La Ferrari torna in Bahrain con un solo obiettivo: confermare le buone sensazioni emerse nel corso dei primi tre giorni di test a Sakhir, settimana scorsa. E per farlo, la SF-26 scenderà in pista in una veste tutta nuova: dopo oltre 4.300 chilometri percorsi senza alcun problema, l’equivalente di 14 gran premi, a spingere la monoposto ci sarà un motore fresco, oltre a una nuova scatola del cambio che, quest’anno, per via del modo completamente diverso di guidare imposto dalle vetture è sottoposta a uno stress quasi senza precedenti. Tutta questione di stili di guida differenti dettati da motori con potenza ripartita a metà tra parte termica e parte elettrica, con i piloti spesso ricorsi all’utilizzo di marce più basse nel corso del giro per favorire il recupero dell’energia. Sulla SF-26, però, le novità non saranno solo sotto il cofano: si vedrà anche un primo aggiornamento aerodinamico, continuando così la preparazione in vista della prima gara dell’anno, a Melbourne.
A Maranello si continua a lavorare in silenzio e, soprattutto, in maniera praticamente opposta a quanto fatto nel 2025: pochi sorrisi e poche parole, soltanto a testa bassa. Sul finale del 2025 Frederic Vasseur l’aveva annunciato e, quantomeno finora, così è stato. L’unico dato evidente è che dal punto di vista dell’affidabilità la SF-26 ha risposto bene, mentre sulla guidabilità ci sono ancora passi in avanti da fare com’è normale che sia, considerata la rivoluzione tecnica. Di sicuro, però, è un inizio ben diverso - e forse anche un po’ più speranzoso - rispetto a 365 giorni fa.
Mercedes e Red Bull, poi, sono le altre due osservate speciali: da un lato la W17, la vettura che da molti è indicata come la migliore del lotto, dall’altro la RB22, sorpresa di questo inizio 2026. Intorno alle due squadre c’è tanta curiosità, anche perché fin qui hanno lavorato in maniera piuttosto differente: per Mercedes l’opinione più diffusa è che nei primi due test dell’anno l’obiettivo sia stato soltanto quello di nascondersi e di non svelare le proprie carte, almeno fino al verdetto definitivo sulla questione motore, mentre in Red Bull si è spinto maggiormente per mettere alla frusta il primo motore nato - bene - in casa in collaborazione con Ford.
E poi, gli uni hanno indicato gli altri come i più in forma in vista della nuova era della Formula 1: Russell e Toto Wolff hanno parlato di una Red Bull con un vantaggio che va dal mezzo secondo al secondo intero al giro su tutti gli altri, Verstappen e Mekies - team principal - hanno rispedito al mittente le considerazioni delineando esattamente il quadro opposto. Tutto, quindi, è ancora da scoprire.
Discorso diverso, invece, per McLaren: la MCL40 è ancora un cantiere aperto e in tal senso l’ultima delle sessioni di test sarà preziosissima anche per i campioni del Mondo in carica, ma l’impressione è che almeno nelle simulazioni di gara completate fin qui la vettura abbia risposto molto bene, con entrambi i piloti. Un po’ ce lo si aspettava, soprattutto considerati gli enormi passi in avanti compiuti a Woking negli ultimi tre anni, fino a diventare il punto di riferimento del circus sia per approccio alle gare sia per le metodologie di lavoro in termini di analisi. D’altronde, nonostante la portata del cambiamento regolamentare, il DNA della squadra non cambia.
Saranno tre giorni fondamentali e stavolta, diversamente da quanto accaduto finora, l’azione sarà possibile seguirla dall’inizio alla fine. Infatti, tutte e tre le giornate avranno una copertura televisiva totale, con inizio alle 8 del mattino e fine alle 17, sempre ora italiana. La prima vera occasione per osservare attentamente questa nuova Formula 1, fin qui amata e odiata allo stesso tempo.