A Singapore, buona parte della gara si deciderà nei primi metri, gli stessi che finora hanno penalizzato Max Verstappen e molto spesso, invece, hanno favorito la Ferrari. Accanto all’olandese, che a Marina Bay si è preso la cinquantesima pole position in carriera, ci sarà infatti Charles Leclerc, in prima fila con un giro al limite dall’inizio alla fine. Dietro di loro, con l’auspicio di ripetere la partenza fulminea della Sprint Race che l’aveva visto passare dalla sesta alla terza posizione, Lewis Hamilton.
Due Ferrari a caccia della Red Bull di Max, che finora ha dominato il fine settimana prendendosi pole Sprint, vittoria al sabato mattina e pole position al pomeriggio, senza concedere quasi nulla agli avversari. L’unica sua sbavatura è arrivata nella partenza della Sprint, rimasto piantato allo spegnersi dei semafori e infilato da George Russell.
Non è la prima volta che accade in stagione, con un feeling ancora da perfezionare con la sua RB22 in quei frangenti. Lo sanno bene sia Leclerc che Hamilton, consapevoli di avere davanti a sé una grossa occasione, forse la più ghiotta in ottica gara considerato il passo e la velocità della Red Bull.
Il monegasco, nonostante la prima fila conquistata, non ha avuto un sabato semplice. A Sky Sport F1 ha raccontato di aver “disconnesso un po’ il cervello” nel Q3, dopo un Q1 e un Q2 complicati, con la SF-26 che in frenata tirava verso sinistra: “Cercare gli ultimi decimi era difficile, non avevo fiducia in frenata. Ho spinto un po’ di più ed è andata meglio. È stato comunque un buon giro”.
Il piano per domani, a questo punto, è uno solo e il monegasco lo racconta senza giri di parole: “Non penso che avremo abbastanza velocità per sorpassare in rettilineo, Red Bull va troppo forte. O la passiamo in partenza o sarà molto difficile”.
Dall’altra parte c’è un Verstappen che conosce Charles da una vita e che non lo nasconde. La mente, inevitabilmente, va a quelle scintille che segnarono l’inizio della loro rivalità, poi ritrovata nel grande Circus: “All’epoca c’erano diversi piloti che sembravano avere grandi possibilità di arrivare in F1 e Charles era decisamente uno di questi. Abbiamo condiviso parecchie prime file insieme, è bello essere ancora qui”. Poi, però, l’attenzione va proprio a quelle partenze: “Per me sarà la parte più importante. Sappiamo che non è stato il nostro punto di forza ultimamente, quindi dobbiamo lavorarci per domani”.
Specie a Singapore, di avvii con grandissima tensione la storia recente ne ricorda uno molto preciso. Era il 2017: Vettel scattava in pole con Verstappen subito accanto e Raikkonen alle spalle di entrambi. Posizioni invertire, ma sempre Ferrari contro Red Bull. Una volta spenti i semafori Sebastian chiuse a sinistra l’olandese, mentre Kimi stava provando a infilarsi. I due si toccarono, con Max che perse il controllo della sua macchina e finì contro lo stesso Vettel. In pochi secondi, tre macchine erano già fuori.
Verstappen, a fine gara, non ci girò intorno: si disse contento che si fossero ritirati anche i due ferraristi e non solo lui, ritrovatosi stretto in mezzo a un sandwich senza colpe. Ne approfittò Hamilton, che prese il comando e vinse davanti a Ricciardo, con Bottas sul gradino più basso del podio.
Sarà proprio quella la fase di gara che più di tutte sarà al centro dei riflettori domani. Una Red Bull e una Ferrari di nuovo in prima fila, con un’altra SF-26 subito alle spalle. Tre piloti con lo stesso obiettivo: uscire in testa dopo la prima curva. Verstappen per impostare il ritmo e fare il martello, Leclerc ed Hamilton per provare quantomeno a giocarsela, potendo attaccare in due contro il solo olandese. Non male come inizio di GP.