Ci ricordiamo tutti delle polemiche sul Villaggio Olimpico di Parigi 2024. I letti di cartone, il caldo a causa della mancanza dell'aria condizionata, le file chilometriche per la mensa. Quello di Milano Cortina riuscirà a fare di meglio? Non ci vuole molto, ma per ora sembra di sì. E non lo apprendiamo tramite interviste, inviati o comunicati stampa, ma dagli atleti stessi. È la comunicazione 4.0, dove gli sportivi diventano ufficio stampa di se stessi e mostrano la loro vita al Villaggio Olimpico tramite dei video su TikTok. Contenuti quotidiani, che si allontanano e allo stesso tempo si affiancano alla comunicazione ufficiale dei Giochi. Semplici, spontanei, girati con lo smartphone, gli atleti sembrano dei ragazzi in gita scolastica, peccato che fra qualche giorno gareggeranno per la medaglia.
Basta poco per farli contenti, del resto l'Italia si sa, per gli stranieri è una sorta di mito. E allora via ai video con in sottofondo “Sarà perché ti amo” e “Che la luna mezzo mare”. Ovviamente la parte più apprezzata è la mensa. La pattinatrice olandese Jutta Leerdam e il fondista sudafricano Matt Smith ci portano a pranzo, fra pizze, lasagne e forme di parmigiano, nella mensa aperta anche la notte e con una vastissima scelta. A spopolare poi le recensioni dei dolci, la giocatrice di hockey canadese Natalie Spooner dà solo un 6 alla torta di mele, un po' meglio la torta della nonna che si becca un 7 su 10. Torna anche il famoso muffin al cioccolato, secondo molti l'unica delizia della mensa di Parigi.
Poi i room tour, le stanze del Villaggio di Milano sono piccole ma hanno tutto il necessario. Decisamente migliori quelle di Livigno, grandi, con il parquet e la vista sulle montagne. Questa volta niente letti di cartone. “Sembra bello” dice la danzatrice sul ghiaccio Phebe Bekker picchiettando sul legno del letto. Ma il vero shock culturale è, ovviamente, la presenza del bidet. La giornalista statunitense Alicia Lewis ad esempio non riesce ancora a capire bene come funziona: “C'è l'acqua che scende dall'alto, pensavo che in un bidet l'acqua dovesse schizzare dal basso...”. Infine le aree relax, la spa e le tante attività collaterali. Addirittura la pattinatrice di velocità canadese Brooklyn McDougall racconta che c'è anche la possibilità di occuparsi di una pianta e prendersene cura per tutto il soggiorno in Italia.
Qualche polemica è nata dall'aspetto esterno del Villaggio di Milano. “Sembrano i dormitori della Germania Est”, dice qualcuno, criticando l'aspetto minimalista e “grigio” dello stabile, che dopo i Giochi è destinato a diventare uno studentato. Ma le impressioni in generale sono positive, e i video dal Villaggio Olimpico sembrano la rivincita di quelli parigini. Gli atleti sono entusiasti, del resto anche per loro è l'esperienza della vita, e lo mostrano con dei video quotidiani e informali. L'Italia è bella, è un sogno, e il Villaggio Olimpico ne è una porta di accesso. È lo sport della Generazione Z, quella abituata a condividere tutto, anche la vita ai Giochi di Milano Cortina.