“100! 100! 100! E’ importante perché è un numero che combina noi con Marc: 100 vittorie sue, 100 vittorie Ducati, al centesimo anno della nascita di Ducati”. Davide Tardozzi, nella sala stampa di Balaton Park, ha quella faccia che non gli si vedeva da un po’. Ride e scherza con tutti e, questa volta, non si trova a farlo con l’amarezza di chi deve commentare l’ennesimo successo di Aprilia. A vincere è stata la Ducati. A vincere è stato Marc Marquez. A vincere è stata una squadra che, anche se quello con i capelli bianchi è lui, dovrà fare i conti con quella pazza voglia che ha ancora di essere lì e mettersi in gioco. “Spero – scherza ancora - che arriveremo anche a 100 campionati. Io non ci sarò più. O magari si faranno anche i 100 anni di Tardozzi, quando probabilmente smetterò di fare questo mestiere. Li mando in pensione tutti quelli che sono nel box”.
Insomma, è stato pilota e adesso ha un ruolo di manager, ma la stanchezza è qualcosa che per ora non lo tocca neanche da lontano. Figuriamoci se può toccarlo dopo un fine settimana come quello di Balaton. “Sappiamo come sono le gare – dice - Siamo partiti con un po' di sfortuna, un po' di problemi, gli avversari sono stati più competitivi all'inizio, però sappiamo anche aspettare. Sappiamo anche che il momento giusto arriva, sappiamo che Gigi Dall'Igna e i suoi ingegneri hanno sempre qualcosa nel cassetto. Per cui, per quanto all'inizio non sembravamo più competitivi come gli scorsi anni, bisognava solo aspettare un attimo. Poi, per carità, sappiamo anche che ci sono delle piste dove comunque soffriremo più di altre”. Ma Tardozzi sembra sapere perfettamente che un conto è soffrire in alcune piste con un Marc Marquez condizionato dagli acciacchi e dai guai fisici e un altro è averlo così, con tutto l’enorme talento che ha espresso a pieno potenziale. “Non me lo aspettavo così in forma qui – ammette - Arrivare dopo il Mugello, fare subito la pole, poi vincere la Sprint e fare il giro veloce e ancora vincere la gara lunga e fare il giro veloce è stato incredibile. Questo è il motivo per cui amiamo Marc Márquez: non finisce mai di stupirci. Detto questo, sappiamo che ancora non è al cento per cento e per noi la cosa più importante è, gara per gara, riportarlo alla sua condizione fisica migliore”.
Il resto del lavoro dovrà farlo il box e dovranno farlo i tecnici di Borgo Panigale. “Marc ha sempre detto che il problema era lui e non la moto – racconta Tardozzi – ma noi dobbiamo prendere atto che sulla moto qualcuno all’inizio è stato più bravo di noi. E’ chiaro che la moto GP non era così poco competitiva, perché Di Giannantonio è sempre stato davanti e è chiaro che Marc ha avuto un problema fisico importante che solo un campione come lui poteva superare e gestire come ha saputo fare lui. Quindi noi siamo molto, molto felici della sua attitudine mentale per il problema, perché conosciamo perfettamente che cosa ha passato, che cosa ancora non ha recuperato. Vedere un campione così che non molla mai è uno stimolo per tutti. Marc secondo me non si è nascosto e non ha giocato a mettere le mani avanti: racconta quello che sente a livello fisico. Poi dopo c'è un altro Mark che gli dice: puoi fare anche di più. Quindi secondo me Marc racconta la verità, ma lui riesce mentalmente a gestire delle situazioni come a altri non riuscirebbe”. Ma la domanda, adesso, è una sola: basterà?
C’è un obiettivo che è pure un sogno, visto che un pilota Ducati – quel Pecco Bagnaia che ora è ai saluti – in passato ha già dimostrato che la combinazione perfetta tra moto e pilota può portare anche a rimonte che sembrano impossibili sulla carta. “Al mondiale MotoGP ci penseremo più avanti – taglia corto Tardozzi - In questo momento, ribadisco, vogliamo che torni a posto perché Marc è stanchissimo. Ha ancora qualche problema. Poi lo conosciamo chi è Marc Márquez e sappiamo come, quando sarà a posto e noi avremo la moto competitiva, andranno a finire le gare. Ora godiamoci questo momento. E’ importante dopo un inizio di stagione problematico, perché dimostra che Ducati non molla, dimostra che Gigi e gli ingegneri hanno sempre qualcosa. Abbiamo avuto un upgrade aerodinamico qui che ha funzionato. Sicuramente nel box c'è il clima migliore, la collaborazione dei piloti è eccezionale secondo me, perché vedere Pecco e Marc che collaborano, per me è un piacere. Ciò che mi fa guardare il futuro con fiducia è l'ambiente, il box e la fiducia che abbiamo nella velocità dei piloti”. L’ex pilota e oggi manager Ducati non lascia indietro Bagnaia, pur non nascondendo di essere, ormai, innamorato perso di Marc Marquez. “Pecco – dice ancora – ha fatto tre podi consecutivi, anche se uno, quello di Barcellona, un po’ fortunoso. Significa che si sta ricostruendo la velocità che aveva due anni fa e credo che stia arrivando a un setup della moto ideale: mi aspetto un Pecco molto, molto competitivo a Brno”.