Vi sareste mai aspettati di trovare nella stessa frase Enzo Paolo Turchi, il celebre ballerino e personaggio televisivo, marito di Carmen Russo, con capello biondo fluente, icona dell’Italia anni ‘80 e ‘90, e un calciatore tedesco di due metri, appena arrivato alla Juventus nell’ultimo giorno di mercato dell’estate 2026? Potrebbe sembrare impossibile, ma internet c’è riuscito.
Il colpo di genio è del Pancio, all’anagrafe Andrea Panciroli, comico e uno dei maestri italiani del web, che ci ha scritto e prodotto una canzone, addirittura pubblicata su Spotify. Il soggetto è Nick Woltemande, spilungone che di mestiere fa il centravanti, con il fisico da pivot e il baffo alla Tom Selleck. Il brano si intitola “Il Gigante di Brema” ed è oggi una delle tendenze su internet, con milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di video correlati di tifosi, bambini e sportivi che si divertono a interpretare questo giro di cassa che ti entra subito nella testa.
Se chiediamo al Pancio come è nata questa idea, ci apre le porte di in un vocabolario riscritto per il calcio moderno, che inizia alcuni anni fa con la creazione di OCW Sport, un contenitore di intrattenimento dove si parla di calcio e dà spazio alla voce dei tifosi. Una cultura pop della passione sportiva, meno accondiscendente con le istituzioni e più vicina alle emozioni dei tifosi.
Il Gigante di Brema è un brano semplice che nasce dentro un filone più ampio e si identifica nella figura del tifoso fluido. Mi sono accorto che le nuove generazioni vivono il calcio diversamente dai nostri genitori. Non vale più l’espressione che, in Italia, si può cambiare partito politico, lavoro e moglie ma la squadra del cuore no. Il tifoso fluido può vestire più maglie in una stagione, sostenere un calciatore o un pensiero più ampio del gioco. Se ci pensate, anche il Fantacalcio è un modo di seguire il calcio da tifoso fluido. Se sei tifoso dell’Inter ma nella tua squadra in attacco hai Raimondo che fa gol e fa vincere il Frosinone a San Siro, sei contento.
Perché proprio Woltemade?
Il tifodo fluido non si appassiona delle storie facili. Sostenere Lautaro Martinez sarebbe una narrativa più piatta. Il nostro mondo è fatto di carri non di fede calcistica. E allora saliamo più facilmente sul carro di chi ha qualche difficoltà. Woltemade è arrivato con la storia del talento che avevano pagato 90 milioni ma che aveva fallito. Si è presentato con quel baffo e lo stile di una serie televisiva americana anni ‘80, come si fa a non amarlo? L’anno scorso avevamo creato il personaggio di Jonathan David, Jhonny il calabrese. Ma ci sono anche esempi virtuosi come Bobby Malen, il Pistolero Gonzalo Ramos.
L’anno scorso erano andate virali su internet anche altre parole: Cartoggi, Gapassale, Stoppalò. E’ il vocabolario del tifoso fluido.
Potremmo ribattezzarlo cosi! Lo spunto nasce da una considerazione puramente lessicale. Nel 2018, quando con Enzuccio lanciammo il Partito del Piccione, diventò virale su internet l’espressione poesia e gli anni successivi, quando facevo la Goa7 League, successe lo stesso con psicodramma. Essendo però parole reali tutti le facevano proprie. Così ho provato a creare parole di fantasia che non esistevano, ad esempio Cartoggi è la crasi di sulla carta e a oggi. Chi può dirlo di averla inventata se non io?
Il mondo del calcio come reagisce a questo nuovo racconto? Anche perché oggi la presenza dei contenuti che si sviluppano e crescono su internet è sempre più incisiva e alternativa alla tv.
Generalmente bene. E’ capitato che qualche parente di calciatori o addetto ai lavori mi abbia scritto messaggi poco carini. Io cerco sempre di spiegare che sono un comico e quello che dico nei miei interventi e nei monologhi è satira. E’ una iperbole che ha l’obiettivo di far ridere e intrattenere, purtroppo poi c’è sempre quello che nei commenti non capisce ed esagera. Quando, negli anni ‘90, guardavamo Mai Dire Gol, uno dei format per me di maggiore ispirazione, sapevi che quei personaggi erano comici. Oppure il postino di Bruce Ketta a Zelig, il politico calabrese interpretato da Antonio Albanese, sapevi che erano parodie. Lo stesso Zalone crea espressioni anche spinte che hanno l’obiettivo di far ridere. Su Internet però siamo tutti uguali, apriamo un profilo e possiamo pubblicare qualsiasi contenuto. Io non ho un badge che mi riconosce come comico e qualcuno fa confusione anche perché tante persone vivono i social come una vetrina dove raccontare la loro vita. Io, su internet, porto il personaggio, non pubblico mai niente del privato.
Sicuramente ci sono anche calciatori che si divertono.
Sì, ad esempio Bastoni, Raimondo, Favasuli mi scrivono e parliamo, ma io non ho interesse a farmi degli amici nel mondo del calcio, così sono più libero di esprimermi.
Cosa pensi delle parole di De Rossi di qualche settimana fa, quando ha attaccato “quelli con le cuffiette e un microfono...”? Il riferimento era ovviamente ai content creator del calcio.
De Rossi ce l’aveva con una persona precisa, non con tutta la categoria. Poi sono stati i giornalisti a rilanciarla, perché è una battaglia loro contro i content creator. Oggi internet è cresciuta non solo come qualità e diffusione dei contenuti, ma si sta prendendo anche una grande fetta dell’Adv. Forse a qualcuno sta mancando la terra sotto i piedi. Sono 17 anni che lavoro sul web e ho visto modificarsi tante dinamiche, è necessario intuire cosa funziona e intercettarlo. Ci sono giornalisti che hanno fatto cose interessanti su internet, tipo Caressa, o Frank Piantanida che cerca sempre di far dialogare i due linguaggi, ma chi non capisce questo cambio di passo, poi non si chieda perché i negozi di dischi sono in crisi, oppure perché i ragazzi vanno a mangiare da Gucci o da Mollica o Senza e non da Roadhouse.
E’ recente anche un botta e risposta addirittura con il Vice Presidente del Consiglio Matteo Salvini, che ha ripubblicato una parte di un video in cui si esprimeva una critica al Ministro dei Trasporti sull’uso dei social network...
Il problema (così ha risporto Il Pancio con un commento al segretario della Lega) è che il SMM di Salvini ha tagliato la parte più importante del monologo. Così non vale! Parlavo di un Ministro che, mentre il paese affronta problemi enormi e il sud vive situazioni di forte disagio, trova il tempo di festeggiare i suoi 2 milioni e mezzo di follower con un post che, tra l’altro, due minuti dopo è sparito. Mi sembra assurdo dover spiegare una battuta, ma quella sulla tessera elettorale era evidentemente una provocazione comica non una proposta di legge. Si può anche non ridere, ma almeno il video facciamolo vedere per intero.