image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

20 maggio 2025

Alcaraz, Sinner, Musetti, Paolini, Errani, Berrettini: Scanzi dopo gli Internazionali di tennis di Roma ha pagelle buone (quasi) per tutti. Tranne che per Rai (escluso Panatta), Gauff (e il femminile Wta) e il solito Renzi…

  • di Matteo Cassol Matteo Cassol

20 maggio 2025

Agli Internazionali di tennis di Roma brillano Alcaraz, Paolini ed Errani, ma anche Sinner e Musetti, e Andrea Scanzi – solitamente inflessibile nelle sue pagelle – si concede una rara ondata di entusiasmo. Ma non per tutti: la Rai (Panatta escluso) arranca, il circuito femminile Wta viene liquidato con una frase tagliente e Coco Gauff finisce bersaglio di paragoni impietosi. E poi c'è lui, Renzi, evocato come un presagio o un mostro di Lovecraft. Ma cosa divide davvero Carlos e Jannik? Perché Musetti è un Caravaggio tennistico? E su Berrettini smetterà mai di piovere?
Alcaraz, Sinner, Musetti, Paolini, Errani, Berrettini: Scanzi dopo gli Internazionali di tennis di Roma ha pagelle buone (quasi) per tutti. Tranne che per Rai (escluso Panatta), Gauff (e il femminile Wta) e il solito Renzi…

C’era una volta il tennis da salotto, quello con i circoli pieni di signori in Lacoste e le madame appassionate di Edberg perché “così elegante”. Poi è arrivato Sinner, ha scassato tutto e oggi gli Internazionali d’Italia sono diventati come una miniserie Netflix, commentata anche da chi confonde il doppio fallo con una mancanza di galateo. A questo circo ipermediatico Andrea Scanzi ha voluto dedicare il suo pagellone sul Fatto Quotidiano, tra ironie chirurgiche e stoccate da fondo campo dell’articolo. “Il tennis – scrive Scanzi – è diventato uno sport (sin troppo) nazionalpopolare, non meno dello sci al tempo di Tomba, e gli Internazionali d’Italia sono stati seguiti (spesso a casaccio) da quasi tutti. Un pagellone diventa dunque obbligatorio” E sia.

Alcaraz, voto 10. Scanzi lo ama quanto lo schiaffeggia. Lo definisce “il giocatore coi picchi più alti del circuito” e “il favorito al Roland Garros”. Ma gli imputa quella “Modalità Stocazzo” con cui entra in campo, sempre intento a dimostrare “che lui ce l’ha più lungo di tutti”. A cosa si riferisce? Allude a una certa vanità tecnica, un approccio da funambolo geniale ma svagato. Tradotto: se la tira troppo, e per questo rischia di perdere da un Davidovich Fokina qualsiasi. Ma contro Sinner si trasforma e dà sempre il massimo, e il 7-4 nei confronti diretti ne è la prova.

Paolini, voto 10. “Solo lodi”. Il trionfo nel singolare e nel doppio con Errani, il sorriso stampato sul viso, la gioia di chi gioca senza sovrastrutture. Fa la storia, e lo fa con grazia.

Errani, voto 9. “Grande singolarista, strepitosa doppista, ancora vincente a un passo dai quarant’anni”. Semplicemente un monumento. E Scanzi, per una volta, mette da parte il sarcasmo e inchina la tastiera.

Alcaraz e Sinner a Roma
Alcaraz e Sinner a Roma Ig Sinner

Sinner, voto 9. Tornava dopo tre mesi di stop, “sperava di vincere al massimo 2-3 partite” e arriva in finale. Gioca “in maniera inumana” nei quarti con Ruud. Eppure, c’è chi lo accusa di mezza delusione: “Non diciamo belinate, dai”. Per Scanzi, Sinner è già “fenomeno totale”, con continuità e professionalità da cyborg. L’opposto di Alcaraz, e forse per questo destinato a superarlo, anche se, almeno per ora, non sulla terra rossa (superficie più lenta e faticosa), dove è oggi il secondo al mondo. Sul veloce (tipo cemento e indoor), il primo.

Musetti, voto 9. “Gioia per gli occhi e talento puro, faro nella notte per chi rimpiange il bel tennis che fu”. Caravaggio con la racchetta, bestemmia e impreca più McEnroe e incanta come Gasquet ai tempi d’oro. Per chi ama il rovescio a una mano e le volée d’autore, Lorenzo è una messa laica. Ma guai a chiedergli la regolarità di un Federer: “I Caravaggio non possono certo dipingere un capolavoro al giorno”.

Berrettini, senza voto. “L’unico grande dolore dell’italtennis”, Infortuni su infortuni, addominali in frantumi. Ma talento e cuore restano, e Scanzi – che di solito mena fendenti – qui sussurra: “Non può piovere per sempre”.

https://mowmag.com/?nl=1

Finita la sezione celestiale, si scende negli inferi (tra attivi e passivi).

Gauff, voto 3. A Roma ha giocato “così male e così ottusamente che, a tratti, non sembrava Gauff ma Renzi”. Ecco l’altro grande avversario del pezzo. Per Scanzi, se la Gauff odierna fa finale a Roma e naviga nei vertici Wta (la categoria femminile), significa una sola cosa: il circuito rosa è “spesso malinconico”. L’esempio sferzante: “Ai tempi delle Navratilova e Novotna, la Gauff avrebbe fatto al massimo la raccattapalle”. Tranchant. E discutibile, certo.

