Non c’è più alcun limite. È questo ciò che viene da pensare leggendo dei nove kart JB17 Forever rubati in casa Bianchi, la famiglia di Jules. E tra questi c’era soprattutto l’ultimo appartenuto al pilota francese, scomparso nel luglio del 2015 dopo il tragico incidente di cui è stato vittima a Suzuka nove mesi prima. Un gesto da vergogna, condannato dall’intera comunità del motorsport - e non solo - dopo il triste annuncio e la richiesta di aiuto di papà Philippe sui social.
“Cari amici, mi rivolgo questa sera alla mia famiglia del karting”, ha scritto in francese su Facebook. “Questa notte abbiamo subito un furto e i ladri senza scrupoli hanno portato via 9 telai JB17 Forever. Ma la cosa più grave è che hanno rubato l’ultimo kart di Jules, un KZ 125 modello ART GP, oltre ai mini kart dei miei nipoti. A parte il valore delle macchine, è per il valore affettivo che ci fa male. Se vedete in circolazione dei kart JB17, vi prego di avvisarmi. Grazie in anticipo”.
Un fatto inaccettabile e disgustoso, a testimonianza di quanto, a volte, il mero valore economico riesca ad oltrepassare tutto il resto, compresa la memoria di un ragazzo morto mentre rincorreva il proprio sogno. E a pagarne il prezzo è chi quegli oggetti li custodiva preziosamente, simbolo di un percorso vissuto e condiviso, passo dopo passo, dal kart alla Formula 1.
In risposta a quanto accaduto, con l’obiettivo di aiutare la famiglia Bianchi, l’intera comunità dei motori ha ricondiviso e rilanciato l’appello fatto da papà Philippe. Tra questi, anche Charles Leclerc, che considerava Jules il proprio mentore oltre che un amico fraterno Ora, la speranza è che, in un modo o nell’altro, quei kart e soprattutto quel telaio possano essere ritrovati, mettendo la parola fine a questa disgustosa vicenda. Perché non c’è altro aggettivo capace di descrivere quanto successo.