Crossover tra due e quattro ruote, ma non solo. A prendersi la scena del primo giorno in pista a Barcellona è l’uomo che non ti aspetti: Marc Marquez, che dopo la vittoria a Balaton si è concesso una giornata tra i mostri della F1. E lo ha fatto da assoluto protagonista nel box dell’Audi, con le telecamere tutte puntate su di lui.
Prima segue attentamente la sessione, poi si cala nell’abitacolo della R26. Non senza problemi, però: “Sì, mi sono seduto nella monoposto, ma il sedile era fatto per una persona alta un metro e novanta, quindi non riuscivo a vedere praticamente nulla!”, ha scherzato lo spagnolo a Sky Sport. La seconda volta in una F1 non è andata come sperava, ironicamente, lui che nel 2018 provò al Red Bull Ring una Toro Rosso insieme a Dani Pedrosa, oltretutto andando forte.
Una volta sceso dalla vettura fa qualche chiacchiera con Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg, poi si lascia andare a un commento - sempre a Sky Sport - sui giovani in MotoGP e F1, velocissimi, tra cui il nostro Kimi Antonelli: “A volte è meglio accettarlo. Alla fine arrivano ‘ragazzini’ come Acosta, Aldeguer, di 10-12 anni più giovani [nelle competizioni, ndr]. Hanno una grinta diversa, è il processo naturale di un atleta, è successo a tutti, proviamo a lavorare per essere duri”.
Oltre che negli ultimi anni, Marc l’ha fatto in Ungheria, prendendosi una vittoria clamorosa peraltro ancora alle prese con il recupero dopo l’infortunio alla spalla. E una settimana dopo si è preso la scena nel paddock del Montmelò, tra una risata e l’altra. A fargli compagnia tra i protagonisti di giornata, però, c’è anche un italiano (che non è Antonelli): Leonardo Fornaroli, campione di F2 nel 2025 che, alla prima uscita ufficiale sulla McLaren del 2026, in FP1, ha piazzato la macchina in quinta posizione.
Un esordio di altissimo livello, per lui che è parte del programma giovani di Woking: “Ero molto emozionato e così anche mio papà, che mi guardava nel garage”, ha raccontato una volta tornato ai box al termine della sessione. “Ovviamente, prima di scendere in pista ero un po’ nervoso. Comunque era la prima volta che guidavo insieme a dei piloti che fino a poco tempo fa vedevo in televisione. Continuavo a guardare i loro onboard e a dire ‘Mamma mia, questi sono dei fenomeni!’. Trovarti lì, in pista, a pochi metri, è stata un’emozione incredibile”.
È stata una prima uscita che l’ha lasciato senza parole, specie per la differenza che c’è tra questa monoposto (ma non solo) e quella che ha guidato lo scorso anno: “È pazzesco, soprattutto con la macchina dei TPC, che andava ancora più forte di questa, specialmente in curva. Va quasi 10 secondi più forte rispetto alla Formula 2, quindi ci vuole un po’ di tempo per abituarti. I primi giri sono sempre scioccanti e lo sono stati anche questi, perché la macchina ha tanta potenza in più, con l’elettrico che ti aiuta, ma quando la capisci è bellissima”.
Tutto è filato liscio e, alla fine, Leo si è preso parecchi complimenti. “Sono molto contento di com’è andata”, afferma prima di spiegare il programma svolto in pista. “Oggi l’obiettivo era aiutare la squadra, dando loro i migliori dati possibili. Abbiamo fatto tanti test aerodinamici all’inizio e poi verso la fine ci siamo concentrati un po’ di più sulla prestazione. Ho avuto pochi giri prima di montare la gomma rossa per cercare di adattarmi alla macchina, che comunque è molto diversa da quella che ho provato nei test TPC. In ogni caso, mi sono trovato subito abbastanza bene. Spero di aver fatto un buon lavoro e di aver completato tutti i test di cui avevamo bisogno”.
L’ha fatto, basta guardare l’espressione di Andrea Stella quando l’ha salutato dopo la sessione. Un primo “test ufficiale” importante, anche in ottica futura, da cui è uscito alla grande.
Chi invece ha terminato la giornata staccato dai primi due, Lando Norris e George Russell, è Kimi Antonelli. Paga quasi sei decimi dai due inglesi, ma nessun grosso problema: l’italiano ha saltato la FP1 costretto a cedere il volante della W17 a Frederik Vesti, terzo pilota Mercedes, per cui c’è ancora del lavoro da fare. In FP2 ha pagato una mancanza di feeling sul giro secco e in fase di frenata, ma nessun dramma: anche a Monaco il fine settimana era iniziato così, poi sappiamo tutti com’è andata a finire. Sarà in lotta, anche lui.