Rai, voto 4- (meno). “Piena di giornalisti bravissimi, ma il tennis non pare proprio cosa loro”. La telecronaca per Scanzi (e non solo lui) è approssimativa, un rosario di provincialismi, la regia incerta. Il paragone con Sky e SuperTennis “resta impietoso”. L’eccezione? L’eterno Adriano Panatta, “puntuale e spietato” persino con la Rai stessa. Una voce fuori dal coro che salva (parzialmente) il coro stesso, finché lo faranno partecipare.

Manuel Messina, voto 8.5. Non un tennista, ma un giudice di sedia. Eroe pop per un attimo di romanità rivolto a qualche esagitato del pubblico purissima durante Zverev-Fils: “Ma che te strilli? Prima del servizio non strillare!”. Più che un richiamo, un verso di Gigi Proietti. Applausi.

E poi, lui. L’ospite indesiderato (per Scanzi).

Renzi. In tribuna durante la finale e onnipresente nei pezzi della firma del Fatto Quotidiano. “Ovviamente non ha portato bene a Sinner”. Scanzi non lo giudica, lo evoca. Come i mostri nei racconti di Lovecraft.

More

Volevamo il classico, al settimo mese ci hanno dato Sinner-Alcaraz: la finale di Roma ha già cambiato la storia del Tennis?

di Tommaso Maresca

Tennis

Volevamo il classico, al settimo mese ci hanno dato Sinner-Alcaraz: la finale di Roma ha già cambiato la storia del Tennis?

Ma il dissing (sessista?) tra Panatta e Paolini? “Il 95% delle tenniste gioca senza pensare, come la Gauff”. Ma Jasmine non ci sta e “striglia” Adriano (ultimo re di Roma nonostante Sinner). E intanto piovono accuse...

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

TENSIONE E BORDATE

Ma il dissing (sessista?) tra Panatta e Paolini? “Il 95% delle tenniste gioca senza pensare, come la Gauff”. Ma Jasmine non ci sta e “striglia” Adriano (ultimo re di Roma nonostante Sinner). E intanto piovono accuse...

Le racchettate di Andrea Scanzi: “Chi dice che Sinner ha deluso non capisce un caz*o di tennis. Alcaraz? Strafottente e smargiasso, a Roma in modalità Stocazzo. E il suo documentario su Netflix...”. E su Musetti e il caso doping…

di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

BORDATE

Le racchettate di Andrea Scanzi: “Chi dice che Sinner ha deluso non capisce un caz*o di tennis. Alcaraz? Strafottente e smargiasso, a Roma in modalità Stocazzo. E il suo documentario su Netflix...”. E su Musetti e il caso doping…

Tag

  • Matteo Renzi
  • tennis femminile
  • campione
  • Wta
  • Atp
  • Andrea Scanzi
  • Tennis
  • Slam
  • Classifica
  • Jannik Sinner
  • Commenti
  • Adriano Panatta
  • Alexander Zverev
  • Matteo Berrettini
  • Carlos Alcaraz
  • Lorenzo Musetti
  • Finale
  • Foro Italico
  • Roland Garros
  • Roma
  • Netflix
  • Serie tv
  • documentario
  • Jasmine Paolini
  • Doppio
  • Il Fatto Quotidiano
  • Sara Errani

Top Stories

  • Charles Leclerc ha davvero formato un team esterno alla Ferrari per studiare le nuove power unit? Ma come stanno messi a Maranello…

    di Luca Vaccaro

    Charles Leclerc ha davvero formato un team esterno alla Ferrari per studiare le nuove power unit? Ma come stanno messi a Maranello…
  • Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati

    di Emanuele Pieroni

    Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati
  • La verità sul calcio in Italia l’hanno detta Adani e Rimedio in diretta Rai: “La Lega? Non ha tempo per la partita del decennio, però porta le squadre in Arabia per la Supercoppa”

    di Egle Patanè

    La verità sul calcio in Italia l’hanno detta Adani e Rimedio in diretta Rai: “La Lega? Non ha tempo per la partita del decennio, però porta le squadre in Arabia per la Supercoppa”
  • Il Rosso e il Nero: Ducati superata da Aprilia monta le sue ali (e forse lavorerà sull’F-Duct) ma a Noale l’arma più affilata sono i piloti

    di Cosimo Curatola

    Il Rosso e il Nero: Ducati superata da Aprilia monta le sue ali (e forse lavorerà sull’F-Duct) ma a  Noale l’arma più affilata sono i piloti
  • Attenzione, Valentino Rossi si è trovato Max Verstappen dall’altro lato del box al Paul Ricard: “Spero di riuscire a girare con lui”

    di Luca Vaccaro

    Attenzione, Valentino Rossi si è trovato Max Verstappen dall’altro lato del box al Paul Ricard: “Spero di riuscire a girare con lui”
  • Ma è Quartararo o lamentaro? Caro Fabio, ok tutto, ma si può sempre dire “no, grazie e ciao Yamaha” (che è comunque chi paga)

    di Emanuele Pieroni

    Ma è Quartararo o lamentaro? Caro Fabio, ok tutto, ma si può sempre dire “no, grazie e ciao Yamaha” (che è comunque chi paga)

di Matteo Cassol Matteo Cassol

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Quali sono gli orologi dei tennisti? Dal Rolex Day-Date con diamanti di Alcaraz (che costa 70mila euro) a quello in oro bianco di Musetti (30mila). E Sinner, Sabalenka, Paul e Peluga…

di Riccardo Canaletti

Quali sono gli orologi dei tennisti? Dal Rolex Day-Date con diamanti di Alcaraz (che costa 70mila euro) a quello in oro bianco di Musetti (30mila). E Sinner, Sabalenka, Paul e Peluga…
Next Next

Quali sono gli orologi dei tennisti? Dal Rolex Day-Date con diamanti...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy