L’ospitata (disciamo) più discussa nella storia di Pulp Podcast di Fedez e Mr Marra è stata senza dubbio quella della premier Giorgia Meloni.
Ancora prima che la puntata andasse in onda, in molti hanno sollevato polemiche sulla notizia; soprattutto a causa del “vizio” di Meloni di farsi ospitare laddove non esiste contraddittorio. Da Vespa su Rai 1 a Fedez su Youtube; una mossa comunicativa potente con la quale Giorgia mira a voler conquistare un pubblico più giovane, soprattutto in vista del referendum sulla giustizia previsto per il 22 e il 23 marzo.
“Quando non parlo, dicono che scappo. Quando parlo, contestano il luogo, il mezzo e pure chi mi intervista. A questo punto il sospetto è uno: che preferirebbero semplicemente che io non esistessi”. Così ha risposto la premier alle critiche, postando una foto di rito del podcast sul suo profilo Instagram.
Ma Pulp Podcast, non solo non è un media tradizionale, ma è anche un prodotto di Fedez, il cantante più chiacchierato degli ultimi anni: l’attenzione è garantita.
La premier ha scelto il podcast per sostenere il “Sì” all’imminente referendum sulla giustizia, ma le domande di Fedez e Mr Marra hanno riguardato diversi aspetti della politica di Meloni: dalla geopolitica tra Iran, Usa e Israele, fino all’informazione, il diritto internazionale e la storica dipendenza dell’Italia nei confronti dell’America di Trump, di conseguenza. E ancora: il conflitto Russia-Ucraina, il nucleare, l’energia, il prezzo della benzina e i servizi segreti. Solo nella seconda metà del podcast si arriva all’argomento referendum, che viene articolato nel resto della puntata.
Ma cosa ha scelto di indossare Giorgia Meloni per un appuntamento così importante?
La premier ha scelto un look casual, ma non troppo. Una maglia girocollo oversize in platinum Fabiana Filippi che unisce lana, cashmere e seta in una trama leggera e preziosa. Il ricamo Crystal Cage, interamente applicato a mano con una rete di strass, illumina il capo con eleganza sofisticata. Realizzata in Italia attraverso processi sostenibili, il che denota una certa coerenza con il suo pensiero politico circa il sostegno al made in Italy.
Il prezzo? 830 euro. Una scelta sobria, ma al tempo stesso elegante. Nessuna forzatura di umiltà, ma neanche un’ostentazione eccessiva.
Meloni sceglie la via di mezzo, non solo con l’outfit ma anche nell’adottare un tono di voce pacato e insolito.
Una scelta comunicativa che vuol mettere in luce la genuinità della premier che, durante la puntata, più volte cade nell’errore di dare del tu a Mr Marra, che invece le si rivolge dandole del lei. Una rottura della tensione a cui Giorgia Meloni, negli anni, ci ha abituati.
E così, tra una leggera gag e l’altra non troppo forzata, anche argomenti di enorme peso politico diventano intrattenimento, intervallando il ritmo serioso dell’intervista. La scelta della maglia sbrilluccicante rappresenta solo un simbolo visivo di cosa voleva attuare Meloni a Pulp Podcast, un tentativo, che non è solo finalizzato al referendum, ma che fa parte di un disegno molto più ampio: conquistare la Gen Z senza tradire la sua immagine.