image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

4 luglio 2026

L’arma della Ferrari a Silverstone era una sua debolezza in Austria? Ecco come da Maranello hanno fregato la Mercedes e no, non c’entra solo la guida di Hamilton

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

4 luglio 2026

Com’è possibile che Ferrari abbia conquistato la pole position sprint a Silverstone con Lewis Hamilton? A inizio weekend tutti si aspettavano una SF-26 in difficoltà, piloti compresi, soprattutto dopo la grossa fatica fatta al Red Bull Ring. In Inghilterra il layout del tracciato non avrebbe dovuto premiare il progetto Ferrari, ma così non è stato e ci sono ragioni precise. Ed è vero che, a casa sua, Sir Lewis è stato super, ma ad esserlo stavolta è stata anche la Scuderia

Foto di copertina: Ansa

L’arma della Ferrari a Silverstone era una sua debolezza in Austria? Ecco come da Maranello hanno fregato la Mercedes e no, non c’entra solo la guida di Hamilton

Da Spielberg a Silverstone per la Ferrari è cambiato tutto. In Austria c’erano state delle difficoltà nette, con una SF-26 quasi impotente rispetto agli avversari, Mercedes e Red Bull su tutti, mentre in Inghilterra l’avvio è stato strepitoso. Hamilton si è preso il venerdì, dall’inizio alla fine, prima stupendo nelle uniche prove libere a disposizione e poi incantando in qualifica Sprint. 

Allo scadere delle SQ3 il sette volte campione del mondo ha sfilato la pole position a Kimi Antonelli e alla Mercedes per soli undici millesimi, rovesciando ogni pronostico. Perché a Silverstone la SF-26 avrebbe dovuto faticare e non poco, proprio come si era visto al Red Bull Ring. Tutta questione di potenza, sia termica che elettrica. 

In Austria, infatti, buona parte dei limiti del progetto erano venuti a galla: sia Hamilton che Leclerc erano costantemente i più veloci nelle curve, salvo poi perdere il vantaggio accumulato nei tratti veloci della pista, rettilinei e curvoni. Un comportamento che, teoricamente, tutti si aspettavano di ritrovare anche in Inghilterra, Ferrari compresa. Se n’era parlato a lungo il giovedì, con entrambi i piloti convinti di dover faticare in pista, ma così non è stato, soprattutto per Hamilton.

Lewis Hamilton Silverstone
Lewis Hamilton a Silverstone, 2026. Ansa

Sia chiaro, Sir Lewis ha realizzato una magia con un terzo settore da urlo, ma dietro la pole position conquistata c’è altro, riconducibile soprattutto al lavoro di preparazione svolto a Maranello tra le due gare. Perché se i cavalli della power unit (lato motore termico) non sono cambiati, e sotto quel punto di vista un gap con i motorizzati Mercedes e Red Bull resta, ma il modo di sfruttare l’energia prodotta dalla parte ibrida ha fatto la differenza. 

Un aspetto su cui, fin qui, Mercedes si era rivelata la migliore in assoluto. Ferrari però l’ha fregata, utilizzando una strategia ben precisa: ricaricare il più possibile la batteria durante la prima parte del giro, sfruttando al massimo le frenate tra curva 3 e curva 6. Tutta l’energia immagazzinata, poi, i piloti l’hanno utilizzata nei lunghi tratti a gas spalancato della seconda parte di circuito, beneficiandone al termine del giro. 

Una strategia che, oltre a limitare le difficoltà della SF-26, ne ha esaltato i punti di forza, resa possibile grazie all’ottimo comportamento tanto in entrata quanto in uscita di curva della monoposto. E così, grazie a una preparazione perfetta da casa, da Maranello hanno risposto alle loro stesse paure, trasformando una debolezza in un punto di forza. 

Lewis Hamilton Silverstone pole position

Poi c’è anche la questione turbo, che in Austria aveva rappresentato un altro fattore chiave dietro le difficoltà: Ferrari, a differenza di Mercedes, ha puntato su uno di dimensioni più piccole che garantisce una risposta immediata, come si è spesso visto in partenza; lo stesso, però, su un tracciato sviluppato a 700 metri sul livello del mare come il Red Bull Ring, era andato in difficoltà a causa di una maggiore rarefazione dell’aria. 

Questo, unito a una non massimizzazione del pacchetto, ha fatto sì che lo scorso fine settimana arrivasse una debacle sportiva pesante. In Inghilterra invece è andata diversamente e, con un Hamilton in super forma, al termine del venerdì la Scuderia ha spiazzato tutti quanti. 

