Se hai l’occhio allenato e segui le corse con una certa frequenza te ne accorgi subito: i caschi sono diversi, i font di numeri e sponsor pure e poi la fisica, i movimenti insomma, a tratti diventano surreali. Se invece la MotoGP la guardi distrattamente di questa roba fai fatica ad accorgerti, un po’ come succedeva qualche anno fa con i video registrati dal videogioco della MotoGP: la prima volta sembra vero, la seconda pure. Poi c’è sempre qualche dettaglio a metterti in allerta. Ora, con un sapiente utilizzo dell’intelligenza artificiale, puoi imbatterti in Jorge Martín che tira un calcio nel petto di un commissario di pista a là questa è Sparta, oppure Valentino Rossi che va a sbattere contro un bagno chimico in cui dentro c’è Marc Marquez. Per non parlare di Fabio Quartararo che cade, fa per tirare su la moto e in quel momento gli rimane in mano il semimanubrio con cui, esasperato, comincia a menare fendenti alla moto. A un occhio più attento ti accorgi che Marco Bezzecchi è passato da Dainese ad Alpinestars mentre Matteo Baiocco gli rubava la moto senza casco, a una prima occhiata però rischi di rimanere attonito.
Il che appunto è anche divertente, perché riesce a estremizzare dei concetti, uno su tutti la rabbia e la frustrazione del pilota nei momenti critici. Poi però li mette uno contro l’altro più di quanto siano in realtà e li fa apparire violenti a un occhio poco critico rispetto a quello che vede online, perché se non sei abituato a contenuti prodotti con intelligenza artificiale può sembrarti tutto vero. Se questi video funzionano è perché prendono alcuni momenti particolari ma veri, come l'arrabbiatura di Bagnaia in Francia o la collera di Quartararo nei confronti della moto, per poi trasformarli in qualcosa di più estremo.
Una volta finito di ridere restano alcune domande. Evidentemente l’uso massivo di immagini generate con IA fa si che MotoGP Sports Entertainment Group - così attenta alle violazioni dei diritti d’immagine - non riesca a individuare i contenuti ed eliminarli, cosa comunque piuttosto strana se consideriamo che invece l’audio nel montato è originale. Forse il minutaggio, sempre piuttosto breve, consente l’appropriazione delle immagini. Ad ogni modo è incredibile che YouTube non abbia una policy abbastanza studiata da far sì che i contenuti prodotti con intelligenza artificiale vengano inequivocabilmente segnalati come tali: non è vietato farli, è vietato far credere alla gente che siano reali.
Se non altro è una buona occasione per allenare l’occhio e la mente al fatto che non tutto quello che vediamo su internet corrisponde alla realtà. Anzi, è sempre più raro.