Lo sa Maurizio Sarri che quello dei tifosi della Lazio è un gesto d’amore. Lo stadio Olimpico vuoto, durante la partita contro il Genoa, vinta 3-2 al centesimo minuto con un rigore di Danilo Cataldi, è l’immagine più forte della stagione biancoceleste. Forse del campionato in generale, se parliamo di tifo. Anche perché di scene forti, in campo, se ne sono viste poche. La Lazio è finita anche nella parte destra della classifica, posizione che non gli appartiene, né per storia né per forza. Il capitano Alessio Romagnoli se ne vuole andare, sogna il Qatar. Il mercato di gennaio ha già portato via Taty Castellanos e Matteo Guendouzi. Colonne della squadra, punti fermi tecnici e per i tifosi. Ecco, i tifosi. A Ponte Milvio è partita la protesta pacifica, senza scontri, con bandiere e striscioni: “Sognare non è reato”, scrivono gli affezionati. La curva Nord ha chiamato a raccolta il popolo biancoceleste, che ha risposto con grande partecipazione. Sono 3mila, contati male, i biglietti venduti per la partita contro il Genoa. L’invito a lasciare vuoto l’Olimpico è stato preso sul serio. Claudio Lotito è il presidente mal visto da tutto l’ambiente. Sta smantellando lo spogliatoio, contro la volontà del suo allenatore, che appare imbarazzato ad ogni conferenza stampa. Sarri non sa che dire ai giornalisti nemmeno stavolta.
A Ponte Milvio i tifosi radunati suggeriscono le domande che i giornalisti potrebbero rivolgere al presidente: “I soldi della vendita di Milinkovic-Savic e della qualificazione in Champions dove sono finiti?”, “Pulici e Peruzzi cacciati dalla Lazio perché odia i laziali?”. Prima della protesta la Brigata biancoceleste aveva detto sui social: “Portate solo sciarpe e bandiere, niente petardi e bomboni”. Il tono della manifestazione doveva essere chiaro, pacifico, coinvolgente. Meglio cantare forte che sentire l’esplosione di un fuoco d’artificio. Sarebbe troppo facile definire questa protesta una “roba da ultras”. Le immagini dello stadio sono il segno che il coinvolgimento è stato totale, ben oltre i confini del mondo ultrà. Prima della gara col Genoa sul profilo della Lazio è apparso un video con il “pinguino nichilista” virale suo social. Entra in un Olimpico congelato e vuoto: “Be different”, il messaggio. Siate diversi. Tradotto: lasciate perdere la protesta e venite allo stadio. Tranne una manciata di persone, i tifosi sono andati in direzione contraria. Verso Ponte Milvio, quello dei lucchetti d’amore, una moda più che simboli di un sentimento reale. Le bandiere e i cori dei laziali, non solo degli ultras, quelli sembravano decisamente più sinceri.