Una prestazione che, quindi, sottolinea sia l’ottimo lavoro svolto che la bontà del pacchetto a disposizione. Non ancora a livello della Mercedes, ma in costante crescita come sottolineato poi dallo stesso Sir Lewis al termine delle qualifiche. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma a Silverstone si è iniziato con il piede giusto. Tutto ha funzionato alla perfezione e, alla fine, anche la Ferrari è riuscita a stupire.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

More

Antonelli contro Russell? Anche a Silverstone Kimi demolisce George di talento, mentre sulla gara rassicura: “Ferrari sorprendente, ma siamo messi bene”

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Formula 1

Antonelli contro Russell? Anche a Silverstone Kimi demolisce George di talento, mentre sulla gara rassicura: “Ferrari sorprendente, ma siamo messi bene”

“Non mi fermo finché non arriveremo all’ottavo titolo”: Hamilton infiamma Silverstone, poi si prende una pole senza senso ringraziando (continuamente) la sua Ferrari

di Antonio Mazzarella Antonio Mazzarella

Formula 1

“Non mi fermo finché non arriveremo all’ottavo titolo”: Hamilton infiamma Silverstone, poi si prende una pole senza senso ringraziando (continuamente) la sua Ferrari

Le difficoltà di Charles Leclerc? Ora hanno un perché, mentre a Silverstone Hamilton parla di Mercedes, di titolo e di un weekend che inizia in salita

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Formula 1

Le difficoltà di Charles Leclerc? Ora hanno un perché, mentre a Silverstone Hamilton parla di Mercedes, di titolo e di un weekend che inizia in salita

Tag

  • Lewis Hamilton
  • Silverstone
  • Ferrari
  • Formula 1

Top Stories

  • Valentino Rossi l’ha fatto davvero: ecco l’omaggio a One Piece e Trafalgar Law, il personaggio che Eichiro Oda ha pensato ispirandosi al 46

    di Martina Signorini

    Valentino Rossi l’ha fatto davvero: ecco l’omaggio a One Piece e Trafalgar Law, il personaggio che Eichiro Oda ha pensato ispirandosi al 46
  • Caro Ranieri, sei un grande, ma smettila di raccontarci la favoletta dei ragazzini che non hanno visto la Nazionale vincere i Mondiali. Il vero problema è che oggi il sistema si regge sulla finanza

    di Gianni Miraglia

    Caro Ranieri, sei un grande, ma smettila di raccontarci la favoletta dei ragazzini che non hanno visto la Nazionale vincere i Mondiali. Il vero problema è che oggi il sistema si regge sulla finanza
  • No, non avete capito Paolo Maldini: era l'unico che voleva fare la rivoluzione del calcio italiano

    di Andrea Spadoni

    No, non avete capito Paolo Maldini: era l'unico che voleva fare la rivoluzione del calcio italiano
  • La più bella storia di Franco Baresi è questa qui: venne a salutare mio padre a Chiesina Uzzanese dopo mesi a lottare per la vita

    di Andrea Spadoni

    La più bella storia di Franco Baresi è questa qui: venne a salutare mio padre a Chiesina Uzzanese dopo mesi a lottare per la vita
  • Perché siamo così forti nella scherma? Vi spieghiamo perché è il vero sport nazionale (e no, Jesi non è la “città di Mancini”): tra sante, duelli e gentiluomini giramondo

    di Michele Larosa

    Perché siamo così forti nella scherma? Vi spieghiamo perché è il vero sport nazionale (e no, Jesi non è la “città di Mancini”): tra sante, duelli e gentiluomini giramondo
  • Per capire davvero chi è stato Franco Baresi guardatevi l'intervista di Federico Buffa: Maradona, USA '94 e i segreti del capitano

    di Michele Larosa

    Per capire davvero chi è stato Franco Baresi guardatevi l'intervista di Federico Buffa: Maradona, USA '94 e i segreti del capitano

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Foto di copertina:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Wonderwall è il vero inno di questo Mondiale e gli inglesi hanno smesso di essere hooligan. Sessant'anni dopo, i leoni ruggiscono senza arroganza (e fanno più paura)

di Gianni Miraglia

Wonderwall è il vero inno di questo Mondiale e gli inglesi hanno smesso di essere hooligan. Sessant'anni dopo, i leoni ruggiscono senza arroganza (e fanno più paura)
Next Next

Wonderwall è il vero inno di questo Mondiale e gli inglesi hanno...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy