Niente più scontri, o quasi. La Mercedes arriva in Austria pronta a riscattarsi dopo la batosta di Barcellona, con Hamilton davanti a Russell e Antonelli costretto al ritiro a causa dell’ennesimo problema di affidabilità alla batteria della W17. Un fine settimana a tratti da dimenticare, con tantissimi punti persi in un Mondiale che di incognite inizia ad averne un bel po’. In Spagna, però, a colpire era stata anche la lotta tra i due piloti, accesissima: Russell era davanti, ma Antonelli girava più veloce e, un po’ alla volta, lo aveva ripreso incollandosi agli scarichi dell’inglese.
Kimi aveva tentato in più occasioni il sorpasso, ma George aveva chiuso favorendo nel frattempo la fuga di Hamilton che, in testa, continuava a martellare. Poi l’attacco decisivo sul rettilineo dei box, con due ruote sull’erba per riuscire a sopravanzare il compagno. Un’altra lotta al limite dopo quella che si era vista in Canada, con parecchi secondi lasciati per strada.
La risposta di Toto Wolff non si era fatta attendere nel post GP, con l’austriaco pronto a sottolineare come episodi del genere, soprattutto alla luce di un vantaggio ridotto sulla Ferrari, non si sarebbero più verificati. Tra il team principal e i due piloti c’è poi stato un meeting e, a confermarlo, è stato proprio Antonelli nel media day al Red Bull Ring: “Toto è stato molto chiaro. Se ci ritroveremo in una situazione come quella di Barcellona, sotto la pressione degli avversari, ci sarà un ordine di squadra, soprattutto nel caso in cui una delle due monoposto dovesse confermare un passo migliore”.
Ironicamente, in Austria, è una Mercedes che ricorda - fortunatamente solo in minima parte - la Ferrari di Schumacher, che coi team order raggiunse l’apice proprio sul tracciato ora di proprietà della Red Bull. Era il 2002, in quel caso le gerarchie erano ben definite e non modificabili: Schumacher primo pilota, Barrichello secondo. E non c’era possibilità di lottare finché il Mondiale non era cosa fatta, tant’è che sotto la bandiera a scacchi Rubens - dopo aver dominato quell’edizione del GP - rallentò e lasciò sfilare Michael che si prese la vittoria. Uno dei giorni più imbarazzanti per questa F1, e a nulla servì il gesto di Schumacher sul podio, lasciando al brasiliano il gradino più alto.
Questa volta, però, a sentire Antonelli lo scenario è in parte differente: “Se invece dovessimo trovarci a lottare tra noi senza la pressione di un altro team, saremo liberi di correre, come è successo a Montreal”. Nessun ordine stabilito, solo la necessità di non sprecare punti come più volte successo in questo avvio di Mondiale. Solo per problemi tecnici, infatti, sono già due i ritiri patiti da Mercedes in questo inizio di 2026: Russell a Montreal, Antonelli a Barcellona.
Uno scenario preoccupante, specie perché al Red Bull Ring le condizioni metteranno alla frusta tutte le vetture in pista: temperature altissime, su un tracciato dove la power unit viene spremuta come solo in altri pochissimi casi succede nel resto dell’anno. Condizioni talmente al limite da far scattare il protocollo di sicurezza disposto della FIA.
Non una bella notizia per le Frecce d’Argento, ma in vista del fine settimana la fiducia rimane comunque alta: “Finora abbiamo sofferto soprattutto sui circuiti caratterizzati da asfalti vecchi e poco grip. Da questo punto di vista il Red Bull Ring dovrebbe essere più favorevole rispetto a Barcellona, anche se ci aspettiamo temperature molto elevate”, ha continuato a raccontare Kimi.
“È una pista molto impegnativa per la monoposto, dai freni al motore, visto che l’altitudine riduce la quantità di ossigeno disponibile. Anche sotto questo aspetto, avere a disposizione una power unit fresca è una buona notizia”. Cavalli freschi per tornare a correre veloce e, si spera, senza sorprese. La lotta è pronta a ricominciare, lato Mercedes solo con un po’ di ordine in più.