Mai come stavolta in questo 2026, le lamentele di George Russell sono più che giustificate. L’inglese a Spa ha vissuto l’ennesimo weekend pieno di problemi, al contrario del compagno di squadra che, sul tracciato delle Ardenne si è preso la sesta vittoria stagionale, tornando ad allungare in classifica.
Il distacco tra i due in termini di prestazioni è stato impressionante e a mandare su tutte le furie George è stato il motore della sua Mercedes, per l’ennesima volta quest’anno. Lo ha fatto subito dopo l’incidente con Lewis Hamilton, che gli è costato la gara. Russell ha scaricato tutta la sua rabbia in un team radio che in diretta TV non era stato mandato in onda, forse per evitare l’ennesima figura a questa F1 troppo complicata persino per gli stessi team.
“Sono fuori. Cosa caz*o è successo con il SOC sul rettilineo. Non avevo batteria, caz*o. Inaccettabile. Fottutamente inaccettabile, per tutto il weekend”. Queste le sue parole a caldo, pesantissime. Lo stesso concetto lo ha poi espresso una volta arrivato al media pen, dove ad attenderlo c’erano i giornalisti delle varie televisioni.
“Ho fatto una buona partenza. Ho percorso bene la prima curva ed ero subito dietro a Verstappen, ma per qualche motivo la batteria ha deciso di non ricaricarsi in curva 1”, ha iniziato a spiegare George. “Sono uscito dalla prima curva con un deficit del 35%. E dato che non si è ricaricata, ho avuto anche un problema di boost. Il turbo non si è sistemato, quindi non avevo potenza. Sono arrivato in cima all’Eau Rouge con la batteria allo 0%. Onestamente, era pericoloso”.
Una situazione totalmente fuori dal suo controllo. Ma nello specifico, cos’è successo? Tutto rimanda al funzionamento di queste nuove F1: con le vetture attuali, il motore elettrico e quello termico devono lavorare in sincronia costante. Quando la batteria è scarica, il turbo perde pressione perché non ha il supporto elettrico che normalmente lo aiuta a rispondere. Il risultato è una macchina che accelera male, che perde velocità rispetto a chi ha la batteria carica e che sui rettilinei lunghi diventa indifendibile.
Nella pratica, è ciò che è successo a George sul rettilineo del Kemmel: rispetto a Hamilton, che gli era affianco, gli mancavano oltre quindici chilometri orari, motivo per cui è stato risucchiato dal gruppo ancor prima che la sua gara si concludesse in ghiaia.
A quanto pare, però, il problema non era solo suo. Toto Wolff ha confermato che tutti i motori Mercedes in gara hanno sofferto di una mancanza di energia in uscita da curva 1. Anche Antonelli ne ha risentito, ma è stato l’inglese ad avere la peggio, sceso dalla terza alla quinta posizione in un attimo. Come ha spiegato, la batteria non ha recuperato abbastanza energia alla prima frenata e il motore elettrico, accorgendosi del deficit, ha cominciato a ridurre la potenza molto prima rispetto agli avversari, come più volte successo in questa stagione.
Un casino che descrive alla perfezione i problemi di questa nuova F1, nonostante si sia già intervenuti per cercare di tamponare la situazione. Ci si aspettava che i lunghi rettilinei di Spa non perdonassero e, alla fine, così è stato. Perché se quello di Russell è stato il caso più eclatante, lo show che in generale si è visto nel fine settimana non è stato da meno e non è un caso che pochissimi on board siano stati mandati in onda.
Sarebbe stata una figuraccia in mondovisione, con le vetture che rallentavano vistosamente in pieno rettilineo, tanto in prova quanto in qualifica. E fa specie pensare che, nel giro della pole di Kimi Antonelli - come si apprezza da un video pubblicato dal canale Instagram debrief.race -, la velocità della sua W17, pur rimanendo a tavoletta, nel tratto di Blanchimont scendesse da un massimo di 336 km/h fino a 285 km/h, con un crollo di 51 km/h.
Non un bello spettacolo, insomma. Ecco perché, terminato il weekend, Charles Leclerc nel suo recap su Instagram ci ha piazzato come sottofondo la canzone di Mario Kart. Russell si sarà pure infuriato, ma questa F1 super cervellotica e imprevedibile, a quanto pare, continua a non piacere a più di qualcuno.