Sarà una stagione molto diversa da ciò che ci si aspettava. E no, non sarà un flop. Per intuirlo, basta analizzare qualche dato arrivato direttamente da Barcellona, il test meno a porte chiuse della storia: 10 squadre in pista su 11, con soltanto Williams assente, 14.245 chilometri percorsi in cinque giorni (tre per team). Un numero impressionante, specie se la paura di tutti fosse quella di vedere persino macchine faticare ad uscire dalla corsia dei box. Così non è stato, anzi. Solo due squadre hanno percorso meno di 200 giri, ovvero Cadillac e Aston Martin - che ha disputato solo l’ultimo giorno a disposizione -, mentre le migliori sono state Mercedes e Ferrari, rispettivamente a quota 500 e 440.
Non sarà un 2014 bis e i numeri parlano chiaro. E le buone notizie arrivano anche dai due nuovi motoristi in griglia, Red Bull e Audi: la power unit progettata a Milton Keynes ha completato senza grossi problemi 621 giri, 318 per Racing Bulls e 303 per Red Bull, mentre Audi si è fermata a 243: meno degli altri, ma abbastanza per lasciare il Montmelò con un mezzo sorriso. Per i quattro anelli qualche intoppo di troppo c’è stato, specie durante il primo giorno in pista, ma il bilancio è comunque positivo.
Le sorprese, invece, sono state senza dubbio due: Mercedes da un lato, Ferrari dall’altro. La W17 e la SF-26 hanno macinato chilometri più di qualsiasi altra monoposto, senza mai fermarsi. E al termine della settimana sorridono sia Russell e Antonelli che Hamilton e Leclerc. Si sono detti tutti e quattro soddisfatti visti i programmi di lavoro sempre portati a termine, così come fiduciosi nei rispettivi progetti.
E se Mercedes fa già un po’ paura, specie dopo aver sentito il capo degli ingegneri Shovlin dire che il lavoro è stato migliore di quanto ci si aspettasse, dei piloti del Cavallino a colpire è stata l’apparente serenità, specie dopo un 2025 deludente e le voci tutt’altro che rassicuranti in vista della nuova stagione. Hamilton è parso rinato e in sintonia con queste nuove vetture, Leclerc spesso sorridente. E, nonostante le prestazioni siano ancora un’incognita, almeno l’inizio è stato positivo: “È stata davvero una settimana molto piacevole. Credo di aver fatto un enorme lavoro durante l’inverno sul mio lato, a livello personale, ma anche il team ha apportato tanti cambiamenti durante l’inverno in vista del test”, ha spiegato Sir Lewis. “Penso che abbiamo fatto ottimi debrief. Tutti sono davvero sul pezzo. Sento davvero la mentalità vincente in ogni singola persona del team, più che mai. Ed è positivo. Tutti sono positivi e incredibilmente entusiasti. Non ci facciamo illusioni, non è che pensiamo di essere già a posto. Sappiamo che c’è del lavoro da fare”.
Lo stesso concetto, poi, è stato ribadito anche dal monegasco, che del lavoro ancora da fare ha chiarito: “In Ferrari e nel paddock c’è molta eccitazione per via dei tanti cambiamenti a cui noi piloti dobbiamo adattarci, cercando di trovare il modo di massimizzare tutto il nuovo pacchetto, soprattutto sulla gestione dell’energia. Siamo ancora davvero all’inizio, voglio vedere cosa impareremo in Bahrain e intendo continuare a concentrarci sul nostro lavoro. La prossima settimana lavoreremo sull’analisi dei dati e faremo tanto simulatore per prepararci al Bahrain. Faremo un paio di test e la parte più importante sarà la correlazione”.
Segnali di speranza, seppur sia impossibile fare pronostici. Forse, le prime vere mezze verità arriveranno davvero in Bahrain, sede delle prossime due settimane di test. E proprio a Sakhir, oltre a Ferrari e Mercedes, le osservate speciali saranno Red Bull, McLaren e Aston Martin, che Barcellona l’hanno lasciata con qualche incognita in più. La RB22 piace a Verstappen, che non l’ha nascosto, ma forse più degli altri toccherà lavorare sulla power unit, che ha comunque mostrato ottimi segnali come confermato anche dal team principal Laurent Mekies.
Discorso diverso, invece, per la MCL40 e la AMR26. Dopo un inizio non proprio lineare, la McLaren ha trovato continuità sia tra le mani di Lando Norris che di Oscar Piastri, mentre per Aston, che allo shakedown ci è arrivata in ritardo, è ancora tutto nuovissimo. Di sicuro, però, le due vetture non sono passate inosservate, come ci si aspettava. Per capire i valori in campo servirà del tempo, ma di sicuro questa nuova era è iniziata bene. Ed è questa, forse, la prima grande sorpresa del 2026.