Ferrari e Mercedes sono state le protagoniste della seconda giornata di test in Bahrain, ultima sessione prima dell’inizio di stagione. E ognuna lo è stata per ragioni differenti rispetto all’altra: la prima per una vettura che, se finora sembrava adottare soltanto soluzioni conservative, a Sakhir ha invertito notevolmente il trend; la seconda perché è già pronta a correre sul serio, tant’è che ha passato l’ultima ora giornaliera a provare i pit stop anziché macinare chilometri. Prove importanti ma che solitamente si fanno alla fine di un test, non quando di tempo ce n’è ancora parecchio a disposizione. Senza dimenticare la McLaren, che al pari di Mercedes in pista corre veloce e ha iniziato a martellare seriamente in vista dell’inizio di stagione, con segnali chiarissimi.
La SF-26 e la W17 però hanno colpito, anche se tra le due non c’è dubbio che sia la seconda quella più a posto, sotto tutti i punti di vista. Sembra confermare i rumors che vedevano Mercedes come la favorita assoluta nel 2026, eppure anche Ferrari ha trovato il modo di attirare a sé l’attenzione: sulla vettura, nella prima giornata è comparsa un’aletta posta dietro lo scarico sembrata una prima genialata, mentre nella seconda a sorprendere è stato un DRS rivoluzionario, capace di aprirsi a 180°. Soluzioni tecniche coraggiose che si dice non solo siano state promosse, ma addirittura che siano difficili da imitare perché, in tal caso, bisognerebbe rivedere da zero la configurazione delle ali.
Difficile fare previsioni, ma di sicuro è una Ferrari dalla mentalità parecchio diversa rispetto a quella vista nel 2025, quasi mai coraggiosa, innovativa. In quel caso la sensazione era sempre quella di aver già perso in partenza, mentre stavolta, almeno, qualche lampo c’è stato. E poi, un’area in cui la SF-26 è sembrata fin qui fare la differenza c’è ed è la partenza: la motivazione è di natura tecnica, perché a Maranello hanno scelto un turbo dalle dimensioni più piccole rispetto a quello di Red Bull/Ford, Mercedes e Honda, per cui tutti i motorizzati Ferrari pronti via sfrecciano, approfittando di un minore turbo lag. Lo si è visto in più occasioni e, infatti, come sempre accade in Formula 1, le lamentele appellandosi alla sicurezza non sono mancate, rispedite però al mittente. Quindi, almeno sotto questo aspetto, Ferrari è stata più astuta degli altri. Da segnalare anche un problema che ha tenuto Hamilton fermo ai box per parecchio tempo, ma nulla di riconducibile alla power unit.
A metà giornata, però, l’attenzione si è spostata dalla pista alla sala stampa. Il perché? Dopo la risposta della F1 commission al caso motore, che vede sempre Mercedes come protagonista, questa nel mirino delle altre squadre ci è finito il carburante delle Frecce d’Argento, mandando su tutte le furie Toto Wolff: “Ci è stato detto che il rapporto di compressione era illegale: totale cazzata, assoluta cazzata. E ora salta fuori che il nostro carburante è illegale. Non so da dove venga questa storia. Forse domani inventeremo qualcos’altro. Magari esce che sono negli Epstein Files, che ne so, ma forse sono troppo giovane per esserci”.
Chiude il discorso scherzando, ma la risposta agli avversari è chiara come se non bastassero già i responsi della pista. È una Mercedes cattiva, sfacciata, la stessa che si era sempre vista quando al termine di ogni gara una delle due macchine, se non entrambe, era sul podio. Un segnale forte a tutta la Formula 1, pronta a riprendersi tutto ciò che l’era a effetto suolo le ha tolto anno dopo anno. Mancano ancora due settimane, ma il cinema è già iniziato e l’impressione è che vista la rivoluzione regolamentare gli scontri saranno accesi. Tutto ciò che, in questa nuova era del circus, ha sempre colpito al di là dell’azione in pista.