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15 ottobre 2026

Prima di Valentino Rossi? Per Max Verstappen c’era un altro mito della MotoGP, parola di papà Jos

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

15 ottobre 2026

Questo fine settimana, Max Verstappen sfiderà Valentino Rossi a Portimao nell’ultimo round del GT World Challenge Endurance. La sfida delle sfide, eppure per l’olandese prima del Doc c’era un altro mito delle due ruote nella sua vita. Il Corsaro, Max Biaggi, uno dei rivali più accaniti del #46: a spiegare in che modo, qualche anno fa fu Jos Verstappen

Foto di copertina: Ansa

Prima di Valentino Rossi? Per Max Verstappen c’era un altro mito della MotoGP, parola di papà Jos

Prima di Valentino Rossi, nella vita di Max Verstappen c’era un altro mito della MotoGP: Max Biaggi. Non come tifo o ispirazione, o per via di quel #3 che entrambi condividono, ma come motivazione dietro quel nome corto e potente. A spiegarlo fu Jos Verstappen nel 2003, quando il futuro campione del mondo aveva appena cinque anni. In un’intervista a Motorsport.com ripescata dai ragazzi di Memas GP, l’olandese aveva chiarito che quel nome avesse una storia ben precisa. “È stata mia moglie a sceglierlo. Credo che l’abbia chiamato così più in onore di Max Biaggi, pilota italiano di MotoGP. Inoltre, voleva un nome forte, un nome breve, e penso che Max sia perfetto”.

Biaggi, il Corsaro, uno dei rivali più accaniti di Valentino negli anni Duemila. Le loro battaglie dentro e fuori la pista hanno tenuto tutti col fiato sospeso, entrate di diritto nella storia della MotoGP. E adesso, vent’anni dopo, Max si trova ad affrontare proprio Rossi, il grande avversario di Biaggi. Quasi un cerchio che si chiude.

Valentino Rossi Max Biaggi MotoGP
Valentino Rossi e Max Biaggi sul podio del Mugello, nel 2004. Ansa

Ma la MotoGP non è l’unico mondo che ha segnato la vita di Max, cresciuto a pane e motori. Sua madre, Sophie Kumpen, era una pilota di kart di livello internazionale, tanto da sfiorare la vittoria del campionato europeo e vincitrice del trofeo Andrea Margutti - la gara di kart più antica del mondo - nel 1995. Jos, invece, ha corso in F1 e ha avuto come compagno di squadra Michael Schumacher agli inizi della sua carriera. Un legame che è diventato quasi familiare: Max e Mick Schumacher, figlio di Michael, sono cresciuti insieme, condividendo l’amicizia e la passione per le corse.

Per l’olandese, insomma, le corse non erano una scelta, ma un destino. Già a partire dal nome, prima dei kart e della F1. E adesso pure le GT,  dove si ritroverà faccia a faccia con un altro gigante di quel mondo a lui legato. In pista con Valentino Rossi, infiammando Portimao al volante della stessa categoria di vetture, uno su una BMW e l’altro sulla sua Mercedes, entrambe GT3. La sfida delle sfide, insomma, approfittando dell’unico weekend libero di questo periodo offerto dalla F1. 

“Spero di riuscire a incontrarlo”, ha raccontato Verstappen alla vigilia del weekend, subito dopo l’annuncio della sua partecipazione al round portoghese del GT World Challenge. “È un tipo davvero in gamba, quindi mi piacerebbe salutarlo e scambiare due parole con lui”. Ma in pista l’obiettivo è uno: “Spero di non vederlo durante la gara. Normalmente sarebbe un buon segno”. Rossi, invece, ha scherzato: “Sarà bellissimo correre contro di lui. Cioè, sarà un problema perché è fortissimo”.

Il destino, a volte, sa come farci divertire. Max Verstappen, chiamato così in onore di Max Biaggi, si ritrova oggi a sfidare Valentino Rossi, il rivale storico del Corsaro. Un incrocio tra F1 e MotoGP che sembrava impossibile, ma che è diventato realtà fuori da quei due mondi. E chi lo avrebbe mai detto, vent’anni fa, che quel bambino di cinque anni avrebbe un giorno gareggiato contro il Doc.

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Foto di copertina:

Ansa

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