Dopo questo inizio di Mondiale, nel mondo della F1 sono tutti un po’ fan di Kimi Antonelli. Lo sono gli appassionati, italiani e non, lo sono gli addetti ai lavori, basta vederlo camminare e prendersi le congratulazioni da un po’ tutti i lati del paddock, e lo sono i piloti, spesso i primi ad andare vicino la sua Mercedes al termine delle qualifiche o delle gare. Perché Kimi sta facendo qualcosa di magico e, quando hai talento, i primi a riconoscerlo sono proprio i tuoi colleghi, quelli che in pista devono fermarti.
Tra questi c’è Max Verstappen che, va detto, dell’italiano ha sempre parlato un gran bene. Lo ha fatto prima che Antonelli arrivasse in F1, durante la sua stagione d’esordio e anche adesso che si è preso il Mondiale a suon di magie, una dopo l’altra. E poco importa se in pista, per certi versi, gli ha rubato la scena.
“Alla sua età, fare quello che sta facendo e cercare anche di trovare quella costanza è davvero impressionante”, ha raccontato ai media l’olandese nel corso del fine settimana di Barcellona, come riportato da RacingNews365. “Anche quello che ha fatto a Monaco, alla sua età, è piuttosto difficile, specialmente nelle qualifiche, quando la pressione per fare quel tipo di giri è alta. Sono semplicemente felice per lui che stia ottenendo questi risultati. Ha un grande talento. Lo sapevo già”.
Capacità straordinarie, che Max aveva riconosciuto già parecchio tempo fa. L’aveva ripetuto più volte alla vigilia della scorsa stagione, così come quando in tanti stavano scendendo dal carro Antonelli mentre le cose in pista si facevano complicate. Perché dopo un inizio di avventura pieno di spunti positivi, qualche errore c’era stato complice una pressione e una voglia di dimostrare di poter stare in F1 salita alle stelle.
Per il quattro volte campione del mondo c’era solo bisogno di tempo, lo stesso che spesso ci si dimentica di dover concedere a dei ragazzi catapultati in un mondo complicato come quello del Circus: “Nella stagione da esordiente è normale commettere errori, ma poi ciò che conta è come si impara da essi e penso che lui lo stia facendo molto bene. È davvero bello e impressionante vedere ciò che sta facendo attualmente e anche ciò che deve ancora venire”.
La verità è che fin qui ha stupito un po’ tutti e non solo per le vittorie. A colpire è il modo in cui corre, senza esitazioni, ma anche la capacità di isolarsi da tutto ciò che intorno a lui è praticamente esploso di colpo. Popolarità, fama, pressioni: già solo camminare in pista è diventato un incubo. Poi ci sono i continui confronti con i campioni del presente e del passato, su tutti con Ayrton Senna.
Un’ondata a tratti inarrestabile a cui lo stesso Antonelli ha risposto con un secco no grazie, io sono semplicemente Kimi. Subito dopo lo ha fatto anche Max, ribadendo l’unica cosa che in questo momento, così speciale e così delicato allo stesso tempo, conta davvero: “I paragoni, come ha detto lui stesso, sono una cosa, ma è importante anche essere semplicemente se stessi e non guardare agli altri o cercare di essere come qualcun altro”, ha spiegato l’olandese, senza mezzi termini. “Basta essere se stessi. Lui lo sa e deve solo fare tutto a modo suo. Perché è anche così che si cresce: facendo le cose a modo proprio. Ed è anche molto importante essere semplicemente la propria stella”.
Una lezione a tutti quelli del “Kimi Antonelli il nuovo Senna”, oltre che alla F1 nella sua totalità. Chi meglio di lui poteva affermarlo, visto che nel tempo di confronti ne ha dovuti gestire parecchi, non solo positivi.