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28 giugno 2026

Ci volevano Assen, Aprilia, Ogura e una folle domenica torrida per rivedere un giapponese vincere in

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

28 giugno 2026

Tre Aprilia davanti a tutti, con Ai Ogura che riporta il Giappone sul gradino più alto della massima categoria delle corse in moto 22 anni dopo Tamada. Per Noale, però, è stata una giornata anche tremenda, visto il bruttissimo volo di Marco Bezzecchi. Grande sfortuna per Pecco Bagnaia, tradito dai freni alla sua prima da papà...
Ci volevano Assen, Aprilia, Ogura e una folle domenica torrida per rivedere un giapponese vincere in MotoGP! Paura Bezzecchi, sf*ga Pecco e miracolo Diggia

Prendete una moto italiana, una squadra americana, un leggendario circuito in Olanda e un giovane pilota giapponese, mescolate tutto con l’asfalto rovente di una anomala domenica torrida e, poi, sentite che gusto pazzesco ha Assen 2026. Non ve lo dimenticherete più. Sì, dopo l’ultima volta con Tamada (era il 2004), Ai Ogura ha riportato il Giappone sul gradino più alto del podio in MotoGP e lo ha fatto nel circuito dei circuiti, in quella Assen che è la storia delle corse e che, come chiunque riconosce da sempre, distingue i campioni veri dai piloti vincenti. Il giapponese, ormai non è una novità, è in crescita costante dallo scorso anno. E in crescita è stata anche la gara di cui s’è reso protagonista oggi: soliti primi giri d’attesa e di studio, poi giù tempi martellati fino a riprendere Raul Fernandez e prima Jorge Martìn (che aveva provato la fuga).

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“Sicuramente è un giorno speciale – ha detto Ogura senza scomporsi di un millimetro fino a quando a fargli la domanda non è stato Matteo Baiocco – La gara, però, per noi non è stata semplice. Ora ho già prenotato per un tatuaggio (evidentemente tra Ogura e Baiocco c’era stata una scommessa). Durante la gara ho avuto un piccolo problema all’abbassatore e ho dovuto fare una rimonta, tanto che fino a che non sono arrivato a Raul non ero sicuro di farcela. Però sapevo che non era impossibile. Con l’abbassatore potrei aver combinato qualcosa io, ma alla fine è tornato tutto normale e è andato tutto bene. Ora vorrei tantissimo girare a Imola, amo quella pista e questa è la mia richiesta”

Per Trackhouse, dunque, è un’altra doppietta, questa volta in una gara lunga. E anche questo non succedeva dal 2004 a una squadra non ufficiale, quando la Honda satellite piazzò due piloti davanti a tutti. Il capolavoro l’hanno fatto Ai Ogura e Raul Fernandez, ma è giusto pure dire che il capolavoro totale, quello che si vede di meno ma c’è, l’ha firmato Davide Brivio: il Re Mida delle corse in moto che trasforma in oro tutto ciò che tocca. "Io voglio solo ringraziare Davide e Aprilia - ha detto Fernandez dopo la vittoria nella Sprint di ieri - oggi l'obiettivo poteva essere fare podio e l'abbiamo fatto. Dopo aver superato Jorge Martìn ho provato a prendere Ogura, ma lui è stato bravissimo, nessuno risce a capire come fa a fare quei finali di gara. Chapeau".

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Dopo il tremendo spavento per il bruttissimo volo di Bezzecchi, la squadra ufficiale Aprilia può, per quanto possibile, fare comunque festa grazie al terzo posto di Jorge Martìn, che adesso è leader del mondiale con sette punti di vantaggio su Marco Bezzecchi. "Io, prima di ogni altra cosa, voglio mandare tutta la forza possibile a Marc Bezzecchi, non è bello vedere un pilota cadere così e so cosa significa - ha detto Martìn ai microfoni di Sky - Oggi ero veramente stanco, complimenti a Ogura e Fernandez. Sono primo in classifica generale? Sì, oggi mi sono sentito bene e abbiamo fatto un passo avanti, ma manca ancora qualcosa. Io non sono al cento per cento fisicamente, ma dobbiamo fare uno steppettino in generale".

Se è vero che i tre davanti hanno fatto una gara a parte, dimostrando che l’RS-GP è la moto da battere, non è che dietro sia mancato lo spettacolo. Finchè un problema ai freni non lo ha tagliato fuori, tra i protagonisti della bagarre c’è stato Pecco Bagnaia, che poi ha dovuto lasciare ai giochi a Pedro Acosta (poi costretto al ritiro da un problema fisico), a Marc Marquez, Alex Marquez, Fabio Di Giannantonio e Enea Bastianini. A spuntarla, alla fine, è stato il pilota romano del Team Pertamina Enduro VR46, dimostrando di essere il più in forma tra i piloti Ducati e di meritare il posto che ha nella classifica generale. Di Giannantonio ha ingaggiato una gran battaglia con Marc Marquez, con i due che si sono hanno toccati e il Diggia costretto a un long lap per aver ecceduto i limiti della pista. E’ rientrato, ha recuperato e poi è andato a riprendersi prima lo stesso Marc Marquez e poi anche Alex, che nel frattempo sembrava aver preso il largo, conquistando così la quarta piazza. Quinto posto per Alex Marquez e sesto un ottimo Enea Bastianini, dopo la penalità di una posizione comminata a Marc Marquez. Chiudono la top 10 Fabio Quartararo, Brad Binder e Alex Rins.

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La classifica del GP di Assen 2026

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