Quella foto di Ronaldinho, un po’ invecchiato ma sempre sorridente, con il look alla Tomas Milian, la sciarpa del Ravenna e la maglia numero 10 giallorossa, ci ha fatto impazzire. È una roba non per deboli di cuore, soprattutto se parliamo alla generazione nata tra gli anni Ottanta e Novanta, quelli che si sono potuti godere un genio assoluto del football in campo, nella sua massima espressione. La notizia ha fatto il giro del mondo in un secondo e nasce dalla geniale idea del presidente del Ravenna calcio, Ignazio Cipriani (discendente della famiglia che ha creato il brand di lusso Harry’s Bar), di ingaggiare, per la prossima stagione sportiva di Lega Pro, l’asso brasiliano, Pallone d’oro 2005 e uno dei calciatori migliori della storia di questo sport. La comunicazione ufficiale del club e quella riportata anche sui quotidiani locali, non chiarisce con certezza quale sia la natura di questa operazione. Ma lasciateci godere. Ronaldinho Gaucho, il prossimo campionato, scenderà in campo nella terza serie italiana? Forse sì, forse no. Il Ravenna calcio, quest’anno, al suo ritorno in Lega Pro, ha raccolto ottimi risultati: terzo posto e sconfitta nel secondo turno dei playoff contro la Salernitana, ma i piani di Cipriani per il futuro non si fermano qui: crescere sul campo, quindi tornare in Serie A (come da lui dichiarato il giorno in cui ha acquistato il club) e costruire un brand con respiro internazionale che possa portare volume di affari e visibilità anche alla città e al territorio romagnolo. Un impegno mantenuto fin da subito, realizzando un progetto di assoluto spessore, con un linguaggio diverso alle realtà locali della categoria.
Così si è arrivati a Dinho, il mago che ci ha insegnato che nel calcio per giocare bene bisogna sorridere. Uno scatto con il presidente Cipriani, il manager sportivo Lorenzo Tonetti (storico deus ex machina del mitico Giannino a Milano - e chi, come me, c’era sa di cosa di parla), e i sogni sono volati altissimi. Per poi tornare sulla terra (forse). Ronaldinho ufficialmente è diventato uno dei testimonial internazionali del progetto Ravenna e sarà una figura presente nel percorso di crescita del club. Si dice che potrebbe scendere in campo almeno una partita da tesserato, nel corso del campionato, a disposizione del tecnico Mandorlini, ma forse sarà più probabile trovarlo ospite agli eventi di rappresentanza. Mai dire mai perché il giovane presidente, figlio di Giuseppe Cipriani ed Eleonora Gardini, da quando ha rilevato il Ravenna, non ha risparmiato sorprese, conquistando già il primo anno la promozione in Lega pro e il ritorno tra i professionisti, oltre all’inserimento in società come vicepresidente di Ariedo Braida.
Il progetto è elevato e i sogni possono volare dove vogliono, come le magie ribelli di Ronaldinho sul campo che assomigliano più a un assolo di chitarra di Jimmy Page che a una performance sportiva. Una storia appassionante e unica nel nostro calcio, che ci riconcilia con i sogni di un tempo e legano le grandi storie imprenditoriali ai territori. Perché Ignazio Cipriani, figlio di Giuseppe Cipriani jr (attuale compagno di Nicole Minetti) ed Eleonora Gardini, è la nuova generazione di famiglie tra le più importanti della storia dell’imprenditoria italiana. Il nonno Raul era legatissimo alla sua Ravenna dove aveva costruito l’impero del gruppo Ferruzzi. Ignazio, che con i fratelli è spesso degli Usa, ha passato la sua infanzia nella città romagnola. E la decisione di acquisire la società di calcio locale per rilanciarla e farne un modello di club sportivo innovativo e internazionale, rappresenta oltre che un’idea illuminante anche una scelta che sembra voglia restituire alla comunità ciò che ha dato loro. Rappresenta anche uno storico ritorno della famiglia Gardini nello sport di Ravenna, dopo i grandi successi della pallavolo locale. C’è grande aspettativa anche per il futuro della squadra di calcio e se il futuro riparte da Ronaldinho, si può sognare forte.