Il 2026 non sarà solo l’anno della verità per la Ferrari. Lo sarà anche per Lewis Hamilton, dopo una stagione lontanissima dalle aspettative che lo avevano accolto a Maranello. Quasi sempre lontanissimo da Charles Leclerc, quasi mai in sintonia con il mondo della Ferrari, a 360°: facce sconsolate, dichiarazioni e uscite pubbliche troppo spesso criptiche e un feeling mai sbocciato non solo con la SF-25, ma anche con il suo ex ingegnere di pista, Riccardo Adami. Gli ingredienti per un calvario sportivo ci sono stati tutti, nonostante il continuo “Ce la faremo” ripetuto più volte sui propri social per commentare quanto successo in pista. È stato un anno duro, molto più di quanto Hamilton e la Scuderia si aspettassero.
Viene da pensare che, forse, tolti i primi giorni a Maranello e il sabato della Cina, il vero Sir Lewis non si sia mai visto. D’altronde, sin dall’arrivo delle monoposto a effetto suolo si erano viste delle difficoltà, ma mai di questa portata. C’erano stati dei segnali, delle battaglie e pure degli squilli come a Silverstone, a Spa e a Las Vegas, ma mai la situazione vista in Ferrari. E infatti, alla vigilia del 2026 i cambiamenti non sono mancati, da entrambe le parti: la Scuderia ha deciso che Riccardo Adami non sarà più il suo ingegnere di pista, con il sostituto ancora da confermare; Sir Lewis ha detto addio sia al suo manager, Marc Hynes - con cui si era ricongiunto a fine 2024 -, sia alla sua addetta stampa in pista, Gabriela Kwaku Yeboah, da tutti conosciuta come Ella.
Secondo quanto riportato dal Times, sono state decisioni “amichevoli”, ma segnali in vista di un 2026 che non può e non deve seguire la traiettoria negativa della stagione appena conclusa. La speranza, infatti, è che quanto affermato al termine dello shakedown di Barcellona - “Questa generazione di vetture è in realtà un po’ più divertente da guidare. È sovrasterzante, scattante, scivola, ma è un po’ più facile da controllare. Direi sicuramente più piacevole” - sia confermato, gara dopo gara. Sarebbe un nuovo inizio, l’ultimo assalto al sogno chiamato ottavo titolo mondiale qualora Ferrari sia all’altezza degli avversari: al Montmelò le prime prove della vettura sono state positive, soprattutto lato affidabilità, ma tutto può ancora cambiare e in tal senso il 2022 - con un inizio all’arrembaggio e un finale sottotono a causa di un progetto senza grosse capacità di sviluppo - insegna.
Alla vigilia del Mondiale, però, come nel 2025 una cosa è rimasta invariata: finire al centro del gossip. Lo scorso anno c’erano state le uscite a New York con Sofia Vergara, quest’anno quelle a Londra con Kim Kardashian. E le malelingue, senza considerare che come tutti anche Hamilton nella propria vita privata fa quel che vuole, hanno già iniziato a parlare di distrazione. Tutto nella norma, specie se ti chiami Lewis Hamilton e sei perennemente al centro dell’attenzione.
La certezza, però, è solo una. A prescindere dalla vettura toccherà invertire la rotta, altrimenti non ci saranno più dubbi: quel Sir Lewis che per anni ha vinto, ha dominato e ha incantato a suon di imprese non c’è più. E a quel punto, il 2026 potrebbe rappresentare davvero l’ultimo anno in Formula 1. Sarà, come detto, l’anno della verità.