Doveva essere l’anno del ritorno alla vittoria in Formula 1, e invece per Fernando Alonso potrebbe essere l’ennesima stagione complicata. Tutto perché, alla vigilia della nuova era del campionato, il progetto Aston Martin guidato da Adrian Newey è in forte ritardo. Non a caso, mentre nei primi tre giorni di shakedown a Barcellona gli altri top team macinavano chilometri, la nuova AMR26 non era nemmeno ai box, scesa in pista soltanto sul finale della quarta giornata e completando appena 66 giri al termine dell’ultima a disposizione. Un inizio in salita, inaspettato, anche perché la squadra sul 2026 ha fatto all-a suon di investimenti faraonici.
La realtà, quantomeno finora però, è molto lontana dalle aspettative: “Siamo indietro, questo è certo. Siamo al punto zero, non credo che abbiamo nemmeno iniziato”. A confermarlo è Alonso in prima persona, in occasione della presentazione ufficiale della nuova vettura: “A Barcellona abbiamo potuto girare, ma l’ho considerato più come un filming day, uno shakedown che altri team hanno fatto in privato a Silverstone facendo 200 chilometri che noi non abbiamo potuto fare. Quindi, Barcellona ha rappresentato quei 200 chilometri per noi”.
La progettazione della AMR26 ha subito forti ritardi, motivo per cui il team è sceso per ultimo in pista, oltretutto con un programma di lavoro piuttosto bizzarro: “Alcune parti della vettura non erano omologate per andare alla velocità massima e abbiamo dovuto limitarci a 280 chilometri all’ora sui rettilinei. È solo un esempio di come la preparazione fosse al limite. È difficile trarre conclusioni. Il Bahrain sarà per noi il primissimo test, il primissimo contatto (con la macchina, ndr.). Barcellona è servita solo per avviare la vettura e vedere che tutto funzionasse”.
L’obiettivo della squadra è vincere, da sempre inseguito fin dal ritorno in Formula 1. Per farlo però potrebbe volerci tempo, lo stesso che lo spagnolo a 44 anni e una carriera infinita alle spalle ha quasi esaurito. Quel gradino più alto del podio lo rincorre dal lontano 2013, quando guidava ancora per la Ferrari, ma tante delle scelte fatte negli anni si sono rivelate tutt’altro che azzeccate. Per questo, il 2026 rappresenta un bivio: continuare a sognare o ritirarsi, da leone nonostante tutto.
Una scelta complicata specie perché, essendo il primo anno dei nuovi regolamenti, l’evoluzione delle vetture sarà costante, così come i valori in campo a inizio anno potrebbero non essere quelli che si vedranno a fine di stagione: “Prendere una decisione ad aprile o maggio potrebbe rivelarsi giusto o sbagliato a settembre, a seconda di come procedono gli sviluppi”, ha ammesso Fernando. “Più si può aspettare e meglio è. Questa sarebbe la mia intenzione: aspettare fino a settembre, poi prendere una decisione”. Per una volta non agisce d’istinto, lo stesso che in passato gli è costato la possibilità di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Dietro la decisione di ritirarsi o continuare, però, a pesare non è solo la pista: “Non si tratta solo di prestazioni. Devo vedere come mi sento, quanto sono motivato, quanto viaggerò. Gli eventi, il marketing e tutto il resto stanno facendo sentire il loro peso”, ha poi spiegato il due volte campione del mondo, che tra qualche mese diventerà anche papà.
Sul nuovo ciclo di Aston Martin, invece, i dubbi sono molti meno: “Penso che la squadra migliorerà molto durante la stagione; andremo di bene in meglio. Questo sarà motivante in termini di possibilità di continuare. Ma prima di poter prendere una decisione devo aspettare il più a lungo possibile, se la squadra potrà resistere”. E qui arriva l’ultima condizione, da non sottovalutare. A fine 2026 scadranno tutti i contratti dei top driver, e un’Aston Martin con Newey a capo fa gola a tanti, ancor di più se dovesse essere anche competitiva: “Quello che voglio io è una cosa, ma se la squadra volesse sapere in primavera se continuerò o meno per non perdere altri piloti disponibili sarò sotto pressione”.
Tutto bellissimo, ma la verità è soltanto una: sulle ambizioni di Aston Martin non ci sono dubbi, ma il tempo non è dalla parte di Alonso e forse nemmeno stavolta sarà quella buona. La possibilità di lasciare la Formula 1 senza né un titolo mondiale in più né un'ultima vittoria si fa sempre più concreta.