La stagione 2026 della Ferrari è ufficialmente iniziata, a Fiorano. Poco dopo le 11.30 Lewis Hamilton è stato il primo a prendere il volante della nuova SF-26, la vettura con cui il Cavallino Rampante spera di riscattare un anno disastroso, senza nemmeno una vittoria. Prima un giro di riscaldamento, poi qualche accelerata: soltanto 15 km a disposizione nell’intera giornata, vale a dire poco più di tre giri per ciascun pilota. Ed è per questo che, una volta finito il suo primo run, Hamilton ha inchiodato in pieno rettilineo, senza effettuare il classico giro di rientro: nessun problema come ipotizzato da qualcuno, soltanto una gestione millimetrica dei chilometri a disposizione in questa prima vera uscita della nuova monoposto.
Nemmeno dieci giri in totale, troppo pochi per fare previsioni e per analizzare il comportamento della macchina, ma sufficienti per apprezzare tantissime differenze a livello di scelte aerodinamiche rispetto ai competitor - seppur da qui a Melbourne vedremo tanti cambiamenti - e per ammirare la bellezza dei colori scelti per questo 2026: un tuffo nel passato, con il rosso accompagnato dal bianco sul cofano motore e intorno all’abitacolo come all’epoca di Niki Lauda. Ironicamente, anche se a Maranello certamente spereranno in risultati ben diversi, viene da pensare che Ferrari abbia scelto di approfittare del trend 2016, con una livrea molto simile a quella della SF-16H guidata da Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, oltre che di ispirarsi alle scelte cromatiche fatte da Ducati sulla GP26, la moto che guideranno Marc Marquez e Pecco Bagnaia al prossimo Mondiale di MotoGP.
Spostata a mano dai meccanici nel box, è servito più di qualche minuto per poter rivedere Hamilton in pista, mentre tutt’intorno il circuito di Fiorano - come sempre accade in queste occasioni - faceva festa. Poi, prima di lasciare l’abitacolo a Charles Leclerc, Sir Lewis è uscito per un’ultima volta e ha completato un altro giro, questa volta un po’ più veloce. Qualche prova, su tutte quelle relative alla nuova aerodinamica attiva, con le ali che in rettilineo si sono alzate e abbassate per più di una volta, oltre a qualche curva un po’ più spinta per ricercare le primissime sensazioni. Tutto secondo i piani stabiliti al muretto, senza alcun intoppo.
Due ore dopo è toccato a Charles Leclerc, con un programma leggermente diverso rispetto a quello del compagno di squadra. Il monegasco ha effettuato due giri di fila senza fermarsi e poi, prima di rientrare ai box, anche una prova di partenza, la prima della stagione.
È iniziato così il 2026 della Ferrari, un anno cruciale per tutti: lo è per la squadra, da troppo tempo a secco di titoli Mondiali, così come per il gruppo di lavoro guidato da Frederic Vasseur - con una monoposto per la prima volta seguita dall’inizio alla fine del ciclo progettuale - e per i piloti, anche se per motivi piuttosto differenti. Da un lato Hamilton, 41 anni compiuti e un futuro pieno di interrogativi, dall’altro Leclerc che, dopo un numero quasi infinito di tentativi, non è ancora riuscito a centrare il sogno di vincere in rosso e si dice stia valutando attentamente tutto ciò che il futuro potrà offrirgli. Sbagliare non è più concesso, altrimenti bisognerà ricominciare per l’ennesima volta tutto daccapo.