrazione di grandi aziende. Il web è il posto per gente con un’aura di “indipendenza”: nel momento in cui diventi una donna d’affari, una scelta legittima che io apprezzo, automaticamente diventi altro. È evidente che lei non punta più sul web, o comunque non tutto sul web. Chiara ormai è establishment della moda. E quando diventi establishment guadagni da altre parti ma puoi perdere in termini di zoccolo duro che sul web ti segue perché ti percepisce come outsider. Ora non è più una nerd”.

In questo senso cosa dovrebbe o non dovrebbe fare Khaby Lame?
“Un consiglio che gli darei è «non commercializzarti troppo». Dovrebbe cercare di rimanere un outsider, di non perdere il proprio alone di autonomia, se vuole mantenere il pubblico di «duri e puri». Che sul web è del 30%. Non è poco. Deve giocarsela bene dal punto di vista delle partnership e, dal punto di vista del contenuto, deve sapersi rinnovare e non essere ripetitivo. Fare le mosse giuste. E, se è vero che come dice il suo manager non sa l’inglese, dovrebbe impararlo in fretta. In ogni caso è un fenomeno e una risorsa per l’Italia. Anche solo per questo – conclude Davi – la cittadinanza gli andrebbe data subito”.

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