Kevin Schwantz ha tirato la staccata: "Se passa il treno, salti su". Sì, è il consiglio che il sessantunenne texano, mito assoluto delle corse in moto e idolo anche di uno che mai lo ha visto veramente correre come Pedro Acosta ha dato proprio a… Pedro Acosta. Il 34 ha vinto un solo titolo mondiale, ma è la sua leggenda scalda e brucia da sempre perché racconta di un pilota che non ha mai conosciuto il timore. E che, anzi, aveva un rapporto tutto suo con la paura. Ecco perché anche adesso che non corre più tende a frenare più tardi di tutti gli altri nelle dichiarazioni, senza timori di sorta e meno che mai con una qualche paura. E ecco perchè durante il Gran Premio delle Americhe, come riporta Todocircuito, ha mandato un messaggio chiaro al giovane fenomeno della KTM.

"Pedro – ha detto - ha tutto per dominare, ma deve avere il coraggio delle scelte. Se arriverà l’occasione di una moto vincente dovrà prenderla al volo. Io non esisterei, anche se non ero un pilota con il coraggio di cambiare". Non è un invito a tradire, ma quasi un mettere in guardia davanti al peso dei rimpianti: “Anche per me Suzuki è sempre stata Suzuki, ma forse rifarei scelte diverse”.
Scelte che, nel caso di Pedro Acosta, avrebbero un significato solo: cominciare a guardarsi seriamente intorno dopo aver dovuto prendere atto che KTM, in questo preciso momento storico, rischia di non essere la prospettiva migliore per chi ha intenzione di diventare il nuovo Valentino Rossi o il nuovo Marc Marquez.

Paolo Campinoti e quel "Tú habla con Valera" che fa tremare gli Orange
Quasi per uno scherzo del destino, proprio mentre Schwantz distribuiva i suoi pesanti consigli, Pedro Acosta è stato “paparazzato” con il patron del Team Pramac, Paolo Campinoti. E il video, manco a dirlo, è immediatamente diventato virale dopo che DAZN Spagna l’ha pubblicato sui suoi canali social. I due si sono incrociati nell’area hospitality del Circuit of The Americas, con l’italiano che – in perfetto stile toscaneggio guascone – gli si avvicina e dopo averlo salutato gli fa: “lo sai, vero?” La risposta dello spagnolo è un divertito "sí", seguito da un ben più sibillino “tu parlane con Valera”.
Sì, proprio Albert Valera, il suo manager, che è manager anche di quel Jorge Martin che, proprio insieme a Paolo Campinoti e Pramac, ha vinto l’ultimo titolo mondiale della MotoGP. Dopo essersi prestato alla scenetta, però, il vero colpo da maestro di Campinoti è stato quello di saper giocare tra ironia e mistero quando, subito, i giornalisti presenti a Austin sono corsi a fargli domande: "Non commentiamo le chiacchiere del paddock". Game, set, match.
KTM under pressure: tra crisi, limiti tecnici e mal di pancia
Inutile dire che la saga, che in verità era cominciata da un pezzo, adesso ha subito una svolta ulteriore. Perché KTM continua a fare fatica e perché, al di là delle dichiarazioni sui contratti e delle parole dello stesso manager Albert Valera, è chiaro che Pedro Acosta – che pure ha le sue colpe – si sta davvero guardando intorno. C’è chi parla già di una offerta faraonica da parte della Honda, così come di una trattativa già avviata insieme a VR46 e Ducati per una Desmosedici nella squadra di Tavullia e, ora, nella partita c’è pure Yamaha.
KTM non sembra avere molte armi. Anzi, ne ha una sola: rendere immediatamente vincente la moto. I tecnici KTM sanno di avere tra le mani una RC16 migliorata nell’aerodinamica e nella gestione degli pneumatici, ma incapace di reggere il passo delle Ducati e Acosta, dal canto suo, non nasconde la frustrazione: "Spariamo a caso, serve una svolta". Il giovane spagnolo già dal GP del Qatar dovrà cominciare a scegliere: continuare a navigare controcorrente o ascoltare il suo idolo Kevin Schwantz?
