Ducati Centenario, si chiama.È il rosso, leggermente più carico e scuro, scelto da Ducati per la livrea della MotoGP 2026, abbinato a quel bianco con cui a Borgo Panigale sono state scritte storie bellissime per celebrare il secolo di Ducati che fa cifra tonda il prossimo 4 luglio. Pecco Bagnaia, nuovo numero più tondo, spesso ed elegante, dice che è la moto più bella che si è ritrovato tra le gambe da quando è nel team ufficiale, quindi sei anni. Viene voglia di dargli ragione. Bravo Aldo Drudi a disegnarla, bravi in Ducati - dove c’è uno storico come Livio Lodi, curatore del museo di Borgo Panigale - a trovare i riferimenti più adatti all’occasione. Marc Marquez da parte sua sorride, racconta che tutto gli ricorda dell’anno scorso (stessi luoghi, stessa organizzazione, stessi tempi) anche se a confronto non c’è pressione. Dice anche, Marc Marquez, che l’ultimo titolo mondiale non gli ha tolto la fame, anzi: gli sta dando la spinta per tornare a picchiare durissimo. Anche in questo caso viene voglia di credergli. Per sicurezza tuttavia si eviterà la sciata del martedì sera, perché nonostante la spalla infortunata in Indonesia gli permetta già di allenarsi in moto ha scelto di non prendersi rischi inutili. Tra i giornalisti si parla di mercato, girano indiscrezioni pesanti.
Bianco, rosso e veloce: welcome to 2026
Bianco e Rosso quindi, ma soprattutto veloce: la Ducati Desmosedici GP26 è cambiata molto rispetto allo scorso anno, o quantomeno è quello che ci è stato raccontato dai tecnici. Torniamo indietro di dodici ore, giusto un paio delle quali passate a dormire. È: la vigilia della presentazione, Lenovo convoca una ristretta cerchia di giornalisti per raccontare la sua partnership con Borgo Panigale, nata nel 2018, snocciolando una serie di dati con Davide Barana e David Attisano, rispettivamente Direttore Tecnico e Head of Data Analysis per Ducati Corse. Ne escono storie ben più interessanti rispetto a quelle che ci saremmo aspettati di sentire. Primo: Lenovo fornisce tutto l’hardware a Ducati e collabora nello sviluppo dei software di analisi. Secondo: dal 2026 nel box ci sarà un chatbot, il Ducati Lenovo Racing Intelligence, per umanizzare il rapporto tra pilota e ingegnere. Un ChatGPT a cui rivolgersi per rendere lo scambio di informazioni più fluido. Terzo: Ducati ha un sistema simile al ‘ghost’ di Sky Sport in cui si sovrappongono dati e immagini dei piloti per confrontare i loro stili di guida. È un sistema raffinatissimo, già in uso e in grado di incrociare dati e immagini.
C’è poi qualche dato: ogni moto ha sopra una cinquantina di sensori fisici per misurare, calcolare e registrare la prestazione. Tecnicamente questo si traduce in oltre mille sensori virtuali. Ogni weekend di gara Ducati elabora circa 100 Gb di dati, cifra spaventosa se consideriamo che, come dice con un sorriso amaro David Attisano, vent’anni fa erano poche decine di megabyte. La parte più interessante però è quella tecnica, quando Davide Barana racconta delle modifiche tecniche introdotte sulla moto arrivando a un livello di dettaglio che non ci saremmo certo aspettati.
Le aree di lavoro sono principalmente tre. Il motore, il telaio e l’aerodinamica. Barana si lascia sfuggire una risata quando gli viene chiesto se in fase di sviluppo è meglio preferire la guidabilità o la potenza: “La priorità è sempre la potenza, perché è il modo più facile per superare. Poi chiaramente i piloti si lamentano che manca maneggevolezza, ma quando vedono i tempi abbassarsi cambiano idea. Alla fine loro vogliono essere più veloci possibile”. Entrando nello specifico, Ducati ha lavorato per aumentare la potenza della GP26 rivedendo l’airbox dopo una lunga serie di simulazioni. L’idea è guadagnare uno, forse due cavalli nonostante il congelamento dello sviluppo proprio per il motore senza penalizzare troppo il carattere del V4.
La parte più interessante forse è quella relativa al telaio: “Abbiamo ricevuto tante lamentele da parte dei piloti sulla stabilità della moto in circuiti veloci come Assen o Phillip Island”, le parole del Direttore Tecnico. “Così abbiamo cercato di migliorare in quel punto e di ridurre le vibrazioni, che vengono causate sempre più dallo stress sugli pneumatici”. In breve, Ducati avrà quasi sicuramente un nuovo mass dumper, oltre a geometrie riviste.
La Desmosedici GP26 rappresenta poi il canto del cigno dell’abbassatore, che verrà bandito con il regolamento in vigore dal 2027. In questo caso, Barana ha spiegato che c’era ancora del margine e che si tratta di una delle novità più rilevanti tra quelle presenti sulla nuova moto. Per chiudere poi ci sono le nuove carene, che tuttavia vedremo solo a Sepang: quelle montate sulle moto in mostra, per quanto aggiornate nelle grafiche, sono ancora le 2025. Resta da guardare in faccia i piloti, giocarsi lo slalom con Pecco Bagnaia - che si è allenato per l’occasione - e iniziare a contare: tra dieci giorni le moto saranno in pista, a Sepang, per l’inizio vero e proprio della MotoGP 2026.