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28 febbraio 2025

Bravi i Marquez, ma gli imperdibili sono già Acosta e Bezzecchi. Uno confessa “un lato criminale”, l’altro di aver ammutolito il box Aprilia

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

28 febbraio 2025

"E' la prima volta da quando guido l'Aprilia che mi sono preso un rischio così, ma ci dovevo provare" - Marco Bezzecchi racconta la sua caduta nel venerdì di Buriram con l'aria di uno che sa di aver fatto gelare il sangue a mezzo box. Ma pure con la consapevolezza che il feeling con la moto e con la squadra è così buono da dare la sicurezza che serve anche a prendersi un rischio in più. Cosa che, invece, non può permettersi di fare Pedro Acosta, visto che "la KTM finisce le gare senza gomme se non guido diversamente, ma..."
Bravi i Marquez, ma gli imperdibili sono già Acosta e Bezzecchi. Uno confessa “un lato criminale”, l’altro di aver ammutolito il box Aprilia

Ok, Alex e Marc Marquez hanno dato spettacolo andando forte e chiudendo davanti a tutti il primo venerdì della MotoGP 2025. Ok pure il folle siparietto – ma folle davvero – tra la direzione gara e Pecco Bagnaia per il giro cancellato a causa di bandiere gialle che non dovevano esserci. E, tutto sommato, ok anche le sentenze che già si leggono in giro dopo solo una giornata di cronometri in mano. Però in questa MotoGP in cui, a detta di tutti, mancano i personaggi, è di altri due ragazzi che bisogna parlare: Pedro Acosta e Marco Bezzecchi. Sì, sono andati forte tutti e due, chiudendo rispettivamente terzo e quarto nelle prequalifiche, ma è il loro modo di presentarsi in sala stampa o ai microfoni che vale l’alzataccia fatta dagli appassionati per seguire le prove. Uno un po’ sbruffone, l’altro patacca. Due che, probabilmente, amici non lo saranno neanche mai perché davvero troppo diversi, ma che alla fine sono dannatamente simili nell’arrivare.

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E s’è visto anche oggi. Proprio in sala stampa, con Acosta con Marco Bezzecchi che s’è presentato con l’aria di quello che l’aveva fatta grossa. Non il sorriso di uno che ha avuto una gran giornata, ma l’aria del ragazzino che ha fatto prendere uno spavento terribile ai genitori, ma che però è per nulla pentito. Tanto da uscirsene fuori con la più serafica delle frasi: “Sì, la caduta potevo evitarmela, ho preso un rischio incredibile, probabilmente il più grosso da quando guido l’Aprilia, ma non potevo non provarci”. Quelle frasi, per capirci, che quando te le dice un figlio ti ritrovi combattuto tra la voglia di ammazzarlo e quella di scoppiare a ridere. Roba che in Aprilia, visto quello che stanno vivendo, sono rimasti tutti totalmente muti. Tutti. Mentre le immagini degli schermi raccontavano di un Bez che però sembrava ok e pronto a tornare al box sulle sue gambe. “Ho sentito un movimento strano della moto – ha spiegato ancora il 72 – e mi sono detto che avrei provato lo stesso a inserirla, ma sono scivolato. Dovevo provarci perché la moto va bene e quello era il momento di metterci qualcosa di più da parte mia”.

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Ci crede, si trova bene, ha fiducia nella moto che Aprilia gli ha preparato e, pur riconoscendo che “al momento Marc Marquez è il più performante”, ha voglia di stupire. E, soprattutto, di scherzare: “Mi chiedete come mi sento? Ok, mi sento fresco, molto fresco”. Un modo, il suo, per ironizzare sì sulle temperature di Buriram, ma anche sul “noto problema di surriscaldamento” della RS-GP. “Di sicuro – ha concluso – scalda più della moto a cui ero abituato, ma se va forte non me ne importa niente delle temperature”. Sì, l’impressione è proprio quella di uno che si sta trovando così bene da essere disposto pure a farsi “bruciare”. E’ il lato folle dei piloti e chi ha ammesso, sempre in sala stampa, che nei piloti a volte c’è una sorta di demone che si impossessa dei controlli è Pedro Acosta: “quando arriva il momento di fare l’attacco al tempo la vena da criminale prende il sopravvento”.

Un modo scherzoso, il suo, per scatenare una risata, ma pure per raccontare il tipo di problema con cui sta facendo i conti. “Abbiamo capito – ha detto – che devo essere meno aggressivo in frenata e cambiare un po’ il mio stile di guida, perché se guido come mio solito non arrivo a fine gara con le gomme, visto che la nostra moto le stressa già tantissimo. Sono riuscito a guidare nella maniera nuova per tutto il giorno e ero contento, ma nel time attack, appunto, m’è venuta fuori l’anima criminale. E la moto non frenava bene. La RC-16 non è più la moto che mi permetteva di frenare cinquanta metri più avanti di tutti gli altri. Cosa mi aspetto per domani? Sarei contento di una top 5. Perche dovete ricordarvi che domani ci sarà anche un ragazzo che si chiama Pecco Bagnaia. Per lui è sembrato un venerdì difficile, visto che non è troppo avanti, ma abbiamo visto in passato altri venerdì così e poi, all’improvviso, un record incredibile il giorno dopo”.

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