Un po’ a sorpresa, considerato il modo in cui era iniziata la stagione, la Ferrari ha iniziato a insidiare la Mercedes. È successo non solo grazie alle due vittorie messe a segno in questa prima metà di Mondiale, con Hamilton a Barcellona e Leclerc a Silverstone, quanto per l’affidabilità mostrata dalla SF-26, mai costretta al ritiro al contrario delle due W17. Russell ha collezionato uno zero in Canada, Antonelli in Spagna e Inghilterra.
È l’unico neo di una vettura a tratti spaventosa, capace di vincere su tutte le tipologie di tracciato viste fin qui, così come in tutte le condizioni. Lo stesso non si può dire della Ferrari, nonostante il notevole passo in avanti - in termini di risultati - rispetto alla scorsa stagione: la vettura gode di un telaio formidabile, che la rende costantemente tra le più veloci nelle sezioni lente dei circuiti, ma paga parecchio in termini di potenza complessiva.
Lo si è visto in più occasioni nelle prime undici gare, con i piloti e i tecnici che non hanno mancato di sottolinearlo, chiarendo come tutti gli sforzi sono concentrati sugli aggiornamenti che arriveranno grazie all’ADUO, meccanismo che consentirà agli ingegneri di Maranello di rimettere mano alla power unit.
È uno dei temi di questa stagione, sotto certi aspetti rivoluzionaria. Anche perché, guardando ai valori decretati dalla FIA alla vigilia del GP di Barcellona, non sarebbe nemmeno la Mercedes a godere del miglior motore, sulla carta: “Quando parliamo del solo motore a combustione, la FIA dice che la Red Bull ha il motore più forte”, ha esordito Toto Wolff in un’intervista rilasciata a RacingNews365. “È il loro metodo di misurazione, ma forse come pacchetto complessivo siamo noi i più forti”.
Fin qui nessun problema, finché le riflessioni dell’austriaco non si spostano sulla Scuderia: “La Ferrari continua a lamentarsi di non avere il motore più potente. Ma io credo che abbiano un propulsore assolutamente competitivo, in una macchina progettata per generare molto carico, con alette che coprono la metà dello scarico. Penso che siamo tutti più o meno alla pari”.
Il team principal Mercedes picchia duro, nonostante i dati che certificano il gap tra Maranello e Brixworth. “Abbiamo iniziato la stagione in maniera molto solida”, ha poi aggiunto Toto ripensando all’avvio di mondiale delle sue Frecce d’Argento.“Come azienda e team il fatto di integrare power unit e telaio ci ha permesso di ottenere risultati da netto dominio. Ma siamo stati duramente colpiti dall’affidabilità, abbiamo avuto tre o quattro ritiri”.
Come con la questione motore, però, poco dopo arriva un’altra bordata che punta dritta alla Scuderia. Ma prima, però, un po’ di auto-analisi: “Abbiamo perso probabilmente 70 o 80 punti a causa di mancati arrivi al traguardo rispetto alla Ferrari. Oggi abbiamo 70 punti o qualcosa in più (72, ndr) di vantaggio; se ne aggiungessi altri 70 significherebbe un margine davvero molto, molto importante. Ma li abbiamo persi e gli altri stanno recuperando terreno”.
Poi l’affondo definitivo: “In realtà le 2 vittorie della Ferrari sono arrivate perché le abbiamo perse noi”, ha tuonato Wolff. “Siamo stati sfortunati a Barcellona con la Safety Car e poi con i problemi di Kimi a Silverstone. Inoltre, quando qualcuno porta aggiornamenti, fa un salto di livello. Abbiamo visto Ferrari o McLaren portare sviluppi – a differenza nostra – e all’improvviso ci siamo trovati a lottare duramente”.
Toto non si risparmia, per una ripresa di Mondiale che si attende infuocata tra lotta agli aggiornamenti e valori in pista che sembrano sempre più tirati. Anche perché, a Budapest, prima della sosta, a dominare non era stata né una Mercedes né una Ferrari, ma una McLaren con Lando Norris. Nel frattempo, però, a Maranello sono avvisati.