Settantatré anni dopo, un italiano torna a vincere a Spa. È l’ennesima statistica riscritta da Kimi Antonelli in questo 2026, che in Belgio realizza un’altra gara da fuoriclasse assoluto, dalla partenza alla bandiera a scacchi. Succede ad Alberto Ascari, che sul circuito delle Ardenne vinse nel 1952, pareggiandone anche il numero di vittorie in una singola stagione. Sei, una più spettacolare dell’altra. A 19 anni, eguagliando o polverizzando ogni record che finora reggeva nelle statistiche del Circus.
Difficile anche commentarlo, uno così. Ogni volta dimostra di essere un po’ più forte della gara precedente, dove comunque aveva lasciato tutti quanti a bocca aperta. Stavolta ha fatto lo stesso, prendendosi una vittoria molto meno scontata di quanto sulla carta avrebbe dovuto esserlo. Parte bene, ma poi sul rettilineo che porta a Eau Rouge Max Verstappen lo svernicia. Lui sembra quasi non opporre resistenza, consapevole che la vera opportunità per uscire dal primo giro in testa arriverà qualche secondo più tardi.
Passa la chicane, punta Max sul rettilineo del Kemmell e poi lo passa. Da quel momento in poi, in controllo totale fino al primo pitstop, dove viene fuori tutta la sua fame: ha margine sul secondo, ma entra in corsia talmente forte da pelare il muro esterno in controsterzo. Torna in pista, poi subisce una Virtual Safety Car che invece favorisce la Ferrari di Charles Leclerc. Il monegasco ne approfitta e, al termine della sua sosta, si prende la leadership. Ed è qui che Antonelli conclude il suo capolavoro: decimo dopo decimo Antonelli si avvicina, fino a incollarsi negli scarichi della SF-26.
Studia Charles un paio di giri, poi sferra l’attacco capitalizzando la maggiore efficienza della Mercedes sui lunghi rettilinei di Spa. È primo un’altra volta, riprendendosi la testa della gara che la VSC gli aveva tolto. Ma mancano poco meno di dieci giri e Leclerc non molla. Diventa una gara di nervi, con i due separati da un secondo e costantemente in elastico. Antonelli allunga nel primo e nel terzo settore, Charles guadagna nel misto riuscendo a rimanere in finestra per utilizzare l’overtake mode.
Con questo Kimi, però, in pista non ce n’è. Non commette nemmeno una sbavatura, costruendo un piccolo gap pennellando una curva dopo l’altra e mettendo insieme otto giri da qualifica fino alla bandiera a scacchi. Taglia il traguardo derapando, come piace fare a lui quando ci arriva prima di tutti gli altri. E alla fine, complice il disastro di George Russell, ritirato al primo giro dopo un contatto con Lewis Hamilton - penalizzato di cinque secondi - il vantaggio in classifica torna ad essere importantissimo: 45 punti su Hamilton, 50 sul compagno di squadra, 78 su Leclerc.
Un allungo da mondiale, per chi col tempo e coi risultati è diventato il favorito. Tornato nel paddock non può che commentare tutto con un gran sorriso, così come fatto con Charles e Max - terzo - nel retrodopodio: “È stata una gara dura perché il passo era molto simile per tutti, quindi non è stato facile”, racconta a Sky Sport F1. “Con la Virtual Safety Car Charles è passato davanti. Oggi era molto veloce ed era difficile staccarlo perché la scia era molto potente; anche dopo averlo sorpassato, ho fatto fatica a mettermi al sicuro. Però è stata una bella vittoria e adesso sono concentrato su Budapest”.
Fa impressione anche come, appena dopo essersi preso un altro successo, pensi già a come ripetersi al prossimo GP. In Ungheria la minaccia sarà ancora la Ferrari, viste le caratteristiche della pista, e lui avverte già tutti: “Andranno molto forte. Questo weekend abbiamo portato un pacchetto a basso carico, mentre lì torneremo alla configurazione delle gare precedenti. Non sarà facile perché la Ferrari è molto competitiva, quindi sarà importante massimizzare ogni sessione e cercare di ottenere il miglior risultato possibile”.
Poi, c’è tempo anche per una battuta. Nel giorno in cui si giocherà la finale dei mondiali di calcio tra Spagna e Argentina, a rappresentare l’Italia nel mondo è stato solo lui. La Nazionale in America non c’è nemmeno arrivata, ma per qualcuno “l’Italia ha Kimi Antonelli”. Glielo riportano, lui risponde facendo una mezza promessa: “È una bella cosa. È fantastico ricevere così tanto supporto ed è un privilegio rappresentare l’Italia. Cerco sempre di fare del mio meglio per riportare il tricolore sul gradino più alto del podio”. In questo momento, ci sta riuscendo meglio di tutti.