Il legamento crociato, quante volte lo abbiamo sentito nominare. Due fasce di legamenti che si incrociano all'interno del nostro ginocchio. Lo tiene fermo, stabile. È così piccolo ma così importante, e anche così fragile. L'infortunio più temuto nello sport. È stato la pietra tombale sulla carriera di molti atleti, nel calcio, nel basket e nello sci. Lindsey Vonn ci è già passata, nel 2014 ha vinto la sua sesta Coppa del Mondo consecutiva in discesa libera nonostante le assenze dovute a un crociato rotto e tre fratture del piatto tibiale. Ora, già oltre i quarant'anni, vuole provare l'impresa.
La discesista più forte di sempre infatti si è rotta il crociato anteriore la scorsa settimana all'appuntamento di Coppa del Mondo a Crans-Montana. Proprio prima dell'Olimpiade di Milano-Cortina. L'ultima della sua straordinaria carriera. E Vonn non ci sta, ha annunciato che gareggerà anche con il ginocchio rotto. Ma come è possibile? Lo abbiamo chiesto al dottor Enrico Castellacci, esperto in ortopedia, traumatologia e medicina dello sport e storico medico della Nazionale italiana di calcio:
Professor Castellacci, come è possibile scendere in discesa libera con un crociato rotto?
Sicuramente è un fatto anomalo. Normalmente quando ci si rompe il crociato l'elemento è così forte che crea processi infiammatori, versamenti di sangue all'interno del ginocchio e così via. Questo di per sé di solito impedisce una qualsiasi ripresa. In questo caso a quanto pare lei si è lesionata al crociato, non sappiamo se completamente o parzialmente, ma non ha avuto sul ginocchio effetti grossolani immediati. Come ad esempio particolare dolore. Oggi poi può avere l'aiuto dei tutori. Ci sono dei tutori in titanio, molto potenti, articolati e che tengono ferma la tibia impedendo il movimento di traslazione anteriore. Impediscono quindi che la tibia vada in avanti, che è quello che succede quando il legamento non c'è più e non può fare più da freno anteriore della gamba. Quindi usando un tutore articolato e sapendo che gli sciatori hanno dei muscoli estremamente potenti, può provare a gareggiare.
Fa bene o fa male?
Da chirurgo le dico, certamente è un rischio. Ma alla domanda specifica potrebbe tentare? Sì, se il ginocchio non è infiammato, è sgonfio, e se usa un tutore potente con la sua muscolatura altrettanto potente il tentativo lo può fare.
Quali sarebbero in concreto i rischi?
Il rischio è che durante la gara non ce la faccia, ma il crociato a quel punto è già rotto quindi tanto... A quel punto poi si opera.
Nello sci è un pochettino più facile rispetto ad altri sport in cui il ginocchio è sottoposto a fenomeni di rotazione. Nel calcio per esempio è più difficile, perché il calciatore ha dei movimenti che implicano una rotazione del ginocchio. Nello sci meno, quindi da questo punto di vista lo sci agevola questo tentativo.
Quindi anche nel calcio si potrebbe giocare con un infortunio del genere?
È molto più difficile giocare con un crociato rotto nel calcio perché i movimenti rotazionali del ginocchio impediscono la stabilità del ginocchio stesso. Ma se dovessi dirle che nessuno ha giocato col crociato rotto le direi una bugia. Ci sono dei giocatori che potenziando tantissimo la muscolatura posteriore della gamba, cioè il bicipite femorale sono riusciti a creare una forza che impediva la traslazione anteriore della tibia. Quindi in qualche modo sopperivano al crociato. Ci sono stati casi di atleti, di giocatori che hanno giocato col crociato rotto. Ma sicuramente in fase cronica, non in fase acuta. Con il ginocchio sfiammato. Qui l'anomalia è che è in fase acuta. Si è appena rotto e cerca di recuperare. Ma se non ha, ribadisco, processi infiammatori, non ha versamenti in atto - cosa anomala ma ci può stare - con un tutore adatto e sfruttando la sua potenzialità muscolare un tentativo lo può fare.
Riguardo i Giochi, ha tenuto banco negli scorsi giorni anche il caso Rebecca Passler, l'atleta di biathlon trovata positiva al doping. Che farmaco è il letrozolo e potrebbe essere stato assunto anche inavvertitamente?
Lì c'è poco da dire, se è stata trovata positiva il doping saranno gli accertamenti a valutarlo. Il letrozolo fa parte di quelle sostanze che nascondono altre sostanze. Poi che l'atleta l'abbia fatto scientemente o no non lo possiamo sapere. Quando ci sono delle regolamentazioni molto precise ed accurate da parte della Wada c'è poco da fare, bisogna attenersi a quelle. Spesso e volentieri queste sostanze vengono prese anche senza dolo. Certamente un atleta deve essere molto attento. Sappiamo che la regolamentazione Wada è molto rigida e ci sono controlli durante le gare e anche controlli a sorpresa. Certamente oggi come oggi è veramente paradossale e assurdo che un'atleta di tipo olimpico si faccia trovare dopata, a meno che non l'abbia preso inavvertitamente. Ma lo deve dimostrare e questo è molto difficile...