Eh, ma Gigi Dall’Igna quando vince Marquez è più contento di quando vince Pecco. Signori, siamo alla “MotoGP degli eh, ma” ogni volta che Ducati vince. E, quindi, praticamente sempre. Sì, perché anche adesso che sul gradino più alto del podio c’è salito Pecco Bagnaia, dopo che per cinque volte consecutive lo ha fatto Marc Marquez, il tono dei soliti commentatori infervorati è lo stesso di sempre. Quasi a voler far intendere che dentro il box Ducati si penda per uno piuttosto che per l’altro o che non si possa davvero gioire per la vittoria di un pilota se non è quello con il numero giusto. Ormai è la piega che ha preso un po’ tutto e c’è solo, eventualmente, da riderci sopra oltre che farsela finita. Ma cosa ha detto davvero Gigi Dall’Igna dopo l’ennesimo successo Ducati a Austin?

Come al solito, l’ingegnere italiano ha affidato la sua analisi a LinkedIn e non ha nascosto di essere sì contento, ma anche un po’ amareggiato. Non è questione di protagonisti, di quello sì o l’altro no, ma di non volersi accontentare mai anche quando i numeri dicono che si è raggiunto l’ennesimo record. Sembra, lasciatecelo dire, un Dall’Igna che parla a chi non vuole ascoltare. Eppure varrebbe la pena farlo, perché c’è tutta la lucidità di un protagonista che sta scrivendo la storia del motorsport insieme all’azienda per cui lavora e – lo ripetiamo – al di là dei piloti che guidano le sue moto. “Ventesima vittoria Ducati – dice senza stare a rimarcare che questo significa aver eguagliato il record di MV che resisteva dalla fine degli anni ‘’60 - ancora una volta un poker Ducati con un podio splendente composto dai nostri tre team”. E il primo risultato di cui Dall’Igna parla e non è un caso, perché il risultato che a uno come Dall’Igna interessa più di tutti: quello di Ducati in generale.

Quanto ai piloti, poi, l’ingegnere italiano ammette, come aveva già fatto davanti alle telecamere di Sky nella serata di domenica – di vivere una sensazione doppia tra euforia assoluta e un po’ di tristezza. “Un successo – scrive - dal sapore intenso e speciale, grande quanto l'amarezza provata per un errore inaspettato e sprecone, ma se doveva andare così, almeno l'errore di Marc ha aperto la strada a Pecco per fare qualcosa che sa di liberazione, un'iniezione di fiducia che, sì, era davvero necessaria! Era sicuramente arrivato il momento di una vittoria e di una gara convincente come questa, e sono felice che ce l'abbia fatta. L'irrefrenabile euforia alla fine dice tutto sulla sua voglia di farcela, così come su tutto il suo desiderio di rivalsa, come dimostrato da quella audace staccata per sorpassare Alex. Una dolce vittoria che conta enormemente e che rilancia il morale in un momento molto delicato. Siamo riusciti a lavorare bene, migliorando costantemente, cercando di raggiungere la sensazione ottimale che Pecco ci chiede: un sentito grazie va al team, ma non dobbiamo abbassare la guardia e, soprattutto, non dobbiamo farci distrarre dalla vittoria. Quanto a Marc Marquez, ha ancora una volta confermato tutta la sua forza e ha mostrato il suo vero valore. Per lui è stato solo un intoppo su uno dei suoi circuiti preferiti. Ha preso il comando dal semaforo verde con un'immediata accelerazione e ha mantenuto un vantaggio incontrastato fino a metà gara, poi l'errore, probabilmente la sua eccessiva fiducia è stata la sua rovina. Questo si aggiunge alla delusione per una gara che era nelle sue mani e che stava dominando, ma così vanno le gare”.

Nessun giudizio, quindi, nessun ago che pende di qua o di là, solo una analisi di quanto accaduto e, eventualmente, il racconto delle sensazioni che i fatti hanno lasciati. Roba, per intenderci, da ingegneri più che da commentatori invasati dei social, anche se è chiaro che il modo di strumentalizzare o dare chissà quale significato alle parole di Dall’Igna si troverà lo stesso da qualche parte e da qualcuno. L’ingegnere, però, ha masticato abbastanza di corse per sapersene fregare: succedeva anche lo scorso anno, quando i soliti sostenevano che mai Ducati avrebbe lasciato che a vincere il mondiale potesse essere il pilota di una squadra satellite. Come è poi andata davvero, però, lo sappiamo tutti. Con Dall’Igna che, nella sua analisi, non lascia indietro – appunto – neanche gli altri che guidano una Ducati. “Un altro secondo posto ma il nuovo leader del mondiale: bravo Alex Marquez! – conclude infatti Dall’Igna - Una solidità e continuità straordinarie nel suo avvio di campionato. Mentre aspetta la sua prima vittoria in MotoGP, dalla cima della classifica guarda il campo intero. In evidenza anche Di Giannantonio, ancora una volta al top con una gara tenace condotta con talento e determinazione. Anche Morbidelli si è fatto notare, ormai saldamente tra i protagonisti anche in una gara che gli si adatta meno rispetto al terzo posto di due settimane fa. E infine, ma non meno importante, un eccellente Aldeguer che ha quasi coronato una splendida rimonta in cui ha mostrato di cosa è capace: benvenuto davvero!”
