Un altro campanello d’allarme è suonato in vista del 2026. Diversamente da quanto previsto, la Formula 1 avrebbe ridotto drasticamente la copertura televisiva della prima settimana di test in Bahrain, passando da tutto in diretta ad appena un’ora, l’ultima di ogni giornata. E la domanda, dopo che già a Barcellona le nuove monoposto gireranno a porte chiuse, è soltanto una: non è che tra F1 e FIA ci sia il timore - informazioni di ogni squadra alla mano - di rivivere un 2014 bis? Quell’anno ci fu una rivoluzione totale, proprio come nel 2026. Nuovo concept di vettura, così come nuovi motori: debuttavano le power unit ibride, con tante delle monoposto che faticavano addirittura ad uscire dal box, un qualcosa che soprattutto i motorizzati Renault ricordano benissimo.
Il timore c’è ed è impossibile negarlo, anche perché, considerata la copertura totale offerta negli ultimi anni, sembrerebbe impossibile pensare che la decisione presa sia puramente di natura organizzativa o legata al contenimento dei costi. D’altronde, se c’è una certezza è che in questa Formula 1 le risorse non mancano.
Il dubbio, quindi, sorge spontaneo. Sarebbe un flop annunciato, vista soprattutto l’incertezza che ha accompagnato il circus in questa nuova era tecnica, oltre che un danno d’immagine non indifferente per organizzatori e squadre. E riflettendo sulla decisione presa dalla FOM, organo che gestisce i diritti televisivi del campionato, tornano in auge le parole - lapidarie - di Max Verstappen a Blick: “Penso che nei primi test a Barcellona saremo più nei garage che in pista. Speriamo di essere più preparati nelle due sessioni di Febbraio in Bahrain”.
Forse, nemmeno lo shakedown al Montmelò potrebbe bastare per comprendere appieno le nuove monoposto. Servirà tempo, parecchio, perché va ricordato, mai nella storia della Formula 1 una vettura era stata spinta da un motore per metà termico e per metà elettrico. Vederle ferme ai box, quindi, non stupirebbe nessuno: sarebbe però l’ennesima conferma di un regolamento tecnico partito col piede sbagliato, tra richieste di marcia indietro e un caos generale (forse) senza eguali.
Almeno per adesso, invece, non cambia la copertura prevista per la seconda settimana di test ufficiali, sempre in Bahrain: le trasmissioni inizieranno alle 8 italiane e termineranno con la bandiera a scacchi di ogni sessione, quel che era diventata ormai la norma. Con ogni probabilità sarà quella la prima vera occasione per vedere in azione - e da vicino - le nuove vetture, mentre per farsi un’idea dei valori in campo bisognerà aspettare l’Australia, primo appuntamento stagionale. Anche perché fare previsioni al buio è impossibile.