image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

23 marzo 2026

Charles Leclerc ha davvero detto che in questa F1 se spingi finisci per perdere anziché guadagnare? “Non puoi più farlo, purtroppo”

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

23 marzo 2026

Charles Leclerc ha costruito le sue ventisette pole position intorno a un’idea semplice: rischiare più degli altri quando conta. Le nuove monoposto 2026 quella idea la puniscono. Per la prima volta sta imparando a trattenersi, ma questa F1 è davvero l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere?

Foto di copertina: Ansa

Charles Leclerc ha davvero detto che in questa F1 se spingi finisci per perdere anziché guadagnare? “Non puoi più farlo, purtroppo”

Charles Leclerc è sempre stato uno dei qualificatori più forti della griglia. Ventisette pole position, terzo nella storia tra i piloti attualmente in attività dietro a Hamilton e Verstappen. Una statistica costruita in larga parte su una caratteristica precisa: la capacità di spingere la macchina oltre il limite quando conta, di rischiare nel momento in cui gli altri si tengono del margine.

Le nuove monoposto 2026 stanno cambiando tutto questo. E per Leclerc, stranamente, non è una buona notizia. “In passato”, ha spiegato il monegasco in Cina come riportato da RacingNews365 , “uno dei miei punti di forza entrando in Q3 era prendermi rischi enormi per tirare fuori qualcosa in più”. Una frase che racconta bene com’è costruito il suo stile di guida: aggressivo, istintivo, disposto ad andare dove altri non vanno. È quel qualcosa che lo ha reso spesso spettacolare sul giro secco.

Charles Leclerc Ferrari Cina
Charles Leclerc in Cina, 2026. Ansa

Con le nuove vetture, però, quel modo di guidare si ritorce contro. “Quando lo fai, inizi a confondere il bilanciamento della potenza e finisci per perdere molto più di quello che guadagni”. Non è più questione di trovare il limite e talvolta oltrepassarlo: la complessità dei nuovi powertrain ibridi, spinti per metà dalla parte termica e per metà da quella elettrica, punisce chi esagera, e la risposta al rischio diventa un peggioramento delle prestazioni invece di un miglioramento.

Il risultato è un approccio che Leclerc stesso definisce meno eccitante: “La costanza paga di più. In Cina ho trovato il mio ritmo dalla Q1 alla Q3, e questo mi ha avvicinato ai piloti davanti. Ma non è stato un giro pazzo, purtroppo. Non puoi più farlo”.

Ai primi due appuntamenti della stagione, Charles ha portato a casa un quarto posto in qualifica in entrambi i casi. Un risultato onesto, ma che racconta anche la difficoltà di trovare quel salto di qualità che in passato riusciva a fare quando la posta si alzava. La domanda che rimane aperta è se quella capacità di leggere la macchina in modo diverso, più paziente, più sistematico, possa diventare un nuovo punto di forza. O se, nel tempo, le nuove monoposto troveranno un equilibrio che restituisca spazio all'istinto.

Charles Leclerc Cina
Charles Leclerc, 2026.

Per ora, uno dei migliori qualificatori della storia recente della F1 sta imparando a non spingere. Non è banale come sembra. E non riguarda solo lui. 

La F1 del 2026 sembra funzionare spesso al contrario: per andare veloce bisogna dosare, controllare, non esagerare. Perché se spingi troppo, la componente elettrica delle nuove power unit non ti premia, ti punisce. Quello che guadagni in un punto lo perdi qualche centinaio di metri dopo, con un’erogazione che si fa imprevedibile e un tempo sul giro che peggiora invece di migliorare.

È un cambio di paradigma profondo, forse il più radicale degli ultimi anni. E i piloti che ci stanno facendo più fatica non sono necessariamente i meno bravi. Sono spesso quelli che, fino a ieri, erano i più coraggiosi.

More

Ok ma com’è andato il fine settimana di Max Verstappen al Nürburgring oltre la squalifica? Velocità mostruosa, battaglie vere e una lezione al mondo del motorsport

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Motorsport

Ok ma com’è andato il fine settimana di Max Verstappen al Nürburgring oltre la squalifica? Velocità mostruosa, battaglie vere e una lezione al mondo del motorsport

Prestazioni impressionanti, il compagno asfaltato, la Top5 nel Mondiale: Ferrari, il futuro parlerà (ancora) inglese? A Maranello gli scenari sono chiari, ma…

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Formula 1

Prestazioni impressionanti, il compagno asfaltato, la Top5 nel Mondiale: Ferrari, il futuro parlerà (ancora) inglese? A Maranello gli scenari sono chiari, ma…

Oscar 2026, “F1” vince la statuetta per il miglior sonoro. Ma cosa ne pensano davvero quelli che l’hanno visto? Non è Rush o Senna, e alla fine va bene così

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Formula 1

Oscar 2026, “F1” vince la statuetta per il miglior sonoro. Ma cosa ne pensano davvero quelli che l’hanno visto? Non è Rush o Senna, e alla fine va bene così

Tag

  • Formula 1
  • Charles Leclerc
  • Ferrari

Top Stories

  • Marc Marquez ha cominciato la demolizione di Pedro Acosta? Il futuro “spaventa” di sicuro più del presente (anche per Dall’Igna)

    di Emanuele Pieroni

    Marc Marquez ha cominciato la demolizione di Pedro Acosta? Il futuro “spaventa” di sicuro più del presente (anche per Dall’Igna)
  • Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”

    di Cosimo Curatola

    Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”
  • Gli ultras della curva Sud del Milan ci mettono solo la voce nel derby con l’Inter: “Senza coreografia, striscioni e bandiere. Sovrastiamo le nullità”. E “Pacio” Pacini attacca la società

    di Domenico Agrizzi

    Gli ultras della curva Sud del Milan ci mettono solo la voce nel derby con l’Inter: “Senza coreografia, striscioni e bandiere. Sovrastiamo le nullità”. E “Pacio” Pacini attacca la società
  • Prestazioni impressionanti, il compagno asfaltato, la Top5 nel Mondiale: Ferrari, il futuro parlerà (ancora) inglese? A Maranello gli scenari sono chiari, ma…

    di Luca Vaccaro

    Prestazioni impressionanti, il compagno asfaltato, la Top5 nel Mondiale: Ferrari, il futuro parlerà (ancora) inglese? A Maranello gli scenari sono chiari, ma…
  • Johann Zarco a MOW: “Vedo Marquez campione se la spalla non fa scherzi. I miei mondiali? È un peccato, ma è come se non contassero”

    di Cosimo Curatola

    Johann Zarco a MOW: “Vedo Marquez campione se la spalla non fa scherzi. I miei mondiali? È un peccato, ma è come se non contassero”
  • Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

    di Emanuele Pieroni

    Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

Foto di copertina:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

È la settimana dei playoff per il Mondiale, ma nell’Italia di Gattuso non va tutto bene (Pio Esposito a parte)

di Domenico Agrizzi

È la settimana dei playoff per il Mondiale, ma nell’Italia di Gattuso non va tutto bene (Pio Esposito a parte)
Next Next

È la settimana dei playoff per il Mondiale, ma nell’Italia...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy