Non vince da quasi due anni, eppure Lewis Hamilton dopo le foto con Kim Kardashian al Super Bowl ci ha ricordato perché è ancora il re indiscusso di questa Formula 1, e non solo. Basti pensare che, per un’intera giornata, in Italia non si è fatto altro che parlare della manifestazione, pur ignorandone storia, squadre partecipanti e risultato finale. Perché la notizia vera era un’altra: Sir Lewis e Kim allo scoperto, dopo la prima fuga segreta a Londra.
Gli sono bastate un paio di foto per far impazzire il mondo intero: i due insieme in tribuna, qualche sguardo complice e qualche risata. E in un attimo il web si è riempito di condivisioni, chiacchiericci e immagini (generate con intelligenza artificiale?) dei due che si baciano. Per un giorno sono esistiti soltanto loro due, mettendo in ombra persino la manifestazione sportiva più famosa d’America. O, al contrario, rendendo uno degli eventi meno seguiti in Italia il protagonista assoluto di giornata, senza nemmeno sapere realmente com’è andata a finire. Spoiler, Seattle ha battuto New England 29-13 conquistando il secondo titolo della propria storia.
È l’effetto Hamilton, lo stesso che aveva travolto la Ferrari al suo arrivo a Maranello ormai più di un anno fa, facendo schizzare alle stelle persino i titoli in borsa del Cavallino Rampante. Eppure, se allora tutti erano saliti sul carro di Sir Lewis, stavolta il trend è quello del “a due giorni dai test del Bahrain anziché essere a Maranello se ne va in America con la fidanzata”. Prevedibile, anche se smentibile in un attimo: Hamilton in fabbrica c’è stato più volte, e nelle ultime settimane è persino sembrato gasato in vista della nuova stagione. E poi, come tutte le persone di questo mondo, ha una vita privata in cui decide cosa fare o cosa non fare.
È il re anche per questo: muove le masse come i più grandi di ogni ambito o disciplina, nel bene o nel male. E continuerà a esserlo a prescindere da qualsiasi gossip o dal risultato che arriverà nel 2026, l’anno della rivoluzione in Formula 1. Sarà però una stagione cruciale, soprattutto per lui: dopo un anno vissuto a testa bassa c’è bisogno di una reazione, in pista e non solo a parole. Altrimenti, il 2026 potrebbe essere davvero il suo ultimo anno nel circus.
Una prima risposta arriverà dal Bahrain, sede delle ultime due sessioni di test prima di arrivare in Australia, a Melbourne. Tre giorni per continuare il lavoro iniziato a Barcellona e, eventualmente, smentire quelle voci che vedrebbero Ferrari in grande difficoltà nonostante una buona prima uscita in Spagna. La prima vera occasione per iniziare a spingere e per costruire l’anno del riscatto. Fuori dalla pista, invece, l’azione è già partita.