La scorsa stagione della Ferrari è stata una delusione, sotto tutti i punti di vista. In pista e non solo perché, spesso, oltre ai risultati alla Scuderia è mancata anche la capacità di saper comunicare, di far capire cosa stesse succedendo. E, soprattutto, è mancata una linea comune mantenuta tra piloti, team principal e piani alti. Un aspetto evidente, emerso a più riprese dalle dichiarazioni contrastanti che, più volte, hanno provato a mascherare o minimizzare le enormi difficoltà tecniche palesatesi fin dai primi giri della SF-25 in Bahrein, nei test pre-stagionali.
È mancata la chiarezza, così come la capacità di fare mea culpa senza cercare - come tante volte è accaduto - una giustificazione dopo l’altra. Eppure, alla vigilia della stagione che sta per iniziare, qualcosa è cambiato. È ufficiale l’addio di chi, dal febbraio del 2019, ha seguito parola per parola la comunicazione della squadra: Silvia Hoffer Frangipane, che lascia così il suo incarico di responsabile delle pubbliche relazioni e dei media della Scuderia Ferrari, assumendo un nuovo ruolo all’interno del team di comunicazione dell’azienda.
Al suo posto, invece, ad interim ci sarà Maria Conti, nominata lo scorso 14 ottobre responsabile della comunicazione Ferrari dopo varie esperienze tra Maserati, Alfa Romeo, BMW e MINI, oltre che nel settore del lusso. Chiariamoci: non che l’ex responsabile fosse la causa di tutti i mali, anzi, ma una ventata d’aria fresca non può che far bene a una squadra che, una pedina alla volta, si sta ristrutturando in ogni reparto. E questo è l’ennesimo cambiamento importante, specie considerato il terremoto (anche mediatico) che si è abbattuto su Maranello negli ultimi dodici mesi.
Tante le delusioni, zero risultati degni di nota e una pressione sempre più alta su tutta la squadra, dai piani alti all’ultimo dei membri per importanza. La prima occasione per rifarsi però è già dietro l’angolo, in Australia, prima tappa del 2026, con il solo obiettivo di lasciarsi alle spalle anni - e non solo una stagione - complicatissimi. La vittoria manca da Messico 2024, il titolo Costruttori dal 2008 e quello Piloti dall’ancor più lontano 2007, con Kimi Raikkonen l’ultimo dei campioni vestiti di rosso.
Nel 2026 cambierà tutto, compreso - forse - il modo di comunicare della Ferrari. E la speranza è che, al di là dei risultati, si possa essere chiari, senza cercare scuse o senza il solito scaricabarile. Specie perché, se dovessero arrivare altre delusioni, si tornerà a parlare di crisi, ennesimo fallimento di una squadra che sembra aver perso il proprio DNA vincente.