Lontano dalle primissime posizioni, se c’è un pilota che nell’ultimo anno e mezzo ha stupito tutti quanti quello è Oliver Bearman. Lo aveva già fatto all’esordio in F1, arrivato a sorpresa a Jeddah nel 2024, con la Ferrari, chiamato in extremis per sostituire l’infortunato Carlos Sainz. Q3 sfiorata senza disputare le prime due sessioni di libere e settimo posto al termine della gara, per un esordio che aveva acceso definitivamente i riflettori su di sé.
Quella gara, più dell’intero campionato disputato in F2, a tratti disastroso complici le fatiche inaspettate del team Prema, gli spalancò le porte della Haas, che lo schierò in pista al posto di Kevin Magnussen a Baku e in Brasile già nel 2024. Altri due fine settimana solidi, con addirittura un altro punto conquistato in Azerbaijan. Il meglio, però, doveva ancora venire.
In Cina, secondo appuntamento in calendario della sua prima stagione completa col team, parte 17esimo e finisce ottavo: è il primo di nove piazzamenti in Top10 del 2025, da rookie e con una Haas spesso non da punti. Alla fine della stagione lui ne mette a segno 41, tre in più del ben più esperto compagno di squadra Esteban Ocon, prendendosi un quarto posto in Messico come miglior risultato in F1.
Poi arriva il 2026, l’anno della rivoluzione in cui tutti partono da zero. Bearman risponde presente subito, sfruttando al massimo le prime gare in cui Haas non paga la guerra degli sviluppi rispetto ai diretti avversari: settimo posto in Australia, quinto in Cina, decimo in Canada, per un totale di 18 punti in 11 gare. Potrebbero sembrare pochi, ma a ribaltare la concezione bastano i tre conquistati da Ocon che, fin qui, sportivamente ha distrutto.
Un inizio di avventura nel Circus da protagonista, confermando le aspettative altissime con cui era arrivato tra i grandi. E inevitabilmente, visto che fa parte della famiglia Ferrari, il futuro in rosso ha iniziato a essere un tema. Tutto sembrava già scritto al termine della scorsa stagione viste le difficoltà di Hamilton, con Ollie pronto a sostituirlo qualora il 2026 fosse stata l’ultima stagione di Sir Lewis in F1, ma poi la situazione è cambiata.
Ed è proprio la rinascita del suo idolo d’infanzia ad aver scombussolato i piani: “È davvero figo vederlo a questo livello”, ha raccontato lui a Beyond the Grid, il podcast ufficiale della F1. “Vedere vincere la Ferrari con il miglior pilota britannico, il miglior pilota che abbiamo mai visto in F1, è qualcosa di davvero speciale. Certo, in termini di futuro, non è l’ideale, ma sono ancora giovane. Ho solo 21 anni. Non ho fretta. Per me, rimanere alla Haas per il prossimo futuro non è una brutta cosa”.
Un ragionamento comprensibile, ma qualche secondo dopo una prova di carattere non ha tardato ad arrivare parlando proprio di quel sogno che, un po’ per sua fortuna, ha già potuto saggiare: “Il mio obiettivo resta quello di essere un pilota Ferrari un giorno. Ovviamente, però, non voglio starmene seduto ad aspettare per 3-4-5 anni in attesa che si liberi un sedile, perché non ci sono garanzie e rischierei di sprecare i miei anni migliori. Il mio obiettivo ultimo – forse è un po’ egoistico, ma va bene perché è il motivo per cui sono qui – è competere per dei titoli Mondiali; perciò se dovessi avere questa opportunità da qualunque parte la prenderò”.
Un messaggio alla sua Ferrari, la squadra che ha creduto in lui fin dalla F3, nel 2022. E quando parla di anni migliori e di opportunità, il richiamo alla situazione magica che sta vivendo Kimi Antonelli, che in F2 aveva pareggiato in termini di performance da compagno di squadra, è chiarissimo.
Il sogno di voler reindossare quei colori è ribadito ancora una volta, ma non starà lì ad aspettare in eterno. Magari non nell’immediato, ma a Maranello toccherà iniziare a pensare a cosa fare in futuro. Anche perché, nel paddock, si parla di una Red Bull che avrebbe già sondato l’opzione in caso di rivoluzione Verstappen.