Fondato nel 1869, l'Hurlingham Club è una finestra privilegiata sulla tradizione e sull'eleganza britanniche, un luogo dove intimità ed esclusività vanno a braccetto con esperienze culinarie e sportive. Situato a Fulham, nella zona sud-occidentale di Londra, è il quadro perfetto per chi ama coniugare classe e relax: nei suoi quasi 170.000 metri quadrati di giardini, il Club diventa un rifugio non solo per i suoi membri (oggi circa 13.000), ma anche per i tennisti che - una settimana l'anno - lo popolano per celebrare lo sport di alto livello.
Non è però inizialmente il tennis a intrattenere l'alta società londinese, bensì il tiro al piccione, attività principe di quello che nell'Ottocento poteva essere considerato a tutti gli effetti un resort di campagna. Nei decenni successivi all'apertura il Club ha ampliato la propria offerta introducendo campi da croquet, tennis e giardini botanici. Il fiore all'occhiello? La Club House in stile georgiano.
Giunto alla sua 32ª edizione, il Giorgio Armani Tennis Classic ha visto partecipare alcuni dei più grandi nomi del tennis, come Andy Murray, Novak Djokovic, Rafael Nadal, Carlos Alcaraz, Pete Sampras, Andy Roddick, Goran Ivanisevic e Tim Henman. Per dare un'idea dell'impatto, i partecipanti delle edizioni precedenti vantano complessivamente oltre 250 titoli del Grande Slam e più di 1.500 settimane al primo posto del ranking mondiale.
Quella di quest'anno è la prima edizione dopo la morte dello stilista italiano, title partner dell'evento. Il Club è dunque pronto a portare avanti l'eredità di Re Giorgio, accogliendo una compagine che parla in larga parte italiano. Tra gli invitati, infatti, figura non solo Jannik Sinner, al suo rientro ufficiale in campo dopo il Roland Garros, ma anche Flavio Cobolli e Luciano Darderi. Oltre a loro, Shelton, Ruud, Norrie, Lehecka, Khachanov e Tien completano la rosa dei giocatori ATP, mentre Puig, Pennetta, Baghdatis, Bahrami e Chang costituiranno la categoria "Leggende".
Il formato? Ogni giorno non mancheranno incontri sia di singolare che di doppio: i giocatori dell'ATP Tour disputeranno una serie di esibizioni di singolare, mentre le Leggende si misureranno in doppi più informali. I più fortunati, titolari di un pacchetto hospitality, potranno godersi lo spettacolo coccolati da incontri esclusivi con i protagonisti, posti a bordo campo e piatti da stella Michelin. Dagli spazi più lussuosi del Club, però, è bene spostarsi in campo e guardare ai protagonisti azzurri che, come i colleghi presenti, utilizzeranno questa settimana come trampolino di lancio verso un circolo ancor più esclusivo: l'All England Club di Wimbledon. Cadendo a metà stagione, The Championships segna inevitabilmente un giro di boa per tutti i tennisti, un passaggio cardine dell'annata in cui è doveroso tirare le somme, prima di affrontare la seconda parte dell'anno.
Flavio Cobolli si appresta a calcare l'erba dell'Hurlingham Club forte di una ripresa solida dopo l'uscita precoce dall'Australian Open. Il primo marzo il Titolo 500 di Acapulco arriva pesante, portandolo sotto i riflettori di un circuito che non può più ignorarlo. Al Messico segue una performance non eccellente ma costante nei Masters 1000, abbastanza da portarlo allo sposalizio con la terra rossa che gli regala Top10 e prima finale Slam in carriera al Roland Garros. Il tennista romano arriva a Londra sulla cresta dell'onda, potendo contare su una tenuta fisica, tattica e mentale mai così solide come ora. Certo lo stacco dalla terra all'erba non è facile, così il Giorgio Armani Tennis Classic servirà a cancellare la sconfitta immediata subita contro Tiafoe ad Halle, per poi costruire fiducia e abbracciare Wimbledon senza paura.
Ma passiamo ora a Luciano Darderi, per un certo verso il più defilato degli azzurri, ma 17° in classifica mondiale. L'exploit arriva in Sud America, con la finale a Buenos Aires concessa a Francisco Cerundolo e il Titolo ATP 250 di Santiago. La continuità manca, ma la crescita è evidente: a Roma batte Alexander Zverev e vola ai quarti, per poi salutare il 1000 italiano in semifinale contro Ruud, poi finalista. Un altro terraiolo si aggiunge così alla lista e dovrà ora staccare il biglietto per la superficie che ne rappresenta il diretto opposto.
Che dire infine di Jannik Sinner? Dopo l'addio all'Australian Open per mano di Nole Djokovic in semifinale, il 2026 deve passare per una sconfitta a Doha contro Menšík prima di carburare e inanellare una serie di successi senza precedenti. A posteriori, sembra proprio che la battuta d'arresto contro il tennista ceco fosse un modo per prepararlo all'inverosimile: quattro Masters 1000 consecutivi (Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid) e primo titolo storico agli Internazionali d'Italia. Una streak da record di 30 partite vinte consecutivamente dal 19 febbraio. Chiude la prima metà dell'anno la delusione parigina al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo, risultato figlio di condizioni climatiche estreme e un fisico stanco che lo stava però scortando alla vittoria, 2 set a 0 prima del crollo. Un rendimento senza eguali, quindi, che ha presentato il conto alla fine gettando una patina sull'arrivo a Londra.
Il Giorgio Armani Tennis Classic, al via dal 23 al 27 giugno, non ha ancora reso pubblica la programmazione al momento della stesura del pezzo, ma il consiglio è di aspettarsi qualche derby azzurro e un livello di gioco sì rilassato, ma nemmeno troppo. Il Centre Court di Wimbledon è dietro l'angolo e, se il numero uno dovrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno, Cobolli e Darderi sono alla ricerca delle loro prime affermazioni dopo rispettivamente i quarti e il terzo turno 2025. È dunque al Distretto SW19 che si guarda dall'Hurlingham Club, un assaggio di classe che prepara alla casa del tennis in bianco, tempio d'eleganza senza tempo. Parola di Roger Federer.