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5 dicembre 2022

Ducati risponde di cattiveria alle critiche sul peso (ma ha un problema in casa!)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

5 dicembre 2022

Se si corresse con le moto di serie, così come escono dai saloni, le Ducati sarebbero comunque le più veloci.Ne è convinto Stefano Foti, che s’è letteralmente stufato dell’ormai infinito dibattito sulla necessità di introdurre la regola del peso minimo tra moto e pilota. Per il responsabile del Team Aruba così non si rende il giusto merito a Bautista e Ducati, ma in MotoGP è proprio un ducatista a sostenere che invece quella regola riporterebbe equità
Ducati risponde di cattiveria alle critiche sul peso (ma ha un problema in casa!)

Quando vinceva Rea nessuno diceva nulla, ora vince Bautista e si tolgono i meriti a lui e Ducati. E’, in estrema sintesi, il commento di Stefano Foti, responsabile del team Aruba in Superbike, per provare a mettere fine alla telenovela sull’introduzione di un peso minimo moto e pilota. Perché l’infinito dibattito aperto da Scott Redding, ormai, rischia di far passare in secondo piano i meriti di Bautista e degli ingegneri di Borgo Panigale, che hanno messo a punto una moto praticamente imbattibile e superiore a quelle della concorrenza.

“Bisogna sempre riconoscere i meriti di chi vince – ha detto Foti ai colleghi di GPOne - Tanto di cappello quando è stato Rea a farlo. In quegli anni non ci lamentavamo, puntando il dito contro di lui, ma lavoravamo per migliorare e quest'anno, con l'arrivo di Álvaro, abbiamo raggiunto il massimo perché il suo stile di guida si adatta perfettamente alla nostra moto”. Non è, quindi, una questione di peso, o comunque non solo, con Bautista che ha più volte spiegato che in effetti essere leggeri può aiutare in termini di velocità di punta, ma diventa un limite nei corpo a corpo o in situazioni di scarso grip.

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Vantaggi e svantaggi che alla fine si equivalgono e che non giustificano, quindi, il voler far passare il mondiale vinto da Ducati e dal Team Aruba come qualcosa di fin troppo facile e inevitabile. “Il regolamento è già stabilito e dice che il peso minimo per moto più pilota sarà introdotto nel 2024 – ha proseguito Foti - Dopo questa decisione si è valutato se anticipare questa norma al 2023. Vedremo cosa succede, se si deve trovare un compromesso non può essere a senso unico. Le SBK hanno già un peso minimo elevato, parliamo di 168 kg, il più alto di tutte le competizioni motociclistiche: aggiungere più chili peggiorerebbe la sicurezza in caso di caduta. Dicono che in Moto3 e in altre categorie funziona la regola della moto più il peso del pilota, ma parliamo di moto molto più leggere. Non è colpa della Ducati se ha costruito una moto ad alte prestazioni, potremmo anche proporre di correre tutti con la moto di serie e vedere come va a finire”.

Nelle parole di Foti c’è la certezza che la V4R, anche senza alcuna modifica e così come uscirebbe dal salone, andrebbe più forte di Yamaha, Honda, BMW e delle altre concorrenti in Superbike. Con il dibattito  sul peso minimo tra moto e pilota che, però, in MotoGP ha tra i più attivi sostenitori dell’introduzione di una nova regola proprio un ducatista. Luca Marini, infatti, si è più volte schierato dalla parte di Scott Redding, dichiarando che anche in MotoGP, per una questione di equità, si dovrebbe lavorare a una regola che prevedesse un peso minimo. “Inutile negarlo – ha detto Marini – anche in MotoGP chi è di stazza più grande soffre più dei piloti che invece hanno una corporatura più minuta”.

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