Il clima è quello di una grande festa in amicizia: il ProDay di Misano è così, appassionati e campioni che si ritrovano per una giornata intera in pista tra moto che vanno forte e ricordi di cui parlare prima di una grande festa in spiaggia. Solo che pure quando ci si diverte c’è lo spazio per arrabbiarsi un po’ e Marco Melandri, al ProDay 2026, non s’è fatto mancare neanche quello. Colpa (si fa per scherzare) di MOW e di aver buttato il discorso sulla penalità a Marco Bezzecchi dopo il litigio con il marshal. “Sai cosa mi fa stare veramente bene? –dice Melandri – Mi fa stare bene la consapevolezza che io, al contrario di altri, non devo nulla a nessuno, non ho contratti con nessuno e non ho ruoli che mi costringe a dover frenare quello che ho da dire. Insomma: non devo giustificare nulla a nessuno, quindi dico quello che penso. E questa volta sono pure convinto che gran parte delle persone la pensino come me, ma non hanno il coraggio di esporsi o non possono esporsi”.
Quale è il motivo di tutta questa premessa? Eccolo: “Quella penalità a Bezzecchi è stata uno schifo e è stato il primo grande segnale che a Liberty Media frega niente dello sport, perché è show che vuole fare. Marco ha sicuramente esagerato: per l'amor di Dio, non si deve fare un gesto del genere. Però io lo posso capire, perché ti giochi un mondiale, sai comunque di aver fatto una cavolata, perché un giro e mezzo dalla fine della gara sprint, quando hai 5 secondi da quello davanti, 4 da quello dietro, ti scoccia, sei arrabbiato. Vedi un marshal che sicuramente non l'ha fatto involontariamente, ma che sgasa la moto, e è la prima cosa che ti dice ogni team sin da quando sei piccolissimo: mai toccare il gas quando la moto è piegata, perché non c'è pescaggio e rischi che si inchiodi il motore subito. Per Liberty Media, la manovra Bezzecchi l'ho vista come un primo passo importante: un segnale forte che questo è show, non è più sport. Perché sportivamente parlando è stata una mazzata troppo grande per lo sbaglio che Bezzecchi ha fatto. Quindi vedo lo show perché è stato un modo per far parlare di MotoGP anche dove non se ne parlava”.
Per Melandri, non s’è abbastanza tenuto conto dello stato emotivo di un Marco Bezzecchi che comunque aveva appena commesso un errore e che, suo malgrado, stava pure prendendo coscienza di quanto Marc Marquez, adesso, sia tornato davvero, cambiando scenari e prospettive. Insomma, anche il motore, adesso, rischia d’essere un tema. “Magari quel giorno sull’Aprilia c’era un motore anche nuovo – dice ancora Melandri - e quindi, quando butti via un motore su 7 per 22 gare, non dico che il mondiale è perso matematicamente, ma hai una grossa probabilità perché vuol dire usare un ottavo motore, partire dai box, quindi molto dopo il penultimo. E ci sta una reazione così. E’ sbagliata ma ci sta, perché chi è che non l’avrebbe avuta nella stesa situazione di Bezzecchi? Potevano multarlo, magari con una cifra astronomica, ma fermarlo per una gara intera è stato molto peggio del gesto che si è andati a punire. Se ci pensi, quando si gioca a calcetto, a padel tra amici, la gente si mette per un istante le mani addosso per delle partitine stupide. E quindi sono tutti i moralisti finti quelli che dicono che una roba così non si deve fare.. Io a Bezzecchi lo capisco, ha sbagliato, ma lo capisco. E non puoi condannarlo così pesantemente. Tra l’altro si manca di rispetto anche a Aprilia: fermare un pilota una domenica significa prendere in giro anche il meccanico che magari su quella moto c’ha lavorato proprio per renderla perfetta per la corsa”.
Melandri, poi, torna a insistere su un punto: adesso è tornato Marc Marquez. E è qualcosa che ha pesato, nello stato d'animo di un Bezzecchi che è stato lì, ha vinto quasi sempre, è andato sempre, è stato bravo, e adesso capisce che quello pericoloso è arrivato e ci sarà da ricominciare tutto da capo perché il vantaggio accumulato, con uno che si chiama Marc Marquez in circolazione, è praticamente nullo. “Marc è uno che fa male anche con il solo esserci – dice ancora Melandri - Adesso è tornato. Io prima dell'intervento dissi: Marquez o torna quello del 2025 o secondo me ha finito. È tornato. E è tornato incazzato più che mai perché ha capito che lui è ancora il più forte. Mancano tante gare e lui è maestro nell'interpretarle tutti, quindi sa che tutti hanno paura di lui. E’ dietro in campionato, non ha nulla da perdere e sarà tosta, sarà dura riuscire a batterlo. Quest’anno, ma pure il prossimo con le nuove moto. Perché secondo me l'unico vero cambiamento saranno le gomme. Gli abbassatori, l'aerodinamica, sono tutti cambiamenti pressoché minimi. Invece interpretare le gomme sarà difficile, anche perché si gira poco”.