Prima di Valentino Rossi, nella vita di Max Verstappen c’era un altro mito della MotoGP: Max Biaggi. Non come tifo o ispirazione, o per via di quel #3 che entrambi condividono, ma come motivazione dietro quel nome corto e potente. A spiegarlo fu Jos Verstappen nel 2003, quando il futuro campione del mondo aveva appena cinque anni. In un’intervista a Motorsport.com ripescata dai ragazzi di Memas GP, l’olandese aveva chiarito che quel nome avesse una storia ben precisa. “È stata mia moglie a sceglierlo. Credo che l’abbia chiamato così più in onore di Max Biaggi, pilota italiano di MotoGP. Inoltre, voleva un nome forte, un nome breve, e penso che Max sia perfetto”.
Biaggi, il Corsaro, uno dei rivali più accaniti di Valentino negli anni Duemila. Le loro battaglie dentro e fuori la pista hanno tenuto tutti col fiato sospeso, entrate di diritto nella storia della MotoGP. E adesso, vent’anni dopo, Max si trova ad affrontare proprio Rossi, il grande avversario di Biaggi. Quasi un cerchio che si chiude.
Ma la MotoGP non è l’unico mondo che ha segnato la vita di Max, cresciuto a pane e motori. Sua madre, Sophie Kumpen, era una pilota di kart di livello internazionale, tanto da sfiorare la vittoria del campionato europeo e vincitrice del trofeo Andrea Margutti - la gara di kart più antica del mondo - nel 1995. Jos, invece, ha corso in F1 e ha avuto come compagno di squadra Michael Schumacher agli inizi della sua carriera. Un legame che è diventato quasi familiare: Max e Mick Schumacher, figlio di Michael, sono cresciuti insieme, condividendo l’amicizia e la passione per le corse.
Per l’olandese, insomma, le corse non erano una scelta, ma un destino. Già a partire dal nome, prima dei kart e della F1. E adesso pure le GT, dove si ritroverà faccia a faccia con un altro gigante di quel mondo a lui legato. In pista con Valentino Rossi, infiammando Portimao al volante della stessa categoria di vetture, uno su una BMW e l’altro sulla sua Mercedes, entrambe GT3. La sfida delle sfide, insomma, approfittando dell’unico weekend libero di questo periodo offerto dalla F1.
“Spero di riuscire a incontrarlo”, ha raccontato Verstappen alla vigilia del weekend, subito dopo l’annuncio della sua partecipazione al round portoghese del GT World Challenge. “È un tipo davvero in gamba, quindi mi piacerebbe salutarlo e scambiare due parole con lui”. Ma in pista l’obiettivo è uno: “Spero di non vederlo durante la gara. Normalmente sarebbe un buon segno”. Rossi, invece, ha scherzato: “Sarà bellissimo correre contro di lui. Cioè, sarà un problema perché è fortissimo”.
Il destino, a volte, sa come farci divertire. Max Verstappen, chiamato così in onore di Max Biaggi, si ritrova oggi a sfidare Valentino Rossi, il rivale storico del Corsaro. Un incrocio tra F1 e MotoGP che sembrava impossibile, ma che è diventato realtà fuori da quei due mondi. E chi lo avrebbe mai detto, vent’anni fa, che quel bambino di cinque anni avrebbe un giorno gareggiato contro il Doc.