Il 2026 di Fabio Quartararo inizia male. Anzi, malissimo: caduta ad alta velocità in Curva 5 e test di Sepang già finiti, come deciso insieme a Yamaha per cercare di essere al 100% a Buriram. Eppure, a sentirlo parlare al termine della giornata, il problema più grande non sarebbe né il dito né l’impossibilità di scendere in pista per gli ultimi due giorni di test, quanto la moto. Nonostante il nuovo V4, infatti, la M1 è ancora lontana dalle altre moto e, senza mezzi termini, Fabio ce l’ha raccontato una volta arrivato in sala stampa: “Per fortuna abbiamo fatto i due giorni di prove nello shakedown dove abbiamo provato tutto quello che dovevamo provare. Nella caduta ho perso l’avantreno molto presto, quindi abbastanza velocemente. L’impatto è stato forte, ma poi è stato anche il rotolare forte nella ghiaia. Ero un po’ stordito, ma per fortuna sono solo poche cose. Faremo un controllo tra domani e dopodomani a Barcellona”.
La voce è sconsolata, consapevole che probabilmente ad attenderlo c’è un altro anno tosto: “Non posso dire di essere fiducioso, perché abbiamo visto quanto soffriamo”, spiega Fabio. “Vediamo che i nostri tempi sul giro non sono molto buoni. L’unica cosa che posso fare è dare il massimo, cercare di guidare al mio livello migliore e, qualunque sia la posizione, cercare di fare il meglio possibile”. A causa della caduta è mancato il confronto diretto con gli altri avversari, ma il valore della nuova Yamaha rispetto alle altre moto sembra piuttosto chiaro: “Già dal primo giorno abbiamo visto che gli altri sono forti, hanno realizzato tempi incredibilmente veloci. Quindi sappiamo dove siamo e sappiamo che siamo molto lontani, ma dobbiamo accettarlo e lavorare duro. È l’unica cosa che possiamo fare”.
La M1 - quantomeno per ora - fatica, ma il francese è sicuro di essersi già adattato allo stile di guida richiesto dal nuovo motore: “Ho capito subito dove dovevo cambiare, dove dovevo adattarmi in modo diverso. Però penso anche che la nostra V4 non sia esattamente come le altre. C’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto in inserimento, trazione, elettronica, grip, potenza; ci sono molte cose da sistemare”.
Tornato in sella per l’ultima ora e mezza della giornata nonostante gli acciacchi, il francese è stato poi anche fermato da un problema tecnico. Dalla moto è uscito del fumo, ma nulla avrebbe a che fare col nuovo motore: “Non lo abbiamo rotto, abbiamo avuto un problema di elettronica. Ho visto anch’io una foto con il fumo, ma non era il motore e per fortuna era alla fine di questo pomeriggio. Sta di fatto che anche nel pomeriggio siamo riusciti a fare solo pochi giri”. Un inizio disastroso, l’esatto opposto di ciò che sarebbe servito. E alla vigilia di una stagione cruciale, nonostante ogni cambiamento la fatica sembra essere la stessa che ha caratterizzato gli ultimi anni.