Daniel Miron Lorente. È questo il nome che più ha attirato l’attenzione quando, questa mattina, Ferrari ha annunciato i cavallini che faranno parte della sua driver academy nel 2027. Nessuna rivoluzione, con tre nuovi nomi. Alp Aksoy, turco e che in questo 2026 ha ben figurato tra F4 Italiana e E4, Salim Hanna, colombiano, un po’ l’oggetto misterioso della lineup e Daniel Miron Lorente, un nome che probabilmente solo i più accaniti di motori conosceranno già. Non perché lo spagnolo non abbia vinto nulla, anzi. Il motivo è semplice: in monoposto non ci è arrivato ancora e ha solo 12 anni.
Classe 2013, quest’anno ha corso nella categoria OK Junior del kart internazionale. Ciò significa che, per almeno un’altra stagione completa, non lo si vedrà correre in macchina. Il perché dell’essere piombati su un dodicenne lo si deduce facilmente dai risultati: vice campione europeo FIA e campione del Champions of the Future, due dei campionati di maggior rilevanza nel mondo del karting. È uno dei favoriti a vincere la Coppa del Mondo, che si correrà a La Conca (Lecce) tra il 5 e l’8 novembre.
Risultati a parte, nonostante vanti praticamente vittorie in tutti i campionati in cui negli anni ha preso parte, c’è un altro fattore determinante, che si gioca sul lungo periodo. In prospettiva, uno degli avversari di Miron sarà quel Niccolò Perico che ormai in Italia tutti conoscono, finito nelle mani della Mercedes. E tra i due, nonostante il secondo sia un po’ più piccolo d’età, c’è stata già più di qualche battaglia.
Li abbiamo visti correre da vicino uno contro l’altro a proprio a La Conca, per il primo round del Champions of the Future e del campionato europeo, poi a Mulsen sempre nell’europeo e a Kristianstad e a Sarno nel Champions of the Future. Al netto delle prime gare, con lo spagnolo “più esperto” e l’italiano esordiente, le ultime le hanno passate a battagliare dal primo all’ultimo giorno tra sorpassi e contro sorpassi.
È l’inizio di una rivalità che, magari, si protrarrà negli anni. Di sicuro, per adesso sono i due talentini che più hanno lasciato il segno nelle rispettive categorie e che, nelle volte in cui sono incrociati, si sono dati un bel filo da torcere. Mercedes ha scommesso sull’italiano, ripetendo alla lettera l’operazione Antonelli, la Ferrari sullo spagnolo che, oltretutto, questo weekend sta correndo e dominando la ROK Superfinal, in corso a Lonato.
E fermi tutti, perché anche la Scuderia ha tra le proprie fila un giovanissimo italiano. Si tratta di Filippo Sala, 15 anni, che lo scorso weekend ha esordito nel campionato italiano di F4 col team Prema dopo anni passati a sportellare per le prime posizioni con i go-kart. Al primo weekend in macchina, seppur quando l’abbiamo sentito ci aveva detto che l’obiettivo sarebbe stato solo imparare e far chilometri - l’anno prossimo correrà in F4 spagnola con il team Campos -, le sue prestazioni non sono passate inosservate.
Settimo in gara 1 e quinto in gara 2, poi una terza gara più complicata partendo dal fondo della griglia dopo una qualifica sfortunata, rimontando fino alla 18esima posizione. In pratica, al primo fine settimana in macchina si è tolto lo sfizio di salire sul podio di Monza, visto che al traguardo di Gara 2 è stato il secondo rookie - il primo, davanti a lui, ha già quasi un anno di esperienza-. Abbiamo assistito a debutti decisamente peggiori, insomma.
L’altro italiano sotto contratto nella lineup, Niccolò Maccagnani, dopo un anno di apprendistato in F4 nel 2027 correrà in F3, quindi già nei weekend di F1. Poi ci sono i confermati Tuukka Taponen in F2, Alba Larsen in F1 Academy e Noah Baglin, campione europeo di kart in carica in classe OK e pronto al salto in monoposto, al fianco di Sala. Di talenti, anche a Maranello, non ne mancano.