image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Pisto is Free
Pisto is Free

Solo chi è un perdente poteva dare del perdente a Messi

Moreno Pisto

11 luglio 2021

Finalmente ha vinto un trofeo importante con la sua Argentina. Così finalmente i fenomeni di professione potranno chetarsi e smettere di dare giudizi da ignoranti su Leo Messi, uno dei più grandi della storia del calcio. Che soffriva per queste voci. E si è visto da come ha festeggiato ed è stato festeggiato ieri notte

Perché in questo mondo di fenomeni anche uno come Messi può essere considerato un perdente. Stiamo parlando di un genio, di uno che ha vinto tutto, che ha vinto non so quanti tanti trofei in quanti pochi anni, forse come nessuno al mondo, eppure, siccome con l’Argentina non aveva mai vinto niente, ecco i soliti fenomeni, appunto, quelli che hanno sempre capito tutto prima degli altri, che dicevano: eh, ma non ha il carisma di Maradona; eh, ma non è un uomo squadra; eh ma nelle occasioni più importanti dove deve trascinare i compagni cicca. Già. E adesso? Adesso che l’Argentina ha vinto la Coppa America dopo 28 anni cosa dicono questi fenomeni? 

 

Ché Lionel Messi soffrisse queste voci, che Lionel Messi ci tenesse a vincere qualcosa con la sua Nazionale si è visto da tanti particolari: guardate l’abbraccio al triplice fischio finale, i compagni vanno tutti da lui; guardate l’abbraccio di Neymar del Brasile (sotto), suo avversario ieri, suo amico nella vita, sincero, lungo, un abbraccio tra due uomini, mentre tutti gli altri dell’Arghentina festeggiano a pochi passi. Anche Neymar insomma sapeva. Guardate infine come Messi esulta in video chiamata con i suoi figli. Tutte immagini che descrivono un’attesa, una frustrazione, un obiettivo raggiunto. Eppure, dopo aver visto gli highlights di quella partita (l’orario della finale era proibitivo, le due di notte), si può capire quanta approssimazione, quanti luoghi comuni, quanta ignoranza c’è intorno a un giudizio. Solo chi è un perdente poteva dare del perdente a Messi. Perché il Brasile poteva tranquillamente pareggiare e vincerla quella partita, perché se fosse successo e Messi avesse sbagliato il gol che ha effettivamente sbagliato davanti al portiere staremmo qui a sentire i soliti discorsi di cui sopra: si è cagato sotto, non è un vero capitano e bla bla bla. 

Invece l’Argentina ha vinto, lui ha alzato la coppa e tutti dietro con i titoli facili e le frasi fatte. É vero: i risultati cambiano le opinioni. Ma fino a un certo punto. Durante una conferenza stampa pre finale di Champions un giornalista chiese a Zinedine Zidane,  allenatore del Real Madrid, se senza quella vittoria la stagione della sua squadra si potesse considerare un fallimento. Il Real aveva già vinto tanto, aveva già vinto tutto, negli ultimi tre anni. Ma quella stagione - se non conquistava la Champions - sarebbe finita senza trofei. Bastava questo per dare del fallito a Zidane. Che prima di rispondere prese il suo tempo e poi disse una frase imponente: “Il fallimento è solo nell’atteggiamento”. 

Bang. Basta. La differenza tra i chiacchieratori di professione e chi fa (e a volte vince a volte perde, o sarebbe meglio dire a volte vince e a volte impara) è tutta qua. Messi e quelli come lui sono condannati a dimostrare, sanno che a contare è sempre l’ultima partita. Ed è questa la loro forza, ciò che dà loro quella spinta vitale, che li porta a essere ciò che sono. E a essere dei vincenti in una strada fatta di clamorose sconfitte. Solo chi è un perdente poteva dare del perdente a Messi. 

20210711 142746497 2743

More

Maradona non l’ho visto mai

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Calcio

Maradona non l’ho visto mai

Diego Pablo Simeone è rock, non i Maneskin. Che sia chiaro

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Pisto is Free

Diego Pablo Simeone è rock, non i Maneskin. Che sia chiaro

Quello che mi ha lasciato Lele Adani. Tre parole: umiltà, amore, libertà

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Pisto is Free

Quello che mi ha lasciato Lele Adani. Tre parole: umiltà, amore, libertà

Tag

  • Argentina
  • Foto virale
  • Video virale
  • Leo Messi
  • Lionel Messi

Top Stories

  • Lo strano tempismo di Elodie: nel suo anno senza musica fa parlare di sè per la pubblicità per L’Oréal e per la sua nuova relazione lesbica. Un caso o strategia di comunicazione in vista del tour del 2027?

    di Marika Costarelli

    Lo strano tempismo di Elodie: nel suo anno senza musica fa parlare di sè per la pubblicità per L’Oréal e per la sua nuova relazione lesbica. Un caso o strategia di comunicazione in vista del tour del 2027?
  • Siamo andati a mangiare all’Osteria della Trippa a Trastevere dietro casa di Sergio Leone: dalla tradizione delle donne romane col quinto quarto al sugo con la menta

    di Alessandra Cantilena

    Siamo andati a mangiare all’Osteria della Trippa a Trastevere dietro casa di Sergio Leone: dalla tradizione delle donne romane col quinto quarto al sugo con la menta
  • Ma l'avete visto l'anello che indossava Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno? Ecco il modello, il costo e tutto quello che c'è da sapere

    di Michele Larosa

    Ma l'avete visto l'anello che indossava Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno? Ecco il modello, il costo e tutto quello che c'è da sapere
  • Ma l'avete visto il bracciale “salvavita” sponsorizzato da Fabrizio Corona a Falsissimo? Ecco cos'è Vyda, a cosa serve, quanto costa e tutto quello che dovete sapere

    di Michele Larosa

    Ma l'avete visto il bracciale “salvavita” sponsorizzato da Fabrizio Corona a Falsissimo? Ecco cos'è Vyda, a cosa serve, quanto costa e tutto quello che dovete sapere
  • Se volete capire davvero la Milano Design Week 2026 venite a Porta Venezia Design District dove, tra un drink e un’esperienza interattiva, l’arte esce dal catalogo

    di Marika Costarelli

    Se volete capire davvero la Milano Design Week 2026 venite a Porta Venezia Design District dove, tra un drink e un’esperienza interattiva, l’arte esce dal catalogo
  • Siamo andati a mangiare da Carlo Cracco all’Hotel Corinthia a Roma, ci ha serviti personalmente e lo abbiamo intervistato: “Io antipatico? Solo se mi rompono i coglio*i”. Ma com’è la sua carbonata?

    di Alessandra Cantilena

    Siamo andati a mangiare da Carlo Cracco all’Hotel Corinthia a Roma, ci ha serviti personalmente e lo abbiamo intervistato: “Io antipatico? Solo se mi rompono i coglio*i”. Ma com’è la sua carbonata?

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Che fine ha fatto la loggia Ungheria? Se ne riparla a settembre, come tutto in Italia, o non se ne parla più?

di Matteo Cassol

Che fine ha fatto la loggia Ungheria? Se ne riparla a settembre, come tutto in Italia, o non se ne parla più?
Next Next

Che fine ha fatto la loggia Ungheria? Se ne riparla a settembre,...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy