Non ci sono dubbi: nel quinto e ultimo giorno di shakedown a Barcellona, l’osservata speciale è stata l’Aston Martin. Nata dal genio di Adrian Newey, la cui mano si vede tutta, la AMR26 non ha deluso le aspettative: tante le soluzioni estreme adottate, dalle pance e le ali fino alle sospensioni, con persino le ‘corna’ sulla parte più alta della vettura. Ha sorpreso tutti quanti sin da subito, già alla prima uscita dai box. E dopo un avvio travagliato sul finale di quarto giorno, rimasta ferma in pista dopo appena cinque giri, l’ultima giornata in Spagna, prima vera della squadra, è andata in maniera ben diversa.
Ha girato senza grossi problemi, nonostante i tempi - che in un test non contano nulla - siano ancora distanti dai diretti avversari e un programma di lavoro particolare, a velocità massima limitata. Ce lo si aspettava e, come per tutti gli altri, è ancora troppo presto per giudicare, per stabilire se dopo anni di alti e bassi sarà della partita, ma la grande occasione è arrivata e di sicuro avere in casa Adrian Newey non può che aiutare. D’altronde, non è un caso che Aston Martin fosse la macchina più attesa di questa prima uscita stagionale.
C’è, però, un’altra vettura che ha stupito (ancora): è la Ferrari che, prima nelle mani di Leclerc e poi di Hamilton, ha continuato a macinare chilometri. Il lavoro è andato avanti e stavolta, dopo la soddisfazione di Sir Lewis mostrata al termine del penultimo giorno di prove, è toccato prima al monegasco accendere un po’ le speranze dei tifosi. Charles ha concluso il proprio run al volante della SF-26 dopo 79 giri, abbattendo il muro dell’1.17 e, forse, replicando quel sorriso che si è già visto più volte questa settimana. Hamilton, invece, ha chiuso il proprio programma di lavoro con 63 giri all'attivo e il miglior tempo di giornata, come riportato dagli spagnoli di SoyMotor - testata che più di tutte le altre ha fornito aggiornamenti durante i cinque giorni -, continuando ad affinare il feeling con la nuova macchina.
Conta poco, ma è a tutti gli effetti un inizio differente rispetto a un anno fa, come sottolineato proprio dall'inglese. L’affidabilità della monoposto è l’aspetto da cui partire, con già la mente proiettata al Bahrain, sede delle prossime due sessioni di test ufficiali prima dell’inizio della stagione, a Melbourne. E un segnale positivo è arrivato anche dalla Haas, l’altra motorizzata Ferrari, ancora una volta stakanovista di giornata con più di 200 giri conclusi in un solo giorno.
In pista, poi, si sono viste anche McLaren e Red Bull. Giornata senza imprevisti per entrambe, con Piastri e Norris al volante della MCL40 e Verstappen della RB22, rimasta ferma ai box per tutto il mercoledì e giovedì a causa del precedente impatto contro le barriere di Isack Hadjar (martedì). Come per Ferrari, colpisce ancora l’affidabilità del motore progettato a Milton Keynes, capace di percorrere parecchi chilometri non stop, i primi dell’olandese al volante della nuova vettura sull’asciutto.
Quanto a McLaren, invece, lo shakedown di Barcellona si chiude con il sorriso del campione del mondo in carica. Stando infatti a quanto riportato sempre da SoyMotor, Lando non solo avrebbe percorso parecchi giri come il compagno di squadra, ma si sarebbe anche inserito tra Hamilton e Leclerc in classifica. Anche in questo caso, non è tanto il tempo a contare, quanto la capacità - in questa fase al pari di Mercedes e Ferrari - di girare e migliorare costantemente, nonostante un inizio meno lineare di quanto ci si aspettasse. È stato lo squillo dei campioni del mondo, ma ora tocca attendere Sakhir. E soltanto al termine delle ultime due settimane di test, forse, il quadro dei valori in campo sarà più chiaro.