Sono passati esattamente 23 giorni da quel giovedì che, sulla terra rossa del Roland Garros, aveva messo in pausa l’impero Sinner. Il dramma fisico e poi la sconfitta al quinto set contro Juan Manuel Cerundolo al secondo turno: così il 28 maggio scorso il numero uno al mondo salutava l’unico Slam mancante.
La curiosità sulle possibili fragilità del campione italiano ha avuto la meglio sulla costernazione da partita persa e Career Grand Slam sfumato. Da allora, il ritorno in famiglia e le vacanze: con Wimbledon alle porte, il riposo diventa dovere e obbligo per un fisico che aveva macinato una trentina di successi consecutivi. Il tennis torna solo qualche tempo dopo, tra uno scambio con Rune e allenamento individuale.
La ricomparsa sotto la lente di ingrandimento arriva il 9 giugno, quando il numero uno si reca al San Raffaele di Milano per accertamenti medici. La precauzione come miglior antidoto contro una spiacevole replica della bandiera bianca parigina, del resto a Londra sarà ancora al meglio dei cinque set e, per quanto la capitale britannica non sia famosa per previsioni roventi, l’estate sembra ormai essersi appiattita ovunque, con temperature che anomale non lo sono neanche più.
La domanda è una soltanto: il nemico più grande di Jannik Sinner diventerà la tenuta fisica in condizioni estreme? La risposta la darà solo il tempo, per ora basta soffermarsi su un dettaglio di questi giorni, fondamentale per Sinner e il suo team affinché la risposta affermativa alla domanda resti lontana dalla realtà. Qualche giorno fa, infatti, in allenamento nella sua Montecarlo, l’altoatesino è stato visto giocare con il sensore glicemico al braccio. Non solo monitoraggio ematico e cardiaco, quindi, ma anche dell’insulina, per valutare la velocità con la quale il corpo dell’altoatesino assimila gli zuccheri nel sangue (specialmente sotto stress). Il motivo? Sapere come e quando intervenire fra dieta e tempi di recupero. Nello specifico, quello che viene chiamato CGM (Continuous Glucose Monitoring o Monitoraggio Continuo del Glucosio), viene impiegato per misurare i livelli di glucosio 24 ore su 24, permettendo di analizzare come l’organismo risponde a stimoli di varia natura, dal cibo allo sforzo fisico e non meno importante il clima. Niente diabete, quindi, solo una scelta ragionata per ottimizzare il rendimento e conoscere a fondo il comportamento del corpo.
Il mondo guarda con attenzione al caso Sinner, come con attenzione segue il recupero del polso di Carlos Alcaraz. Ci troviamo inevitabilmente ad affrontare un periodo nel quale, se il numero 2 è completamente fuori dai giochi, chi è a capo del ranking è dato per incerto. C’è da dire, però, che le condizioni su erba e terra battuta sono ai poli opposti della scala che ordina le superfici del tennis. La terra è lenta di natura, anche per questo permette scambi lunghi e calcolati, che sottopongono il fisico a uno sforzo non indifferente. L’erba, invece, è la regina della velocità, assieme al cemento, e per quanto con il tempo il campo si consumi, il palleggio chiede di essere chiuso in fretta e l’aggressività non può permettersi di calare.
Se quest’anno Sinner ha sorpreso sulla terra, a Wimbledon deve semplicemente (si fa per dire) confermare il feeling già dimostrato, con due certezze in particolare: uno, la pressione dei riflettori addosso, con domande che punteranno a scovare i segreti del suo stato di salute, due, è suo l’ultimo nome inciso sul Gentlemen's Singles Trophy. Elementi non autoescludenti e che seguono logiche differenti, senza che questo ne amplifichi il peso.
Accompagniamo perciò Jannik Sinner verso l’ All England Club, tra interrogativi e consapevolezza, in attesa di qualche inevitabile domanda da cui finirà per emergere una altrettanto inevitabile dichiarazione a tema ‘metabolismo’. In fondo non si scappa, a costo di cadere nel cliché, “il corpo è un tempio”. Lo sa Novak Djokovic che da sempre convive con l’intolleranza al glutine e ai latticini, oppure il neo-campione Slam Alexander Zverev che il diabete ce lo ha davvero. Avvolti dalla complessità psico-fisica che appartiene solo ai grandi dello sport, non ci resta che aspettare l’esordio di Jannik Sinner là dove, un anno fa, ha fatto la storia.