Sabato di Q2 e Sprint ad Assen. Francesco Bagnaia chiude rispettivamente al quinto e settimo posto. Nella Sprint sconta la penalità di una posizione per aver pizzicato il verde all'ultima curva, che tuttavia a suo modo di vedere era l’unico modo per non travolgere Jorge Martin. Bagnaia ride, scherza, parla del figlio che gli nascerà ad agosto. In breve, si presenta ai giornalisti sereno e fiducioso come non lo vedevamo da tempo.
Com’è andata oggi? È sembrato che forse avresti potuto fare qualcosa di più.
“Sì, più che altro con una miglior partenza. Ho rischiato di fare una jump start. Ero troppo pronto per la partenza. Stavo rilasciando la frizione mentre il semaforo era ancora rosso, quindi ho dovuto riprenderla e, non appena l’ho rilasciata di nuovo, la moto è stata un po’ troppo aggressiva e si è impennata: è stato un mio sbaglio. Questo semaforo è sembrato durare veramente tanto, così come tutta la procedura da quando siamo arrivati in griglia. Forse ero un po’ agitato, devo stare più calmo (sorride). Peccato perché penso che il potenziale fosse molto alto, molto più di così: oggi sarei stato in grado di lottare con Raul e Ai, ma con quella partenza è stato impossibile. Per il resto, tutto il weekend è andato, il ritmo era buono, giravo forte”.
Però c’è stato un bel duello con Marc Marquez.
“Marc non è stato facile da superare. All’inizio ci ero andato vicino, ma c’è stato un momento tosto: alla curva 6 ci siamo trovati davvero troppo vicini e io ero quasi sull’erba. Non è stato un momento facile (ride). Dopo aver passato Marquez sono riuscito ad arrivare a Martin, ma era troppo tardi. Per domani dobbiamo risolvere un piccolo problema di vibrazioni a sinistra quando sono in curva 7 e 15, ma per il resto il ritmo è buono e secondo me con la media siamo molto forti”.
Poi c’è stato quel piccolo errore all’ultimo giro che ti ha tolto una posizione.
“Sì, lo definirei più un errorino eh. Il problema è che stavo per tamponare Martin, lui era in carena e infatti mi sono un po’ alzato anche. Lui è uscito piano dalla curva e io ero veramente vicino a tamponarlo, ho dovuto chiudere un po’. In realtà non ho neanche preso il verde veramente, perché la gomma era più di metà sul cordolo, però il sensore lì è molto vicino e ed è scattato, purtroppo. Credo che questa penalità sia un po’ al limite. Di fatto è stata una manovra di sicurezza e non ho toccato il verde completamente: forse dovremmo riconsiderare la norma per casi di questo tipo”.
Sembra che quest'anno le Sprint stiano andando meglio: come mai?
“Forse mi ci sono voluti due anni per capire cosa fare nella sprint: se mi rendo conto che posso farcela spingo, ma se capisco che è meglio accontentarsi, cerco solo di finire la gara. Prima non era sempre così, a volte spingevo troppo e penso che i punti fatti nelle Sprint fino ad ora mi sarebbero bastati per vincere il titolo nel 2024. È comunque un miglioramento. Forse il fatto di diventare papà mi rende più maturo”.
Hai ritrovato feeling con la moto? Hai più voglia di guidarla?
“La voglia di guidare non è mai andata via e il feeling non l’ho ritrovato, lo abbiamo ricostruito e ancora non siamo al 100% ma ci stiamo lavorando. Questa è una pista dove io mi trovo sicuramente meglio di Marquez ad esempio: oggi lo vedevo da dietro, non riusciva a guidare in modo molto fluido e pulito, ma è tosta anche per me. Ho visto che se riesci a superare subito sei a posto. Nel momento in cui ti trovi un po’ dietro diventa veramente difficile. Oggi ho perso troppi giri proprio per superare Marc, poi era rimasto poco tempo, solo sei giri: due tre giri per prendere Martin e dopo sono rimasto lì perché perdevo troppo in curva 7 e nella 15, non riuscivo ad arrivargli veramente attaccato”.
Come hai trovato la partenza con l’abolizione dell’abbassatore anteriore?
“Partiamo tutti più forte di prima: il tempo è più lento, però c’è più margine per far bene, quindi tutti partono meglio. Però ad esempio oggi ho visto Quartararo arrivare alla prima staccata e ho pensato 'se fa anche solo un errorino ne butta giù due o tre un’altra volta”, quindi per me non è più sicura così”.
Si può prendere qualcosa di buono dalla prestazione di Di Giannantonio, visto che è andato forte?
“È stato bravo Diggia! Soprattutto nel primo giro è stato bravo. Secondo me a livello di guida siamo allo stesso livello, riusciamo anche noi ad essere così veloci. Fino ad oggi lui guadagnava un po’ su di me nel terzo settore, però parliamo di pochissimo, anche perché è più difficile fare la differenza in questa pista. Siamo tutti molto attaccati”.
Sulla qualifica cosa ci racconti?
“Quando sono entrato, la prima volta avevo Marc e Acosta attaccati e non ho voluto fare un giro al 100%. Non volevo tirarli così avanti e dargli la scia. Mi sono fermato prima, ho fatto il secondo time attack dando il 100%: però qua la gomma dura un giro, quindi il tempo bisogna farlo subito. Forse ero messo meglio ieri come feeling quindi forse dobbiamo capire cosa possiamo fare per ritornare come eravamo ieri”.