Quando Prada decide di fare promozione, be’, lo fa davvero a un livello superiore. Lo sa chi, a inizio 2025, si è trovato tra le mani Ten Protagonists: per la campagna Primavera/Estate 2025 "Acts Like Prada", scattata da Steven Meisel con Carey Mulligan, la maison ha chiesto a Ottessa Moshfegh, l'autrice di Il mio anno di riposo e oblio e di Eileen, di scrivere dieci racconti in prima persona, uno per ciascuno dei dieci personaggi interpretati da Mulligan. Ne è uscito un libro in edizione limitata, illustrato con le immagini della campagna, distribuito in alcuni negozi e scaricabile gratis dal sito. "Storie di donne, inventate da una donna", come lo presentava Prada. E l'anno prima, per l'Autunno/Inverno 2024, c'era stata Miranda July, con tanto di linea telefonica diretta con la scrittrice. Poi, a gennaio 2026, è arrivata la Primavera/Estate firmata dall'artista americana Anne Collier: "Image of an Image", immagini di Oliver Hadlee Pearch fotografate di nuovo mentre mani esterne le tengono sollevate, come stampe vere, da maneggiare e non da scorrere. Nel cast Carey Mulligan, Hunter Schafer, Nicholas Hoult, Damson Idris, Levon Hawke, John Glacier e Liu Wen. Una riflessione sulla pubblicità fatta dentro una pubblicità, che a marzo ha avuto pure un secondo atto con le creature dell'artista Jordan Wolfson. Ora, però, per le feste natalizie, Prada fa un passo ancora più in là e azzecca davvero il trend di questo periodo, tra nostalgia e romanticismo.
Si chiama "Drawing Prada: Animated by Hand" ed è la campagna Holiday 2026, presentata il 27 ottobre. L'idea è tutta nel titolo: mettere la fotografia di moda dentro un mondo di disegni animati fatti a mano, uno per uno, come si faceva prima del digitale. Prada la definisce una fantasia creata a mano, un esperimento di artigianato. A interpretarla sono gli ambassador Chen Haoyu, Maya Hawke, Sadie Sink e Kelvin Harrison Jr., insieme a Luther Ford. Le foto e le riprese sono di Glen Luchford, la direzione creativa della campagna è di Ferdinando Verderi, sotto i direttori creativi Miuccia Prada e Raf Simons. La parte disegnata è affidata a una squadra di animatori guidata da John Pomeroy, e qui sta il colpo di genio. Pomeroy è un veterano dell'animazione americana: entra alla Disney nel 1973, lavora a Brisby e il segreto di NIMH, Fievel sbarca in America e Alla ricerca della Valle Incantata, poi torna alla Disney come supervisore dell'animazione per Pocahontas e Fantasia 2000. Più di recente ha lavorato a Klaus. Prada ha usato anche i suoi schizzi preparatori, con gli appunti a margine, dentro le immagini della campagna.
Oltre agli scatti ci sono una serie di cortometraggi in animazione 2D, in cui gli attori in carne e ossa recitano accanto ai personaggi disegnati. Una volpe dall'aria cinica segue Maya Hawke nella neve. Una banda di topolini ruba a Sadie Sink un paio di scarpe a pois bianchi e neri, davanti al bagliore di un caminetto. Una lince delle nevi punta la mini borsa Avoir di Chen Haoyu. Conigli e pipistrelli giocano con la pelletteria di Luther Ford. E a Kelvin Harrison Jr. arriva una palla di neve dritta nello zaino di nylon: anche quella, fotogramma per fotogramma, disegnata a mano. I vestiti sono quelli della collezione invernale: capispalla tecnici, righe color caramella, maglieria da occasione, borse e scarpe. Luchford ha costruito luci e prospettive per far combaciare gli attori con gli sfondi disegnati, così che il confine tra carta e pellicola quasi scompare.
"È stato un vero onore che Prada mi chiedesse di dirigere questa serie di film d'animazione 2D per la campagna delle feste 2026", ha raccontato Pomeroy a WWD. Il metodo è quello di una vita: costruire i personaggi "dall'interno verso l'esterno", come dice lui, partendo da cosa desiderano e dai loro capricci. La lince che non stacca gli occhi dalla borsa, i topi rapiti da un paio di scarpe. Poi la luce, decisiva, come quella delle braci del camino che scalda la scena di Sadie Sink. E soprattutto il senso dell'operazione, che Pomeroy spiega a Elle: "L'animazione parla alle storie come il live action non può. È un universo completamente diverso. C'è una ragione precisa e voluta per fare animazione disegnata a mano, ed è vedere che il tocco umano ha un valore. E che il lavoro disegnato e fatto a mano è ancora vivo nel mondo di oggi”. In un periodo in cui le immagini si generano, si ritoccano e si perfezionano con un clic, e in cui l'intelligenza artificiale sforna pubblicità a ciclo continuo, Prada fa la scelta più lenta e più costosa possibile: la matita. Ogni fotogramma è stato disegnato a mano, un'arte quasi perduta nell'epoca della computer grafica.
Il risultato ha la grazia delle fiabe Disney che ci hanno cresciuti, quelle in cui il bosco innevato è sempre da cartolina e gli animali hanno più carattere degli umani. Ma non è nostalgia di maniera. La linea tremola, i colori sono morbidi, si vede la mano di chi disegna: e proprio quell'imperfezione rende tutto più vivo di qualunque effetto digitale. I vestiti non sono appoggiati su uno sfondo, abitano una storia. È il filo che lega Moshfegh, Collier e Pomeroy: Prada continua a chiedersi che cosa possa essere una campagna pubblicitaria, e ogni volta risponde riportando dentro qualcosa di umano. Le parole di una scrittrice, una fotografia tenuta tra le dita, un topolino disegnato a mano che si porta via una scarpa. Per una volta, lo spot di Natale è davvero un regalo.