Jacques Villeneuve non è uno che si fa troppi problemi nel dire ciò che pensa. Non l’ha mai fatto da pilota, quando cercava in tutti i modi di staccarsi dall’ombra di papà Gilles diventando solo Jacques, e non lo fa nemmeno adesso, da opinionista. Che piaccia o meno, il canadese è così. E stavolta, dopo la vittoria in Spagna, al centro delle sue riflessioni ci è finita la Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc.
Una squadra che non vince da quasi vent’anni: era il 2008, la stagione dell’ultimo titolo costruttori conquistato in F1, un anno dopo quello piloti artigliato da Kimi Raikkonen con un finale rocambolesco in cui batté proprio Sir Lewis che, oggi, per Villeneuve rappresenta l’unica speranza di vittoria per Maranello.
Nel corso di un’intervista rilasciata a Sky Sports, l’ex campione di F1 1997 l’ha affermato senza mezzi termini, bocciando invece chi finora si era - quasi sempre - caricato la Scuderia sulle spalle: “La Ferrari deve concentrarsi su Hamilton se vuole avere anche solo una minima possibilità di vincere” tuona, spiegando poi il perché. “La decisione è facile da prendere, Leclerc è piuttosto indietro. Il monegasco ha avuto il tempo per costruirsi la squadra attorno, ma non l’ha fatto. Tenete presente com’è arrivato alla Ferrari, dopo una stagione normale alla Sauber: ha ottenuto all’improvviso un mega contratto da campione del mondo. Forse troppo grande, troppo presto, troppo in fretta”.
Secondo Jacques, infatti, per Charles tutto è arrivato in maniera estremamente semplice: “Non ha mai dovuto costruire nulla attorno a sé. Gli è stato dato tutto. Era veloce e questo bastava, perché la percezione generale era quella di una macchina incapace di vincere il Mondiale. Gli bastava vincere qualche gara e battere il compagno di squadra, che all’epoca era Vettel, per fare tutti contenti”.
Parole dure, ma la realtà è davvero come la descrive il canadese? No, per ovvii motivi. Leclerc è arrivato in Ferrari dopo una stagione in cui di normale ci sono state solo le prime gare in F1, perché le successive avevano impressionato tutti quanti. Il monegasco era stato veloce, ma non solo: 10 piazzamenti a punti con una Sauber tutt’altro che competitiva, 30 punti in più rispetto al compagno a fine anno, Marcus Ericsson, non un fenomeno ma nemmeno l’ultimo arrivato.
Poi, però, con l’arrivo di Hamilton lo scenario è cambiato, nonostante una prima stagione da compagni di squadra che aveva parlato chiaro: “L’anno scorso Lewis ha faticato con la macchina e con il team. Ci vuole tempo per costruire. Leclerc era contento di fare bella figura accanto a Lewis ma, quando Hamilton si è svegliato, ha fatto sue la macchina e la squadra, iniziando a dare il massimo senza risparmiarsi. A quel punto, Leclerc non era preparato”.
L’anno dopo, alla seconda gara con la Scuderia in Bahrain, la vittoria è venuta meno solo perché al 46esimo giro di 57 il motore della sua Ferrari ha ceduto, costringendolo a lasciare strada prima a Lewis Hamilton e poi a Valtteri Bottas dopo aver dominato. Sempre in quell’anno arrivano la prima vittoria a Spa, il capolavoro a Monza, tenendosi alle spalle Hamilton per quasi tutto il GP, oltre che l’aver distrutto sportivamente parlando Sebastian Vettel.
Nel 2020 e nel 2021 due stagioni da dimenticare con due vetture nemmeno da Top 5, nel 2022 una macchina competitiva all’inizio ma poi sorpassata di gran lunga dalla Red Bull di Max Verstappen. Poi di nuovo le difficoltà del 2023, un 2024 con le magie di Monaco, Monza e Austin, un 2025 che da essere la stagione del riscatto è diventata quella della sofferenza.
Poi questo 2026 in cui, dopo una buona partenza, ha sofferto negli ultimi tre weekend, gli stessi che, invece, ci hanno consegnato un Sir Lewis rinato. Il monegasco ha sbagliato, troppo, ma bastano tre GP per confermare quanto detto da Villeneuve? Sembra un po’ esagerato, specie se quello stesso pilota ha tirato il carro Ferrari nelle ultime sette stagioni.
Hamilton ha dato il suo contributo, battendo contemporaneamente il monegasco, ma da qui a parlare di un pilota che non ha mai costruito nulla intorno a sé dopo tutto quello che è successo in Ferrari in questi anni ce ne vuole. Caro Jacques, non commettere lo stesso errore fatto con le critiche ad Antonelli nel 2025: ok i giudizi, ma a volte, quando si valuta, si dovrebbe guardare a tutto ciò che è successo, non solo agli ultimi due o tre gran premi. E un campione del Mondo dovrebbe saperlo bene.