Oriano Ferrari è tornato sul palco di Zelig. O meglio, a tornare, nella serata che ha celebrato i trent’anni del programma in onda su Canale 5, è prima di tutto Marco Della Noce, con il solito piglio di sempre. Ma è molto più di una semplice comparsa sul suo palco: è un calcio a quella depressione arrivata tra il 2016 e il 2017 dopo la separazione con la moglie e i problemi economici, finito a vivere in macchina non potendosi permettere una casa. Una vicenda che aveva scosso un po’ tutti quelli che grazie alle sue battute avevano riso per più di vent’anni, aiutato poi dai colleghi di sempre e persino dai meccanici della Scuderia, quelli che di serata in serata rappresentava e prendeva in giro.
Da quel momento la ripartenza, riappropriatosi della propria vita ancor prima che del palco. E per l’occasione, lui che c’è stato fin dal primissimo anno di Zelig, non poteva mancare, come sempre vestito di rosso dalla testa ai piedi. È ancora lui, Oriano Ferrari. E già alla prima battuta, salutando Claudio Bisio - il conduttore dello show -, parte a bomba: “Volevo portarvi i saluti di mio figlio che è un suo fan, Aston Martin”.
Dalla platea comincia un susseguirsi di risate interrotto soltanto dalle parole - rigorosamente con un marcato accento romagnolo - del comico, ancora dirette a Bisio: “In Ferrari la stimano tantissimo, gli ingegneri con il calco della sua testa hanno fatto il pomello del cambio del nuovo Testarossa. Va’ che è preciso eh, cambia che è una bellezza”.
Le risate continuano, ma questa volta è Bisio a interromperle chiedendo dell’anno, complicato, in Formula 1: “Che è successo? Avete due piloti grandiosi”. Della Noce lo guarda, si prende un attimo e con faccia serissima risponde: “Non è la Ferrari, è il mondo della Formula 1. Noi siamo la generazione a cui piace la Formula 1 ruspante… Si ricorda i pit stop alla mia epoca? Quando un pilota entrava nella corsia dei box c’era tempo per suonare qualcosa insieme… Anche il pilota stesso diceva ‘Ustia, devo andare a finire la gara’. Adesso, 2.7 secondi per cambiare quattro gomme. Non c’è neanche il tempo per un sambuchino… Pensavo che il record ce l’avessi io a letto con mia moglie, e invece, i meccanici mi han battuto".
Un attimo dopo, al centro dello sfottò c’è prima la nuovissima SF-26, che sta per “Se Funziona”, poi i due piloti del Cavallino: “Arriviamo con una grossa novità perché mettiamo il motore, prima andava a pedali. Anche i piloti ci sono, ma da quando è arrivato, Hamilton ha fatto un po’ lo sborone, quello del ‘Io sono inglese, sono io che ho vinto 7 mondiali’”. Bisio, allora, interrompe sottolineando come non li abbia vinti con la Ferrari. E la risposta è prontissima: “È vero, se no non vinceva un caz*o”.
Leclerc, invece, a detta di Della Noce nel box sembra essere il favorito: “Al cambio gomme, quando escono fuori i meccanici, bastano trenta secondi…emh, tre…(ride per il 30 anziché 3); quando invece entra Hamilton, esce l’ingegnere e gli fa ‘Le dobbiamo proprio cambiare? Guardi che con queste ci fa ancora 7-8 giri’. E lui ‘Ah beh, visto che insiste, quelle dietro le mettiamo avanti, quelle davanti le mettiamo dietro’”.
Poi, però, non può che arrivare il momento del vero sfottò anche per Charles: “A Montecarlo, noi dicevamo ‘Caspita, Leclerc abita qui, conosce le stradine, le scorciatoie…’, e infatti la mattina si è presentato in ciabatte. Quando ha iniziato a fare il giro conosceva e salutava tutti, ma a gara iniziata, sul rettilineo delle piscine, dove si prende velocità, lui ha detto ‘Piano’. Lì di fianco sono posteggiati degli yacht con su della gnoc*a da paura, e allora si è sbottonato ed è andato via”.
Lo show è ai secondi finali, ma un’ultima battuta sulle differenze tra i due non può mancare. Bisio punge: “Io so che a Leclerc avete dato il telecomando per entrare ai box, ma a Hamilton?”. Della Noce risponde: “Hamilton deve scendere e poi citofonare”. Poi la chiosa: “Comunque, siamo proiettati sul 2026, speriamo di ottenere ottimi risultati e sempre, ora più che mai, viva la Ferrari”.
Quel viva la Ferrari, il suo motto, questa volta lo grida un po’ più forte del solito. Poi si ferma, si toglie il balaclava e si commuove. Bisio allora lo abbraccia e gli ricorda che lui a Zelig c’è sempre stato, mentre il pubblico continua ad applaudire forte. È il riscatto di una vita. E il messaggio finale, il più importante, non può che essere uno solo: Bentornato Marco.